Alice Robinson (Pentaphoto)
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Alice e ora? “Ora torno a casa per finire il liceo”

Da un’atleta che vince una gara di Coppa arrivano più o meno le stesse dichiarazioni, certamente non ti aspettetti di sentire: “Ora torno a casa per finire il liceo”. E’ stata una press conference davvero anomala quella che si è consumata a Sölden al termine del primo gigante di stagione. Ha fatto effetto vedere che per la prima volta Mikaela Shiffrin non aveva tutte le attenzioni su di sé, perché c’era una giovanissima che aveva addosso telecamere fotografi e microfoni.

Proprio così, Alice Robinson è accerchiata da decine di cronisti ma lei spicca ugualmente perché quel pettorale rosso che ha indossato dopo la vittoria del gigante di Sölden, luccica! “Wow, incredibile, ma no figuratevi se mi aspettavo una cosa del genere…”. Lo farà toccare anche ai suoi famigliari e amici: “Si perché ora devo tornare a casa, a Queenstown. Ho ancora una settimana di scuola prima di finire il liceo. Poi sì, andrò a Killington”.

Come ho fatto a battere Miki? Beh, sono partita per vincere, mi son detta, perché no? Non ero per niente nervosa E al traguardo, mentre vedevo scendere Shiffrin ero comunque tranquilla perché alla peggio sarei arrivata seconda.

Me la ritroverò difronte non solo in gigante perché ho deciso che a St. Moritz affronterò anche il superG. Vedremo!”

Vicino ad Alice c’è il suo allenatore Chris Knight, anche lui neozelandese, già allenatore di Lindsey Vonn nei suoi ultimi anni di carriera. E’ anche il marito dell’ex azzurra Enrica Cipriani che segue Alice per la parte sponsor e media.

Alice ha visto il ghiacciaio per la prima volta dieci giorni fa. In allenamento andava già forte, potevamo aspettarci un bel risultato. Mi ricorda un po’ Lindsey non per tecnica ma per la voglia di vincere e per come approccia alla gara. È una che non si fa mai problemi. Va per vincere e basta. In realtà questa mattina ho notato iun po’ di nervosismo in partenza. Gliel’ho fatto notare e in effetti mi ha risposto: “Hai ragione, perché dovrei esserlo?” E ha cambiato espressione. In gara poi l’avete vista tutti! “.

Poi l’attenzione scappa su Miki Shiffrin e un po’ da tutte le parti le arriva la stessa domanda: “Che effetto fa essere battuta da una nettamente pi giovane di te?“. La risposta è ironica quanto lapidaria: “Se mi dai della vecchia me ne vado!”

Spesso i centesimi sono stati dalla mia parte, stavolta no e lo accetto. Poi, certo, non è bello quando sei in testa dopo la prima manche, superare il traguardo della seconda e vedere il semaforo rosso. Ma va bene lo stesso.

Alice è cool da guardare, scia semplice va per vincere ed è bello vedere questo suo atteggiamento. Senza dubbio mi farà bene perché mi spingerà a fare ancora meglio.

A guardarla negli occhi si ha comunque una certezza: Mikaela sta benone sia fisicamente, sia tecnicamente sia di testa.

Ancora sulla gara: “Non posso dire di non essere soddisfatta perché ho gestito bene la gara. Mi son o presentata a Sölden più tranquilla e con meno pressione del solito e questo è un bene per me.

Riguardo ai programmi futuri: “Ora per me, adesso, è tempo di fare un po’ di slalom e di velocità.Torno a casa e mi allenerò a Copper Mountain, poi torno per Levi e di nuovo negli Usa per Killington.

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.