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Andreja Slokar e il team che si aspetta

Andreja Slokar e il team che si aspetta
Andreja Slokar, 23 anni, slalom gigantista slovena, ha un ginocchio nuovo, nuovo. Niente di allarmante, la 23enne, nuovo talento delle prove tecniche slovene, doveva solo ripulirlo un po’: “Sì, mi hanno solo tolto un pezzettino, ma dopo qualche giorno di stampelle, posso già camminare senza. Con una buona riabilitazione sarò come prima”.

Forte come prima?
No guarda, devo sistemare talmente tante cose…

Dai, sei esplosa quest’anno!
Esplosa nel senso di saltata per aria? Scherzi a parte, se le mie prime manche fossero come le seconde…

Come nello slalom di Cortina?
Che giornata quella! Mi sono divertita come una pazza. Stare sulla sedia del leader per tutto questo tempo! Ma avevo fatto troppi errori nella prima manche e anche qualcosina nella seconda. Dunque non mi sono mai illusa di vincere una medaglia, non sono ancora a quei livelli.

Ok, ma cosa capita nelle prime manche?
Vai a saperlo! Diciamo che nella prima sono molto tesa, poi invece mi sento più tranquilla.

Questione di testa?
Cosa vuoi che ti dica, sono fatta così. Non si tratta del classico panico da cancelletto. È che penso a troppe cose e questo crea tensione. Credo però che se fossi eccessivamente rilassata non andrei da nessuna parte.

Comunque hai fatto delle bellissime qualifiche
Eh ma nelle seconde sono andata più forte. Ci lavorerò.

Assieme a uno psicologo?
C’è una ragazza che mi sta seguendo. Soprattutto due anni fa mi ha dato una grossa mano.

Gli altri componenti del team Slokar?
Tomaž Bizjak, l’allenatore che è con me da ben 18 anni c’è sempre. Praticamente ho iniziato a sciare con lui nello sci club locale, qui ad Ajdovščina. L’anno scorso è arrivato Boštjan Božič e di fatto mi segue lui.

Com’è nato questo rapporto?
Lui allenava gli atleti della Bulgaria e una ragazza ceca che poi però si infortunò. Dunque lui aveva concluso quelle collaborazioni e io cercavo un allenatore per aumentare l’intensità dell’attività agonistica. Ci siamo trovati!


Andreja Slokar assieme al suo allenatore Bostjan Božič

Beh, è stato bravo, hai fatto passi da gigante!
Più da slalom direi! In realtà sono cresciuta abbastanza in tutto. Con Bostjan mi trovo davvero bene!

Che ricetta ha usato?
Per me lo sci è sempre stato solo pali, da slalom o gigante. Ecco, mi ha tirato fuori dalla gabbia per farmi sciare in campo libero. Mi si è aperto un mondo! Poter disegnare curve dove vuoi e non perché te lo impone un paletto, mi ha consentito di capire tante cose, come la ricerca del ritmo. Poi, di certo non c’è solo questo, ma se facessi un elenco ti annoieresti

L’elenco no, ma su quale aspetto tecnico stai lavorando di più?
In alcuni tratti di pista devo spingere maggiormente e tenere gli sci un poco più stretti.

In effetti si ha l’impressione che tu abbia uno stile tutto tuo…
Per questo non sono ancora forte come le altre! D’istinto so che devo andare più veloce possibile, come questo avvenga è lì da vedere. Comunque ogni atleta ha il suo stile, io ho il mio. Anche per questo non mi sono mai ispirata ad altre atlete. Insomma, puoi studiare le più forti ma alla fin fine nessuno scia per imitazione. Capisci perché non ci sono atlete che sciano come me? Devo imparare ancora un sacco, avrai pur visto quante volte sono uscita? Ed è persino capitato senza nemmeno toccare il palo!

Sei emersa di più in slalom, in gigante come ti vedi?
Non ho una preferenza in realtà. Posso dire che in slalom mi viene più facile e il fatto di essere cresciuta soprattutto tra i rapid gates mi ha trasferito più sicurezza anche tra le porte larghe.

E pensare che due anni fa…
Quasi ho pensato di smettere. Quando a 21 anni ti mettono fuori squadra qualche domanda te le fai, ma la risposta è arrivata abbastanza presto: perché buttare via tutto dopo anni di duro lavoro passati a rincorrere un sogno? Anche no! Ecco che è più difficile smettere che continuare! In pratica ha prevalso la mia testardaggine!

Vuoi dire che ha un caratteraccio?
Quello no, ma testarda, uh… se lo sono!

E il lato migliore del tuo carattere?
Sempre quello, la testardaggine. A volte non va bene, ma se non fossi così dura e severa con me stessa, se non pretendessi sempre tanto, anche troppo, probabilmente avrei già abbandonato.

Ora invece la Federazione si è accorta di te…
Sì certo, ma non è che abbia così tanti rapporti

Si vocifera che Livio Magoni potrebbe allenare Meta Hrovat e Andreja Slokar
Davvero si dice questo?

Non ne sai niente?
Niente. So che Bostjan sta parlando con la SloSki, ma io sono sicura solo di una cosa, il mio allenatore sarà ancora lui.

Beh, ma non ti piacerebbe essere allenata da uno che fa vincere coppe e medaglie?
Io voglio Bostjan. Mi trovo troppo bene con lui. Ho iniziato un percorso che sta pagando e questo mi ha portato ad avere una fiducia immensa nei suoi confronti. Già ho faticato tanto a cambiare, ad adattarmi ai suoi metodi, al suo sistema. Sai, è un lavoro di team che richiede anche un po’ di tempo perché funzioni. Visto che l’alchimia sta dando buoni frutti, perché buttare via tutto e ricominciare da capo un altro progetto?

Andreja con Meta Hrovat

Non ti piacerebbe allenarti con una squadra?
Non ne ho idea perché sono cresciuta praticamente da sola. In realtà c’era il progetto di sciare insieme a Meta Hrovat, ma poi l’idea è un po’ scemata.

Ci vai d’accordo?
Certo che sì, siamo amiche. Lei è fortissima, sarebbe bello sciare assieme e magari qualche volta ci incroceremo.

Una potrebbe trainare l’altra…
Guarda, io tendenzialmente vado d’accordo con tutti, e non ho assolutamente nulla contro nessuno, tanto meno con Livio. Non conosco come lavora e con me non c’entra proprio nulla. Però conosco bene Bostjan, mi piace tantissimo come allenatore, come mi spiega le cose. Insomma è nato un ottimo feeling e adesso questo team credo proprio sia più forte di uno nuovo eventuale. Questo significa che non ho bisogno di chiedere alcuna spiegazione, perché io Bostjan non lo cambio! È un tipo molto deciso e a me serve una persona così!

Un tipo tosto insomma!
Tosto, sì. Diciamo due teste dure che si trovano a meraviglia!

E col tuo skiman è tutta rose e fiori?
Igor Plešivčnik? Un altro elemento importantissimo del team. Non mi fa solo gli sci. Lui è il mio opposto, un tipo calmo e in partenza cerca sempre di trasmettermi parte della sua serenità. In partenza si trova di fronte una ragazza che se è troppo tesa rischia di uscire, ma al contrario se è troppo rilassata scia male. Povero Igor, spero non mi mandi al diavolo!

Riguardo al rapporto tecnico?
Mi fido ciecamente di lui. Sai io non sono troppo pignola con l’attrezzatura. Trasmetto le mie sensazioni e lui sa mettermi ai piedi lo sci migliore!

Andreja col l’allenatore Tomaž Bizjak che la segue da ben 18 anni. Qui al Trofeo Topolino quando vinse la medaglia d’argento in gigante nel 2013.

Nordica, giusto?
Fino a tre anni fa usavo Völkl-Dalbello, poi ho provato a cambiare e sono finita sui Nordica. Mi piacciono e mi trovo bene. Appena finita la Coppa sono andata Reiteralm per testare nuovi modelli. Direi che sono a posto!

E a sponsor come siamo messi?
Il mio sponsor è Leone, specializzata in gelati, cioccolato… (L’azienda del padre – ndr)

Sei golosa?
Una cosa normale

Segui una dieta alimentare particolare?
Quale dieta? No, sono equilibrata, ma tendenzialmente quello che ho desiderio di mangiare, mangio!

Cucini tu?
Ogni tanto ma meno male che c’è mamma Elda!

In famiglia sciano tutti?
Macché, sono l’unica che scia. Mio papà Andrej è stato un giocatore di basket anche bravo. Invece i miei fratelli, Tine, 41 anni e Rok 31, niente sport. Credo che se quel giorno un’amica di mia mamma non le avesse suggerito di mandarmi a sciare in quello sci club, non oggi no ci saremmo mai sentiti!

A proposito di comunicazione, non mi sembri molto social…
Eh, lo so che dovrei. Ultimamente mi ha contattato qualche azienda e la prima cosa che mi hanno chiesto per eventuali collaborazioni, è stato proprio questo aspetto. Se dovrò farlo mi ci metterò, per ora non è una cosa che incontra il mio interesse. Mi sembra di perdere tempo e non prendo il telefono per farmi i selfie. In verità quest’anno ho iniziato a postare qualcosina, ma perché mi hanno fatto delle foto.

Per concludere, un po’ di vacanza?
Spero di riuscire ad andare qualche giorno al mare. Anzi, guarda, domani una puntatina la farò. Però poi devo mettermi sotto con la riabilitazione al ginocchio e poi via con la preparazione atletica. Il mio tecnico Severin Lipovšek mi aspetta al varco. Comunque qualche tuffo in mare lo farò, poi, come sempre, andremo a sciare sul ghiacciaio Mölltaler.

E ci andrà con lo storico Tomaž Bizjak e con il capo allenatore Boštjan Božič. Almeno, così dovrebbe essere! Andreja Slokar e il Andreja Slokar e il Andreja Slokar e il

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.