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Angelo Weiss: “Le ho dato una pacca sul casco, come fosse mia figlia!

Angelo Weiss: “Le ho dato una pacca sul casco, come fosse mia figlia!
Angelo ho netta la sensazione che tu sia contento.
Ah beh, chiaro, Un po’ inaspettata. È chiaro che si corre sempre per vincere, ma quantomeno a Bansko puntavamo a fare bella figura e a piazzarci tra le prime. La medaglia è stata proprio un regalo in credibile.

Come vedevi Sophie in slalom prima della gara?
Ero già contento per la prestazione che Sophie aveva fatto in gigante. Dove c’era ripido e angolato è andata alla grande per poi calare un po’ dove diventava più largo e veloce. Sai, non è che abbiamo fatto così tanto allenamento in velocità. Un po’ allo Stelvio e basta. Dopo la prima era molto delusa, poi nella seconda è andata decisamente meglio, col quarto miglior tempo.

E questo l’ha spronata per la gara di oggi?
Sicuro come… l’oro! Si è caricata e ha tirato fuori gli artigli. Nella prima manche è stata bravissima. Le prime dieci non hanno avuto la nebbia che invece ha dovuto “bucare” lei. Nella seconda le ho detto: “Non pensare a niente. Quelle dietro le hai attaccate, quelle davanti tireranno alla morte. Fai la tua gara come fosse la prima manche, perché di fatto la differenza è proprio minima”.

Ed è andata di lusso anche nella seconda.
Nella parte alta c’era un passaggio proprio difficile che ha messo in difficoltà quassi tutte. Lei lì ha fatto la differenza. Da lì al traguardo ha saputo poi cambiare marcia e il risultato è lì da vedere.

La ragazza ha gambe ma anche testa…
Guarda, è il primo anno che l’alleno ma non ho dubbi: è il classico esempio di atleta che in gara rende il doppio rispetto all’allenamento. Questo è sicuramente sinonimo di carattere. Di una che non si tira indietro quando la lotta si fa dura. Sai quante ne ho viste andare forte in allenamento e non ottenere nulla in gara? Sophie inserisce proprio almeno una marcia in più quando scatta il cronometro.

Come mai allora la medaglia è così inaspettata?
Non è che eravamo dubbiosi perché non è che scopriamo adesso questa sua indole. Però prima di venire qui siamo stati due giorni ad allenarci in Valgrisenche e sembrava proprio molto indietro rispetto alle altre. La trasformazione che ha avuto va oltre a qualsiasi immaginazione. Possedere un dono del genere è una fortuna incredibile.  

Come vedi Sophie nell’immediato futuro?
Abbiamo bisogno di ricambi, questo è poco ma sicuro. Mathiou poi dalla sua ha la polivalente, perché in almeno due specialità sa il fatto suo. Gigante, slalom e anche nei superG tecnici. E questo è un particolare non di poco conto, perché non ci sono tante atlete brave in più discipline. Adesso non ti so dire se è già pronta per la Coppa del Mondo, ma direi che non siamo molto distanti.

In slalom si attendeva Celina Haller
Eh lo so, ma credo si sia fatta tradire un po’ dall’emozione. Si è irrigidita e non è riuscita a mollare fuori i cavalli che ha dentro. E ti assicuro che ne ha tanti! Tieni conto che l’anno scorso era infortunata e quest’anno ha sciato davvero forte. Ha fatto man bassa di Fis, però poi in Coppa Europa non è riuscita quasi mai a essere lei, se non a tratti. Dalla sua le ha tutte: fisico e tecnica; deve lavorare di più sulla convinzione di averle! Se riesce a fare questo saltino è fatta!

Questione anche di tipo di neve e pendio?
L’alto livello è così, bisogna adattarsi e saper andare ovunque. Qui il terreno era ghiacciato ma teneva benissimo

Cosa hai detto a Sophie a fine gara?
Mah guarda, lo sai, sono un tipo tranquillo. Sono andato da lei, l’ho abbracciata e poi una pacca sul casco da un buon papà, come fosse mia figlia. Bisogna andare cauti, a questa età è facile montarsi anche un po’ la testa anche se lei non mi sembra proprio il tipo.

Un tipo calmo?
Assolutamente sì, tranquilla, proprio una brava ragazza. Forse un po’ musona ogni tanto. Quando non era andata bene in superG era davvero giù. Le ho detto: “Ma prendila un po’ col sorriso, hai scelto di fare l’atleta, le giornate storte capitano. Se la prendi con più allegria diventa tutto più facile. Molla via quel muso triste!” Direi che ha funzionato, perché subito dopo l’ho vista più vispa e pimpante.

Anche perché stando vicino a Ilaria Ghisalberti è dura tenere il muso
Lo spirito di Ilaria è fantastico. È andata molto bene sia in super che in gigante, sono contento del suo Mondiale. Ora deve riuscire anche lei a fare quel saltino in più per spiccare il volo. Le doti non le mancano.

Si pensava che Elena fosse quella più indietro, invece…
Invece in gigante ha fatto una gara bellissima, due manche una più bella dell’altra. Guarda non posso proprio dire nulla a tutte e quattro. Un Mondiale sopra ogni aspettativa. Prima di partire avrei messo la firma su queste prestazioni. Angelo Weiss le ho Angelo Weiss le ho

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.