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Atle Lie Mc Grath: “Sono senza parole!”

Molto emozionato per il primo podio in carriera, Atle Lie Mc Grath dice: “Non ero mai stato senza parole come mi sta capitando oggi dopo la gara”.

Quando ero alla partenza, ho pensato che volevo soltanto divertirmi, anche perché era la prima volta che potevo far tutta la Gran Risa, dopo che lo scorso anno eravamo dovuti partire da più in basso a causa delle condizioni meteo.

Me la sono proprio goduta. D’altronde, se ti diverti in quello che fai, è più facile. Con il mio primo podio ho raggiunto mio papà, che nella sua carriera di sciatore aveva ottenuto un secondo posto in uno slalom di Coppa del Mondo ad Are. Ora voglio batterlo».

Per la cronaca papà Felix, americano, ha sposato Selma Lie, norvegese. In quello slalom di Are del 1988, fu battuto da Alberto Tomba. Ma si trattò del secondo podio. Il primo lo conquistò a Crans Montana, un terzo posto alle spalle di Gstrein e Mader. Oggi Felix è il direttore sportivo della Burke Mountain Academy nel Vermont, scuola aperta a diversi sport.

Anche se è di solito di poche parole anche Alexis Pinturault, questa volta il vincitore di oggi ne aveva…  «Quest’anno in gigante ero sempre vicino al podio, ma per questione di centesimi non riuscivo a salirci.

Già nella prima manche, McGrath ha fatto una gara incredibile visto il suo numero di pettorale (29) e nella seconda ha spinto ancora di più.

Non era facile, ma ho fatto il possibile per stare davanti e ci sono riuscito.

È stato bello vincere davanti ad Alberto Tomba e sapere che l’ho raggiunto in quanto a vittorie in gigante: un traguardo del genere mi rende orgoglioso perché mi avvicina a una leggenda come lui.

Credo che gli organizzatori abbiano fatto un gran lavoro nel preparare la pista oggi e lo dimostra il fatto che tanti atleti con un pettorale alto sono riusciti a terminare la prima manche nella top 30 e anche nella seconda la pista ha tenuto davvero bene».

Emozionato anche l’elvetico Justin Murisier: «In un periodo come questo, mi fa piacere portare un po‘ di felicità e sorrisi, perché dobbiamo sperare in momenti migliori. Ottenere il mio primo podio qui è fantastico, non ho parole per descrivere quello che provo.

Pensare che faccio Coppa del Mondo dal 2010 e ho dovuto superare tanti infortuni, di cui quattro al ginocchio destro. Sono convinto che questa pista mi ami, perché ero già stato quarto qui nel 2017. Comunque è un amore reciproco, anch’io la adoro». Atle lie Mc Grath

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.