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Beijing, Davide Ghiotto, l’uomo che parla con i pattini

Beijing, Davide Ghiotto, l’uomo che parla con i pattini.
Molti atleti prima di una gara, hanno modi di fare, usanze, o gesti scaramantici. C’è chi indossa sempre gli stessi calzini, e ci fermiamo qui, chi guarda all’insù  per cercare un aiuto dall’alto, un semplice segno della croce, balletti, smorfie, neve nel collo. Ebbene Davide Ghiotto, la nuova medaglia di bronzo dei 10.000 metri di speed skating su pista lunga, usa fare una cosa al limite del comprensibile: parla con i suoi pattini.

E quando il giornalista gli chiede spiegazioni, il 28enne veneto gli risponde quasi un po’ stranito come fosse la cosa più normale del mondo. Non abbiamo notizie di sciatori che parlano con gli scarponi o con gli sci, ma è probabile che d’ora in poi qualcuno lo farà, visto l’effetto che fa!
Qui sotto l’intervista realizzata da Discovery.

Davide non è nato sul ghiaccio, ma sull’asfalto. Da piccolo, come sempre capita quando si gioca, si divertiva un sacco andare sui roller. Al punto da dedicarsi a un’attività agonistica vera e propria fin dai 7 anni di età. Poi il cambio e l’ingresso alla società SG Roana prima di passare alla Cosmo Noale Ice. Lo speed skating gli entra nel sangue e inizia a sfoggiare un certo talento, al punto da entrare nel Gruppo Sportivo Fiamme Gialle.

Quatto anni fa a PyeongChang sulla stessa distanza fu 12esimo e 19esimo nei 5.000, ma era solo la tappa di un percorso più importante. Ci pensò il più esperto Nicola Tumolero a mettersi al collo il bronzo nei 10.000 metri. Nel frattempo non abbandona gli studi. Gli piace filosofia e in questa materia si laurea all’Università di Trento. Qualche mese fa raggiunge un’altra tappa fondamentale della vita: diventa papà del piccolo Filippo.

Dalle sue parti oggi è scoppiato un entusiasmo pazzesco fin quando è intervenuto il governatore Luca Zaia a celebrarlo come un vero eroe, e allora l’euforia è entrata nelle case di tutta la regione.

Dietro a questo successo, naturalmente, c’è un lavoro di enormi sacrifici. Ma anche un signore che di nome fa Maurizio Marchetto, specializzato in progetti di medaglie olimpiche! Uno dei suoi primi lo disegno a misura di Enrico Fabris, asiaghese, proprio come Tumolero, che nel 2006 a Torino, fece esplodere di gioia l’intero paese conquistando la prima medaglia italiana nel pattinaggio di velocità: oro nei 1.500 metri, oro nell’inseguimento a squadre (con e nell’inseguimento a squadre (con Anesi, Sanfratello e Donagrandi), bronzo nei 5.000. Dove si formò? Ovviamente alla Sportivi Ghiaccio Roana per ben 16 anni, per poi passare nelle Fiamme Oro. A Pechino oggi c’era anche lui. Tutto torna! Insomma, se volete diventare campioni di pattinaggio di velocità su ghiaccio, trasferitevi in Veneto, meglio se dalle parti di Roana. Luca Zaia ne sarebbe molto felice.  Beijing Davide Ghiotto l’uomo Beijing Davide Ghiotto l’uomo

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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