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Christoph Vinatzer, il progetto dei Mondiali e tanta voglia di normalità

Christoph Vinatzer, il progetto dei Mondiali e tanta voglia di normalità.
Sotto i riflettori Vinatzer, ma non il giovane slalomista che ha iniziato da qualche annetto a far giare la testa a tutti, bensì papà Christoph, Presidente di Dolomites Val Gardena.

Probabilmente la notizia è sfuggita a molti, perché in pochi sanno che la Valgardena, unitamente alla Badia, si è fatta avanti per ospitare i Mondiali del 2029. La stessa richiesta giace sul tavolo della Fisi da parte di Sestriere, dunque la federazione dovrà fare una scelta tra le due realtà. E probabilmente col prossimo Consiglio Federale, un mese circa, si dovrebbe sapere chi potrà proseguire questo cammino.

Christoph voi ci credete tanto…
L’ultima e unica volta risale a 51 anni fa, Gardena ’70, direi che la pausa c’è stata e ci sembra il momento opportuno per riprovarci, anche perché nel 2029 la distanza sarà praticamente di 60 anni!

Che previsione fate?
Noi abbiamo presentato una lettera di richiesta alla Fisi per proporci nel 2029 o nel 2031, ma sarà la Federazione a vagliarne le possibilità.

Già, c’è anche Sestriere…
Noi avevamo deciso di inseguire questo progetto già a dicembre e sinceramente ci siamo un po’ sorpresi quando abbiamo visto Sestriere presentare la candidatura in occasione dei Mondiali di Cortina. Noi però ci eravamo già preparati. Ne avevamo parlato qui tra le valli ladine e naturalmente con la Provincia. Per cui, terminata la kermesse iridata, abbiamo depositato in Fisi la nostra candidatura.  

Si può ipotizzare gare veloci in Gardena e tecniche in Badia?
In linea di massima sì, ma questo sarà valutato quando ci sarà dato l’eventuale via a procedere. In realtà in Gardena ci sono progetti per la realizzazione di alcune piste nuove. Vedremo.

Piste nuove che ci saranno anche senza i Mondiali?
I progetti ci sono già e nel giro di tre quattro anni potrebbero già essere a disposizioe. Con il Mondiale ci sarebbe un’ulteriore accelerazione.

Gardena e Badia sembrerebbero già ben strutturate o mancherebbe qualche struttura?
La ricettività alberghiera è a posto al 100 per 100. Ma non basta. Il progetto dei Mondiali presuppone un progetto totalmente votato all’ecologia, come si suol dire, “sostenibile”. E in questo senso si possono fare tante cose, a cominciare dagli spostamenti e viabilità.

È complicato?
No, perché nelle nostre valli da tempo ogni progetto segue questa linea. L’ecologia è molto sentita nella nostra popolazione. E Mondiali o no, tutto sarà fatto seguendo questi criteri. E le dirò, non basta volerlo fare, perché se non hai questa mentalità non ce la fai. Dunque direi che ci siamo perché è proprio dal territorio che arriva questo sentiment e non dall’alto.  

Esiste già una bozza di Comitato organizzatore?
Questo avverrà dopo. Intanto ci siamo concentrati nello stanziamento delle risorse economiche per la candidatura. Abbiamo comunque la fortuna di avere già una buona base di partenza con i comitati di Coppa del Mondo di Gardena e Alta Badia che hanno 40 anni di esperienza, quindi direi che non ci sarà nulla di complicato.

Perché avete fatto passare così tanti anni per riportare i Mondiali a casa vostra?
Ci avevamo in realtà provato negli Anni ’90, ma era saltato tutto per la mentalità poco aperta di alcuni operatori. Poi c’è stato un cambio generazionale radicale e molte barriere sono crollate. Oggi l’idea di un Mondiale è sentita con grandissimo entusiasmo.

Questo totale avvicinamento del territorio è aumentato in quest’ultimo anno di grandi difficoltà?
Abbiamo avuto l’occasione di fare alcune riflessioni che si sono rivelate molto positive per il futuro. La nostra direzione seguirà sempre di più un’unica strada: la qualità! Lo sci alla fin fine è uno sport di nicchia, non è popolare come il calcio, per cui riteniamo che agli appassionati si debbano offrire servizi sempre al top.

Tra poco parte l’estate…
Proprio a fine maggio con tutti i protocolli del caso. Siamo fiduciosi e ottimisti grazie anche ai piani vaccinali che sembrano funzionare sempre meglio. L’anno scorso alla fine abbiamo lavorato solo nel mese di agosto, adesso speriamo di ricevere qualche segnale anche a giugno, luglio e settembre. Per ora le maggiori richieste si riferiscono ad agosto, ma è normale. C’è ancora molta incertezza e ogni giorno la situazione cambia. Noi attendiamo l’evento più importante che farà partire l’estate, che è la Hero Dolomites (12 giugno).

Richieste dall’estero?
Anche in questo caso speriamo si possa arrivare alla normalità prima possibile. Qui arrivano sempre tanti tedeschi e sappiamo che hanno una voglia incredibile di tornare a trovarci.

Quali sono le regole attualmente?
Per il momento chi passa il Brennero deve portarsi dietro il test negativo antigenico. Poi vediamo, perché come dicevo prima, le cose cambiano di giorno in giorno. Dobbiamo solo adattarci.

Lei è nel turismo da dieci anni, qual è l’aspetto più complicato da affrontare?
L’adattamento a situazioni che cambiano continuamente, perché è molto difficile avere previsioni certe. Quando non puoi stilare programmi a lungo termine le cose diventano un po’ più difficili. Quindi è necessario essere pronti a cambiare subito le strategie e a volere investire. Senza investimenti non può funzionare niente!

Prima di lasciarla, del suo ragazzo è stra felice?
E beh, certo che lo sono. Lo supportiamo fin da ragazzino e sono contento di come si stanno mettendo le cose per lui.

Sta diventando proprio un bel personaggio al di là dei risultati
Questo mi sorprende di meno, è sempre stato abile fin da ragazzino soprattutto nel rapportarsi con le persone e a dire sempre le cose giuste. Credo gli sia servito seguire gli studi a Stams, un liceo dove evidentemente sanno formare gli atleti anche sotto questo punto di vista.  

“Ma non è proprio così, non è che c’erano dei corsi specifici. Direi semplicemente che col tempo si impara. Un’intervista dopo l’altra ci si abitua a parlare.”.

È proprio Alex che interviene e precisa:L’importante credo sia evitare di dire sempre le stesse cose e trasmettere ciò che agli appassionati interessa di più”.

Hai ripreso ad allenarti?
Sono appena tornato da una bella vacanza a Tenerife e sul lago di Garda. Dai primi di questa settimana ho iniziato con la preparazione atletica, quindi di nuovo full gas!

Anche tu sei salito sulla tavola da surf?
Sinceramente ho più riposato. Volevo proprio staccare completamente e rilassarmi al massimo.

A quando le prime curve sulla neve?
Immagino un paio di giornate a giugno, ma vedendo il programma non vedo tante giornate sulla neve prima dell’Argentina. Comunque se si riuscirà ad andare a Ushuaia, lì potremo sciare davvero tanto. Ci sono stato già un paio di volte. Bel comprensorio.

A due mesi di stop dall’ultima stagione cosa ti è rimasto di più dentro?
Devo dire che ho imparato davvero tanto soprattutto in previsione delle prossime. Ho avuto alti e bassi, ma proprio in occasione delle cose che non sono andate per il verso giusto ho trovato il modo per reagire.

Tanta pressione?
La pressione è normale che ci sia. Anzi meno male che c’è. La cosa più importante credo sia riconoscere gli errori e trovare il modo di risolverli. Sono fiducioso di non ricascarci ancora.

Tuo papà ricordava che tra poco arriva la Hero Dolomites, salirai in sella anche tu?
Sinceramente preferisco giocare a ping-pong. Non sono così appassionato di bici come tanti miei compagni. Preferisco camminare. Qui da noi è bellissimo! Christoph Vinatzer il progetto Christoph Vinatzer il progetto Christoph Vinatzer il progetto

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.