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Cortina2021: Race Office, il centro nevralgico dei Mondiali

Il race Office è senz’altro il centro nevralgico dei Mondiali e Alessia Debertol ne è la responsabile.
Originaria di Canazei, val di Fassa è arrivata a Cortina dopo un’esperienza maturata in occasione dei Mondiali Junior del 2019, ma anche in qualche gara di Coppa del Mondo.

Ed è questo il settore dove le piacerebbe lavorare anche nel futuro. «Proprio così, mi piace l’ambiente, le dinamiche. C’è vitalità, confronto e collaborazione. Un settore molto attivo dove si impara sempre qualcosa ogni giorno, dunque molto stimolante. Un lavoro che prevede anche molta concentrazione perché non hai molti margini di errore. Sarebbe bello arrivare fino alle Olimpiadi…»

Alessia ha un grande amore. Si chiama neve «L’adoro terribilmente. Oltre allo sci alpino mi piace moltissimo l’aspetto esplorativo dello scialpinismo. Dopo la fine di Mondiali, la prima cosa che farò sarà prendere le pelli e infilarmi in uno dei nostri meravigliosi percorsi della zona. Non nascondo che mi piacerebbe molto esplorare un po’ di più Cortina».

Alessia ci spiega come funziona questo importante settore tecnico, fulcro dell’organizzazione generale, soprattutto con l’introduzione dei sistemi anti covid necessari.

«La gestione dell’ufficio gare, che prevede il coordinamento di tanti servizi, è proprio uno dei punti nevralgici del Mondiale e anche uno dei più complicati. Proprio perché da lì passano gran parte degli accreditati, quindi atleti, allenatori, tecnici.

Parliamo di 1.500 persone circa, contingente comunque ridotto, poiché la regola generale imposta è stata quella di limitare al massimo le presenze. Oltre agli atleti ci saranno anche una trentina di addetti della federazione internazionale, così come fanno riferimento all’ufficio gare anche alcuni servizi come ad esempio quelli di Longines.

L’accreditamento è stato comunque suddiviso in settori. L’ufficio gare vero e proprio è ubicato presso l’Alexander Hall a Cortina, nella sala del teatro. Quello dei Media è nei locali normalmente dedicati al museo paleontologico e in zona Ronzuos. Volontari, staff e fornitori, fanno riferimento, invece, a una struttura nella zona delle scuole.

Il punto accrediti reciterà un ruolo fondamentale. In tempi normali è una pratica sì complicata alla quale però ci si è abituati. Arriva il responsabile della squadra, consegni i pass, parcheggi, avvisi e arrivederci. In questo caso, invece dall’ufficio gare dipenderà la gestione dei test covid che verranno effettuati a tutti.

Quindi il primo atto che dovrà fare al suo arrivo qualsiasi accreditato, sarà quello di passare a fare il test. Solo dopo aver avuto l’esito potrà, se negativo, ritirare il proprio pass. Una volta ricevuto sarà libero di raggiungere il proprio hotel. Per il ritiro fisico dell’accredito ci sarà un solo rappresentante dei team.

Non è così semplice, specie per le squadre più grandi, poiché gli atleti non arrivano tutti nello stesso giorno. Per la gestione dei test covid sono stati installati quattro centri, gestiti dall’azienda sanitaria regionale. Il referente per conto del Comitato è Andrea Apollonio, coordinatore per il settore medico».

Il lavoro del race office ovviamente non si riferisce soltanto ai momenti delle gare. «Il nostro lavoro – continua Alessia – è iniziato diversi mesi fa, quando la situazione internazionale era ben diversa da quella attuale. Si prevedeva la partecipazione di circa 3.500 accreditati.

Il fatto che siano diminuiti non ha facilitato le cose perché il piano sicurezza ha reso un po’ tortuoso il percorso per diversi aspetti.
Peter Gerdol e Markus Waldner

Le esigenze dei team non sono tutte uguali. Le grandi squadre, tipo l’Austria, Svizzera, Norvegia, la stessa Italia, ad esempio, sono venute qui diverse volte per trovare gli hotel più indicati, dotati di meeting room, ski room… E se si considera che le strutture ricettive riservate agli atleti sono più di trenta…

Senza contare gli ultimi arrivi. Pochi giorni fa ci ha contattati la Mongolia, che avrebbe piacere di partecipare. Ricordiamoci, un Mondiale non è come la Coppa del mondo, qui ci sono (al momento) 75 nazioni per un totale di 600 atleti».

Tra i compiti dell’ufficio gare poi, c’è quello vero e proprio che riguarda le competizioni. Significa stilare i programmi di gara, le starting list, classifiche, preparare le riunioni di giuria, che saranno presso il teatro all’Alexander hall. Saranno fatte in presenza come richiesto da Markus Waldner e Peter Gerdol. Farle online con il numero di nazioni presenti sarebbe piuttosto complicato, specialmente per le gare veloci quando ci sono diversi interventi da parte dei capitani. Il servizio online sarà comunque disponibile.

LA SQUADRA
Alessia Debertol, come detto, è la responsabile dell’intero comparto sostenuta, naturalmente da altre persone con specifici incarichi. Tutte donne: Elena Gaja, Td Fis e si occupa delle gare maschili. La sua esperienza in fatto di Coppa del Mondo, Mondiali e Olimpiadi è notevole.


Carolina Pitscheider e Elena Gaja

Carolin Pitscheider, anche lei inserita da tempo i queste dinamiche, segue invece le gare femminili. Poi Chiara Compostella che assolve ad alcuni aspetti organizzativi di volontari e cronometristi. Erica Bellodis che, tra altri incarichi, gestisce gli allestimenti delle ski room negli hotel, compito anche questo non facile. Infine, Alice Zorzi, responsabile accrediti per i teams e Alessandra Bressan, responsabile accommodation.

Erica Bellodis

CONTROLLI DEL PERSONALE
«Da novembre – ci dice Alessia – abbiamo cominciato a fare i tamponi, pratica che si è intensificata nell’ultimo periodo. Poi scatta il programma elaborato fin dalla prima gara di Coppa del mondo dalla Fis.

Quindi ognuno entra nella propria bolla e segue il protocollo, che è molto rigido. Tendenzialmente un tampone ogni tre giorni.

Esistono, dunque quattro bolle le famose bubbles. La blu per staff, fornitori e volontari che sono gestiti dal responsabile Armando Del Zordo. La rossa per i team, e il personale che lavora a stretto contatto con loro, quindi anche il Race Office. Bolla gialla per i media e broadcast e quella verde per ospiti e delegati.

Alice Zorzi e Alessandra Bressan
Ogni bolla ha il suo percorso, che non si incrocia mai con quello degli altri. Insomma, si è fatto il massimo per tutelare tutto e tutti e ci sentiamo tranquilli. Poi qualcosa potrà anche scappare, perché abbiamo visto che anche in Coppa del Mondo qualche episodio c’è stato. Però siamo stati addestrati molto bene e faremo di tutto affinché la sicurezza sia tutelata la massimo. L’obiettivo è che anche Cortina vinca la medaglia d’oro!
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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).