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Dopo il “piegamento”, la distensione!

Il pensiero di un maestro di sci di oggi si intitola non senza ironia: “Dopo il “piegamento”, la distensione!”. Movimento antico ma che riproponiamo per rendere l’idea, che non è tecnica ma fisica!

È ufficiale il “Decreto Sostegno” sarà pronto per metà marzo, così scrivono i grandi mezzi di comunicazione. Dunque sapremo, finalmente, quanti soldi saranno messi a disposizione per i maestri. Che non se la stanno passando proprio bene, come del resto tutta la montagna.

Archiviata la stagione invernale, si guarda a quella estiva. Ma, al di là delle solite promesse di future aperture, di un ritorno alla “quasi” normalità e di conseguenza poter andare in vacanza, non esiste nessuna certezza su come, quando e quali restrizioni saranno in vigore.

Ecco perché la nostra categoria dei maestri deve muoversi per tempo. Dato per scontato e acquisito il “piano ristori” (quando arriveranno i soldi, ciascuno sarà poi libero di trarre le proprie conclusioni), è importante che già dal prossimo DPCM (se così si chiamerà) venga riconosciuta la possibilità di insegnare.

Ovviamente nel rispetto di tutte quelle norme di sicurezza già elaborate dal Collegio Nazionale e dall’Amsi, ma che non sono mai state prese in considerazione per via delle chiusure.

Insisto su questo argomento non tanto per una questione di forma, quanto di sostanza. La figura del maestro non può e non deve essere “spacchettata” con la scusa delle specializzazioni sportive, perché ne va a discapito dell’intera categoria.

Che di fatto, con questa logica, quest’inverno non ha lavorato, creando malumori e proteste di piazza.

È giusto e sacrosanto che un allenatore alleni il proprio sci club, ma è altrettanto corretto dare la possibilità anche al maestro di insegnare, di svolgere il proprio lavoro. Già da quest’estate.

Sono certo che le nostre autorità preposte, Collegio Nazionale e Amsi, continueranno a lottare per far cambiare al Governo questo assurdo divieto. Che nulla ha a che vedere con gli affollamenti sugli impianti, le cui le regole sono state rispettate durante tutto l’inverno dagli sci club in quelle stazioni aperte per allenamenti e gare. Cambiare, cancellare. Niente altro!

Ritornare a una graduale normalità, significa non essere più esclusi, essere nuovamente parte attiva del “sistema vacanze sulla neve”, sistema nel quale il maestro di sci è sempre stato protagonista.

Non è pensabile, anche con un ipotetico numero chiuso di turisti, essere ancora “tagliati fuori”. Per questo l’estate è importante, per non essere dimenticati come categoria.

Chiudo, è proprio il caso di dire, con una frase presa in prestito dagli amici del “Milanese Imbruttito”: “… Un ultimo sforzo. Salviamo l’estate chiudendo a Pasqua che doveva essere salvata chiudendo lo sci che doveva essere salvato chiudendo a Natale che doveva essere salvato chiudendo a novembre”.

Walter Galli
P.S. Ripartire col piede giusto. Già da questa estate. Ovviamente vale anche per le altre Associazioni della montagna. E per i loro Assessori, scesi in piazza. Soltanto per prendere applausi, viene questo dubbio. Dopo il “piegamento” la Dopo il “piegamento” la

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.