Sofia Goggia ha concluso gli accertamenti clinici approfonditi effettuati a Milano presso la Casa di Cura La Madonnina e l’IRCCS Ospedale San Raffaele, dopo il rientro anticipato dall’Argentina. Gli esami hanno evidenziato due differenti infezioni virali che, sommandosi, hanno prodotto effetti particolarmente pesanti sul piano fisico, determinando un forte stato di debilitazione dell’atleta bergamasca.
Goggia si trovava a Ushuaia dal 23 agosto, impegnata nella preparazione sulla neve del Cerro Castor in vista della nuova stagione di Coppa del Mondo. Il programma prevedeva un periodo di lavoro più lungo in Argentina, seguito dal trasferimento in Cile, ma alcuni malori accompagnati da una forte stanchezza e spossatezza hanno portato, d’intesa con la Commissione Medica FISI presieduta dal dottor Andrea Panzeri, alla decisione di interrompere anticipatamente il raduno e rientrare in Italia per sottoporsi agli accertamenti.
Gli esami effettuati a Milano hanno ora permesso di individuare l’origine della debilitazione: due infezioni virali distinte, la cui concomitanza ha avuto un impatto significativo sulle condizioni generali della campionessa delle Fiamme Gialle.
Sofia Goggia ha già iniziato in questi giorni il percorso di recupero definito in collaborazione con la Commissione Medica FISI, con l’obiettivo di ritrovare progressivamente la piena condizione fisica. Il lavoro verrà modulato sulla base dell’evoluzione del quadro e delle indicazioni dello staff medico federale.
La bergamasca arriva da una stagione di alto livello, culminata con la conquista della Coppa del Mondo di supergigante e con la medaglia di bronzo nella discesa libera ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. L’avvio della nuova stagione di Coppa del Mondo è fissato per il 24 ottobre a Sölden, con il gigante femminile che aprirà il calendario sul ghiacciaio del Rettenbach.
Ora il programma di Goggia passa dalla pista alla fase di recupero, con le prossime settimane dedicate alla completa ripresa delle condizioni fisiche prima di definire il successivo ritorno al lavoro sulla neve.






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