Grenoble vibra di idee, strategie e prospettive. Nei padiglioni di Mountain Planet 2026 si è respirata una tensione creativa rara, alimentata da tre giorni di confronti serrati e visioni condivise. La rassegna internazionale dedicata allo sviluppo montano chiude con numeri in crescita — visitatori in aumento del 4,5% — e con una consapevolezza ancora più nitida: la montagna contemporanea si trova al centro di una trasformazione profonda.
Amministratori pubblici, aziende e operatori hanno animato un dialogo fitto, quasi febbrile, dove innovazione tecnologica, transizione energetica e nuovi modelli turistici hanno costruito la trama di ogni incontro. Ogni conferenza ha aggiunto un tassello a un mosaico complesso, in cui sostenibilità e competitività avanzano insieme.

Politica e territorio: una presenza che pesa
Una partecipazione istituzionale ampia e concreta ha dato sostanza al dibattito. Marina Ferrari, Ministro dello Sport, della Gioventù e della Vita Associativa, ha inaugurato l’evento, aprendo una sequenza di interventi che hanno delineato priorità e strategie. Michel Fournier ha posto l’accento sulla gestione dei rischi naturali, mentre Gaël Le Bourgeois ha portato al centro la questione dell’accessibilità, tema sempre più cruciale per l’inclusione nelle aree montane.
Fabrice Pannekoucke, presidente della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, ha ribadito il valore economico e sociale del comparto, lanciando ufficialmente il marchio “Tremplin 2030”, pensato per accompagnare le imprese verso le Olimpiadi invernali. Presenza significativa anche quella di Edgar Grospiron, figura chiave nell’organizzazione dei Giochi delle Alpi francesi del 2030.

Sci globale: numeri che raccontano una passione resistente
Durante la conferenza sulle dinamiche di mercato, Laurent Vanat ha delineato uno scenario sorprendente: 399 milioni di giornate sci registrate nella stagione 2024/25. Un risultato che sfiora il record del secolo e che testimonia il fascino duraturo dello sci, capace di attraversare incertezze climatiche ed economiche. Differenze marcate emergono tra le diverse regioni: alcune destinazioni tornano a livelli pre-crisi, mentre altre si muovono su equilibri più fragili.

Da Milano-Cortina alle Alpi francesi 2030
L’orizzonte olimpico ha attraversato ogni discussione. Mancano tre anni e mezzo all’appuntamento delle Alpi francesi, e Mountain Planet si afferma come laboratorio ideale per testare idee e soluzioni. Infrastrutture, trasporti, accessibilità ed esperienza dei visitatori compongono una sfida condivisa: costruire Giochi capaci di lasciare un’eredità concreta e sostenibile.
Mobilità sospesa: il futuro viaggia in quota
Tra gli appuntamenti più innovativi, la conferenza CITY CABLE CAR SOLUTIONS 3CS ha acceso i riflettori sul trasporto urbano via cavo. Esperti internazionali e rappresentanti di Île-de-France e Tolosa hanno raccontato esperienze già operative, come le linee Câble C1 e Téléo. Il risultato? Cabine luminose, silenziose, fluide nei flussi: “un viaggio che trasforma la percezione quotidiana degli spostamenti”, migliorando comfort e qualità della vita.

Un settore che evolve, una montagna che si reinventa
Mountain Planet 2026 lascia in eredità molto più di dati positivi. Racconta un settore vivo, reattivo, capace di adattarsi a sfide complesse senza perdere slancio. Grenoble diventa ancora una volta crocevia di idee, dove l’intero ecosistema montano trova sintesi e direzione.
La montagna contemporanea emerge come spazio di innovazione e responsabilità, dove resilienza e diversificazione tracciano nuove rotte. Prossimo appuntamento già fissato: dall’11 al 13 aprile 2028, ancora a Grenoble, per continuare a immaginare — e costruire — il futuro delle terre alte






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