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Generazione Valt, incontro con Edoardo: “Ripartire a 14 anni”

Generazione Valt, incontro con Edoardo: “Ripartire a 14 anni”
Edoardo Valt, ovviamente di Falcade, ha 14 anni, travolto da un’unica grande passione, lo sci. E ci mancherebbe! Quella dei Valt è una generazione che si tramanda da una vita. Una famiglia da sempre legata alla tradizione della neve.

C’è papà Fulvio, direttore della scuola sci Equipe di Falcade, mamma Paola, sempre aggiornata sulle news del mondo montano e Alessandro, il fratello minore di 11 anni di Edo. Lo sci nel dna insomma.

Edoardo in famiglia con mamma Paola, papà Fulvio e il fratellino Alessandro

Bisogna però andare anche un po’ indietro. Il nonno e gli zii sono maestri di sci e il bianco della neve è il fulcro della quotidianità della famiglia Valt. Mettetevi comodi, la lista è ricca e abbondante. Nonno Silvio (parte paterna), socio onorario della scuola sci Equipe di Falcade con un discreto passato agonistico. Vilma, sorella di papà Fulvio, è stata in squadra B mentre Cinzia è andata ancora più in là, in squadra A, attrice della Valanga Rosa.

Poi c’è una sfilza di cugini.a Cominciare da Federico Scussel, oggi nella squadra Osservati, atleta delle Fiamme Oro. Martina Scussel invece allena Alessandro, il fratellino di Edo. Daniel De Jori, in forze alle Fiamme oro di Moena, è Allenatore della squadra Americana femminile di velocità. Alex Dejori ha lasciato l’attività agonistica per fare il maestro di sci.

Raccontiamo la giovanissima storia di Edoardo perché è rappresentativa di tanti giovani atleti della sua età. Che purtroppo è incappato in un brutto incidente un anno fa, ma che ha trovato la forza e lo spirito giusto per rimettersi in pista. Se l’è vista brutta, perché in allenamento, è caduto su un salto procurandosi lesioni lievi a livello fisico tra cui una frattura nasale e allo zigomo cipitale.

Papà Fulvio Valt, direttore della scuola sci Equipe di Falcade, con i figli Alessandro ed Edoardo

Ma a causa di un forte trauma cranico è restato in coma per una settimana! Fortunatamente si è ripreso e dopo un mese di ospedale è tornato a sorridere. E ovviamente a sciare!
Edoardo ha l’ambizione di diventare un campione. Bello vedere un ragazzo pieno di sogni da realizzare…

La tua ambizione maggiore quale è?
Sicuramente entrare in Coppa del Mondo. Anche se c’è molto da lavorare,  le difficoltà non mi hanno mai spaventato, anzi. Lo sport sicuramente è la mia priorità, e lo dimostra anche la scelta della scuola superiore che ho fatto.  Sin da subito non ho avuto dubbi nell’optare per lo Ski College di Falcade. In generale, amo essere dinamico e attivo, cerco infatti di impegnarmi e andare fino in fondo in ogni attività sportiva che intraprendo anche al di fuori dello sci. Diciamo che vorrei fare dello sport la mia vita a 360°, anche se ho anche altre ambizioni. Tra queste sicuramente riuscire a laurearmi e fare strada nella scuola.

Edoardo alle selezioni trentine del Pinocchio
Ski College di Falcade, dove sei nato e cresciuto. Il rapporto con le tue origini?
Molto, molto stretto. I miei amici, quelli a cui sono legato da sempre, sono qui.

E la famiglia?
Sono un po’ dei rompiscatole, ma ammetto che mi aiutano e supportano sempre. Sono fantastici. Anche se, ammetto, forse dovrei aiutare un po’ di più a casa. Ai fornelli neanche mi avvicino

Una grande famiglia. Con tuo fratello Alessandro che rapporto hai?
Abbiamo un rapporto molto diretto e ci rompiamo sempre le scatole vicendevolmente e certe volte arriviamo anche alle mani, ma in modo tranquillo. So che ci sarò sempre per lui anche se non ci aiutiamo molto.

È più forte di te?
Ale è abbastanza bravo sugli sci, ma no, più bravo di me, almeno per ora, direi di no.

Raccontaci i tuoi primi passi
Sono partito dall’Unione Sportiva Monte Pallidi di Moena. Adesso il mio allenatore è Gianpietro Carli. Ci conosciamo ancora troppo poco. Però mi sembra un bravo allenatore, paziente. Anche io sono bravo però, quindi… Anche se ora sono un po’ lontani. Ho un secondo posto ai campionati italiani giovanissimi nel 2016 e un quarto posto ai campionati nazionali nel 2018.

A Ostuni nel 2019

In cosa ti dice che devi migliorare?
Eh… accidenti, il mio solito difetto che mi porto dietro da sempre: sono un po’ seduto purtroppo.

A livello tecnico chi ti aiutato sin da quando eri bambino nell’approccio allo sci?
Sicuramente mio papà, la figura principale, non solo nello sci, ma anche nella sfera privata. È il mio Il mio faro, che ha guidato la  mia crescita personale. Poi anche gli allenatori che ho avuto finora. Oltre a portarmi a raggiungere miglioramenti visibili, mi hanno sempre stimolato e hanno creduto in me…e questo è importantissimo.

La tua specialità preferita?
Anche se quest’anno sto andando quasi meglio in Slalom speciale, la disciplina che prediligo rimane il Gigante e poi il SuperG e per assurdo, come ultimo, lo slalom. Mi piace l’adrenalina e le discipline veloci.

Ora un po’ di domande a raffica stile psicologo, ci stai?
Vai!

Attrezzatura
Sci e scarponi Head, bastoncini:  Komperdel per il gigante,gabel per lo slalom e Leki per il superG.

Quanto ti alleni?
Quattro volte alla settimana.

La pista dei sogni
Sicuramente la Streif ma anche laChuenisbärgli di Adelboden.

Gare al mattino o in notturna?
Le ho fatte quasi tutte al mattino, ma penso siano emozionanti anche in notturna.

Pregi e difetti
Sono socievole ma quando mi arrabbio, a volte perdo letteralmente le staffe e rischio di diventare manesco.

Paris o Kristoffersen?
Domme tutta la vita!

Il tuo idolo?
Da buon milanista sicuramente Zlatan Ibrahimović, per il suo carisma.

Nello sci invece?
Il campione indiscusso che abbiamo vissuto in questi anni, indubbiamente Marcel Hirscher.

La tua lei scia?
Non per forza.

Quindi c’è una lei?
No, non ancora.

Come va la scuola?
Abbastanza bene.

Materie preferite?
Geografia e inglese che mi tornerà utile per tutta la vita.

Qui ci fermiamo un attimo perché c’è un particolare curioso. In geografia Edo è un vero fenomeno. Ricorda esattamente il nome e l’altezza di tutte le montagne, le capitali di ogni nazione, anche quelle semi sconosciute, e i dettagli di qualsiasi racconto.

Le materie che invece odi?
Matematica e tecnologia.

Alle medie eri forte?
Sono uscito col 10

Allo Ski College è dura?
Me la cavo bene e mi piace molto. Il binomio con lo sport mi da il giusto stimolo per concentrarmi e andare sempre bene anche a scuola.

Difficile conciliare scuola e sport?
Macché! A volte mi capita che dopo l’allenamento non abbia tanta voglia di studiare e fare i compiti, ma non ho mai avuto problemi. Lo sci è importante. Ma lo studio e l’apprendimento lo sono altrettanto. Comunque è esattamente come me lo aspettavo

Credi darebbe stato uguale frequentare un liceo tradizionale?
Avrei riscontrato più problemi nel gestire gli impegni sportivi, anche perché ci sono molte gare anche in settimana oltre ai singoli allenamenti.

Fate DAD o in presenza?
La didattica al momento è tutta a distanza. Anche coloro che sono in convitto fanno lezione dalla loro stanza.

La DAD influisce sul rendimento?
La didattica a distanza ha risvolti sia positivi che negativi. Non si può socializzare con gli amici però vi è grande concentrazione e i voti degli studenti sono di alto livello.

Per gli allenamenti invece ci sono state limitazioni?
No, assolutamente. Ad ora, considerando anche le restrizioni legate al Covid-19, ci stiamo allenando ad Aloch a Pozza di Fassa, a Alleghe e ad Arabba al passo Campolongo.

Il tuo amico inseparabile?
Non ho mai avuto un amico inseparabile. Siamo un bel gruppetto e siamo amici tutti allo stesso modo. Diciamo che sono amico di tutti.

Una tua giornata free
Playstation ed esco a giocare e divertirmi con gli amici. Ovviamente quando è concesso dal covid.

Come vivi questa situazione?
In modo normale. Devo mettere la mascherina in autobus, nei momenti collettivi con lo sci club. Oramai ci ho fatto l’abitudine quindi la vivo come gli anni scorsi, senza modificare le mie abitudini. Nonostante ciò mi auguro che questa situazione migliori al più presto e si possa a tornare a sciare ovunque come prima.

Edoardo Valt, impegnato in una gara di Skicross a Madonna di Campiglio

Rapporto con i social?
Ci provo… Ho installato Instagram abbastanza presto anche se non sono uno che pubblica molte storie

Come è stato ripartire dopo l’incidente?
È stato abbastanza facile. Non ci sono stati grandi problemi. L’unica cosa che volevo era tornare in pista al più presto.

Non hai mai pensato nemmeno per un attimo di smettere?
No, mai.

Chi ti ha dato la giusta carica per rimetterti sugli sci?
Nessuno, me la sono data da solo. Avevo proprio voglia di mostrare chi sono. Il mio io si esprime al meglio con gli scarponi e gli sci agganciati, quindi la mia carica è stata proprio questa. Io e la mia passione.

L’interrogatorio è finito. Altre domande non servono per giungere a una conclusione. Non sappiamo se Edo diventerà un campione. Di sicuro sta facendo di tutto perché ciò accada. Non abbiamo invece alcun dubbio su un fatto: Edoardo è un Valt nato e cresciuto! Generazione valt incontro con Edoardo Generazione valt incontro con Edoardo Generazione valt incontro con Edoardo

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Laura Cazzaniga Camilla Ronchi