Il mondo dello sci alpino e la dirigenza sportiva si sono dati appuntamento alla Cascina Marchesa di Torino per l’edizione 2026 del premio “Gli Allenatori”, l’iniziativa promossa dal gruppo Montagnedoc che dal 2017 celebra le figure chiave dietro i successi del Circo Bianco. La cerimonia, svoltasi alla presenza del Consigliere federale FISI Pietro Marocco, del Presidente regionale Pietro Blengini e dell’organizzatore Luigi Chiabrera, è stata l’occasione per tributare il giusto riconoscimento ai protagonisti di una stagione 2025-2026 straordinaria, ma anche per tracciare le linee guida della filiera turistica montana verso il 2030.
I protagonisti: Rulfi, Parola e Casula

Il premio come miglior allenatore è andato, per la terza volta in dieci anni, a Gianluca Rulfi. Il Direttore tecnico delle azzurre è stato celebrato per una gestione tecnica magistrale che ha portato in dote all’Italia un palmarès olimpico e mondiale impressionante: i due ori di Federica Brignone (Gigante e Super-G) e il bronzo di Sofia Goggia (Discesa) ai Giochi, oltre alle Coppe del Mondo di specialità conquistate da Laura Pirovano (Discesa) e dalla stessa Goggia (Super-G).
Accanto a lui, il riconoscimento come miglior preparatore atletico dell’anno è stato assegnato a Alberto Parola.

Il tecnico saluzzese, istruttore nazionale, è l’uomo dietro la condizione fisica delle “donne jet” azzurre, avendo coordinato il lavoro di atlete del calibro di Laura Pirovano, delle sorelle Nicol e Nadia Delago, Roberta Melesi, Ilaria Ghisalberti e Asja Zenere.
Il premio speciale 2026 è stato invece conferito ad Antony Casula.
Il tecnico ha saputo esportare la competenza italiana in Cile, trasformando Henrik Von Appen nel primo sciatore sudamericano capace di scalare con regolarità le classifiche mondiali, coronando il percorso con uno storico 14° posto nel Super-G di Beaver Creek.
Un riconoscimento speciale anche al giornalista Michele Fassinotti per l’incredibile lavoro che fa per far conoscere al pubblico l’andamento agonistico piemontese di tutte le specialità invernali e di ogni categoria!

Oltre il traguardo: la montagna come sistema industriale
Parallelamente alle celebrazioni tecniche, il simposio ha approfondito i temi caldi per la sopravvivenza economica delle stazioni invernali dell’Alta Val Susa e della Via Lattea. Tre i pilastri emersi dai documenti programmatici:
Indipendenza Energetica: Sfruttando la legge regionale 10/2024, il territorio punta a un “tavolo di regia” con SMAT per l’installazione di micro-centraline idroelettriche negli acquedotti. L’obiettivo è produrre energia a chilometri zero per alimentare gli impianti di innevamento, svincolando le società dagli sbalzi dei prezzi elettrici.
Il modello Enjoy Freeride: Per la gestione estiva dei sentieri e del cicloturismo, è stata proposta una co-partecipazione pubblico-privato. Seguendo l’esempio della “Enjoy Freeride Card”, idea di Finale Ligure, perla dell’MTB e Enduro nel mondo, i proventi delle attività commerciali vengono reinvestiti nella manutenzione dei percorsi, adottando la logica del “gatto delle nevi estivo” dove l’onere del terreno di gioco è condiviso tra chi ne trae profitto.
Domaine Skiable 2030: La visione transfrontaliere mira a unire stabilmente Via Lattea e Bardonecchia con il versante francese (Monginevro, Saint-Germain, Puy-Saint-Vincent). Un progetto che richiede un marchio unico e autorevole e, soprattutto, compensazioni infrastrutturali simili a quelle ottenute dalla Francia nel 2006, per presentarsi ai Giochi Olimpici del 2030 come il comprensorio più vasto e integrato al mondo.






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