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Grandi cambiamenti allo Sci Club Bardonecchia

­Lo sci Club Bardonecchia sta vivendo un momento di grandi cambiamenti. Nuovi allenatori, nuovi obiettivi ed entusiasmo a mille! Lo abbiamo scoperto intervistando Dario Borsotti, papà di Camilla e Giovanni, da sempre guida della società piemontese.

Dario, una piccola rivoluzione?
Una scelta obbligata. Io ci sono, ma non sempre a tempo pieno. Avevamo bisogno di figure di un certo peso e rappresentative per le singole categorie, in grado di prendere decisioni autonomamente. Insomma, tecnici dotati di un certo carisma e che fossero presenti sul territorio.

Infatti, più che sentire lo scricchiolio della neve arriva il rumore del mare…
Come sai mia moglie Luisa gestisce all’Isola d’Elba l’hotel Danila a Scaglieri, golfo della Biodola e per fortuna stiamo lavorando molto bene. Direi uno dei mesi di luglio migliori degli ultimi anni, sicuramente il doppio dell’anno scorso. Incredibile vero? Insomma, c’è un sacco da fare.

L’Hotel Danila a Scaglieri, all’Isola d’Elba che conduce Luisa, moglie di Dario Borsotti

Niente ghiacciai?
Ci pensano i ragazzi, ma più che altro toccate e fughe giornaliere.

Dunque com’è il nuovo organico tecnico?
Prima di tutto mi sono confrontato col Presidente Luca De Zen e con i consiglieri, tra i quali Lorenzo Vettore, giudice Fisi. Abbiamo condiviso un concetto, scegliere tecnici che sposano in pieno il vero “senso” dello sci club.

Mi spiego meglio. Se un tecnico segue i pulcini è perché ha piacere di farlo. Non è che se invece salta fuori un piccolo particolarmente bravo voglio seguirlo nella categoria superiore per raccoglierne gloria. Vedi, ci sono dei fenomeni in giro che guardano sciare un super baby e dicono: “Quello entrerà in squadra”.

Se tale bestialità arriva all’orecchio dei rispettivi genitori.. alé, siamo a posto! Io queste cose non le sopporto e non le voglio. Anche perché creano dissapori all’interno del quadro tecnico. Sia inteso, non sono contro a questa filosofia, ben vengano gli allenatori privati che seguono un unico atleta se ha i numeri. Ma queste situazioni sono a parer mio inconciliabili con la vera vita dello sci club.

Dario Borsotti all’Elba con alcuni atleti del gruppo Giovani

Con Camilla e Giovanni come avevi fatto?
Ho atteso il mio turno. Ero, come dire,  “parcheggiato” nel gruppo Giovani e li ho aspettati lì. Giovanni non l’ho tirato su io ma Gino Senigagliesi e Davide Cereghini. Ma allo stesso modo, se li avessi seguiti da piccoli, li avrei poi lasciati ai tecnici dei Children.

Quindi chi hai chiamato?
Il primo è stato Simone Sibille al quale abbiamo affidato i Pulcini. Non è stata una decisione facile per lui, perché al Sestriere si trovava bene, una società solida e ben organizzata. Poi, forse, considerando che Simone è proprio di Bardonecchia e che i suoi due figli, Anna (Super baby) e Luca (Ragazzi) sciano con noi, ha accettato la proposta. Da qui ho preso la palla al balzo per strutturare diversamente le categorie fondamentali, Pulcini, Children e Giovani.

Il gruppo Pulcini a Les 2 Alpes con Simone Sibille e Andrea Mellano

Ovvero?
Non c’è più un Direttore Tecnico vero e proprio ma tre figure di riferimento, responsabili della crescita dei ragazzini. Su Simone conto tantissimo. Sarà lui il punto di forza dello sci club. Ultimamente avevamo avuto un certo calo di qualità e livello. Che poi ci siamo portati dietro anche nei Children.

Simone Sibille in pista a Les 2 Alpes

Per ottenere questo, ad aiutare Sibille ci saranno Elisa Vettore che seguirà i Super Baby e Federica Gatti vicina, invece, ai Diavoletti, che è una sorta di pre agonistica. Nei baby invece ci sono Martina De Crignis e Andrea Mellano. Simone seguirà da vicino i Cuccioli con l’aiuto di Matteo De Crignis (figlio di Paolo).

Per i Children?
Fabio De Crignis. Che già collaborava con noi per seguire soprattutto alcuni Master. È riuscito a organizzarsi con tutte le sue attività, non ultimo il negozio di Oulx, per entrare nello sci club con una presenza istituzionale. Come accade con Sibille per i Pulcini, sarà lui il riferimento per Ragazzi e Allievi e nessun altro. Deca si avvarrà poi dell’aiuto di Davide, suo figlio, per i Ragazzi e Daniel Allemand, che è appena uscito dalle gare, per gli Allievi.

Quindi i Giovani…
Qui ci sono io e Luca “Resto” Restelli che continua il suo percorso iniziato l’inverno scorso. Sabato e domenica e nei periodi di vacanze lunghe interverrà a supporto mia figlia Camilla. Più che altro si occuperà di preparare i ragazzi per il Corso Maestri. Nella suddivisione dei compiti io mi occupo dei Giovani che faranno gare più soft, una decina di ragazzi, mentre Luca seguirà quei 5 o 6 dediti a un race diciamo, più spinto.

Luca Restelli, per tutti “Resta”, allenatore dei Giovani  e Matteo De Crignis, allenatore dei Cuccioli

Certo è che togliendoti il titolo di Direttore Tecnico scierai più leggero…
Guarda che ultimamente il mio ruolo di DT non corrispondeva al 100 per cento alle funzioni che deve assumere una figura del genere. Non c’era la possibilità che potessi seguire tutte le categorie. Diciamo la verità, ero un direttore tecnico un po’ finto.

Più una figura carismatica. Se però mi chiedevi com’era andata la gara dei baby, non lo sapevo, essendo da un’altra parte coi Giovani. Con Simone e Fabio capisci che cambierà tutto?

Qual è l’impronta dello sci club, soft o strong?
Assolutamente soft. Dobbiamo adoperarci per fermare la bagarre che esiste nella categoria Pulcini. Noi facciamo un percorso a lungo termine. Preferiamo non spremere i piccoli come limoni, ma li lasciamo crescere, senza per forza fargli mangiare pali dalla mattina alla sera. Nulla contro chi segue questo metodo, ma noi siamo diversi.

Quindi, tu non iscrivi tuo figlio da noi perché ti dico che andrà certamente in Coppa del Mondo. Niente balle! Entri nello Sci Club Bardonecchia perché ti piace che tuo figlio cresca facendo sport. E che possa condurre una vita il più possibile sana. Se uno ce l’ha dentro prima o poi viene fuori, magari un po’ più avanti, ma senza alcun tipo di stress. Però non vorrei essere frainteso.

Non significa che andremo a sciare con le mani in tasca o raccontando barzellette. Tutt’altro, faremo il possibile per offrire la massima professionalità. Altrimenti non avremmo strutturato le squadre con questi fior di professionisti. Quindi preferiamo curare l’aspetto tecnico per farli sciare bene divertendosi e costruire basi solide, indispensabili per quando saranno più grandi.

I Superbaby con le allenatrici Elisa Vettore e Federica Gatti

Significa anche meno gare?
Le ridurremo sicuramente e voteremo un discorso più territoriale. Non ce ne rendiamo mai perfettamente conto, ma a Bardonecchia abbiamo ben nove piste di allenamento e gara per i pulcini.

Questo ci dà la possibilità di variare tecnicamente il lavoro di crescita. Stesso discorso per le gare. Che ci andiamo a fare tutti i week end in giro per partecipare a competizioni di ogni tipo? Quello che vogliamo evitare nella maniera più assoluta è che qualche ragazzino inizi a stufarsi. Perché purtroppo questo accade.

Stesso discorso per i Giovani?
Esattamente. Parteciperemo a far gare Fis, però territoriali. Non andremo a cercare situazioni esagerate. Il discorso è questo, chi ha un passo in più entrerà in Comitato e cercherà di fare carriera. E in questo caso, noi saremo lì, pronti a sostenerlo e ad aiutarlo con ogni forza, fino a quando ci sarà concesso.

Gli altri non li mando chissà dove per partecipare a gare che a poco servirebbero se non a spendere un sacco di soldi. Cosa li spedisco a fare a novembre a Solda? Si divertiranno nelle Fis vicine, ma poi gli insegniamo anche a sciare bene.

Tieni conto che molti dei nostri sono cittadini. I rispettivi genitori sono contenti che i propri figli pratichino uno sport serio, ma senza eccessi, senza stress. Inoltre, questi corsi speciali che terrà Camilla non prevedono costi ulteriori. I tempi delle vacche grasse sono finiti. Se vogliamo che i giovani continuino a sciare siamo noi i primi a dover trovare le soluzioni migliori.

Il gruppo dei Pulcini con Matteo De Crignis che ci salta sopra!

Un’ultima domanda d’obbligo: come lo vedi Giovanni per la prossima stagione?
Innanzitutto Giovanni mi ha stupito proprio quest’ultimo anno, perché sinceramente lo vedevo dritto dritto a fare il corso maestri. Invece ha avuto una forza pazzesca. Poi forse ha contribuito anche il cambio materiali. Non è facile quando ottieni spesso il best time negli allenamenti e poi per mille motivi in gara non arriva il risultato.

Martina De Crignis con due bambine della categoria Baby

Come mai accade?
In parte credo che la Fis abbia preso delle decisioni tecniche molto problematiche per chi parte indietro. Nella prima manche salavano poco per tutelare i primi 15/20. Chi riusciva a entrare nei top 30, ma nelle retrovie, si prendeva 4/5 secondi. Poi però salavano tantissimo per offrire ai migliori che partivano per ultimi, un terreno adeguato.

Ma i primi a uscire al cancelletto si trovavano a sciare sulle uova! Quando c’è troppo sale gli sci scorro poco e male. Poi c’è stato quell’exploit ad Adelboden dove è riuscito a tirar fuori tutto quello che aveva. A parer mio Giovanni è ancora da primi 5 e se non ci sono altri incubi questa può essere la sua stagione.

Giovanni Borsotti nel gigante di Adelboden dello scorso gennaio (Foto Pentaphoto)

Dove ha trovato la forza per rimanere ancora in piedi?
Onestamente non lo so. Sette operazioni, tre da una parte e quattro dall’altra e quasi sempre a inizio stagione. E anche questo conta molto. Se ti fasi male a marzo, il rientro poi non è così traumatico. Invece devi sempre ripartire da molto indietro. Diciamo che può ancora sognare e se lo merita per la forza che ci ha sempre messo per ricominciare tutto da capo.

Giovanni è atleta da neve ghiacciata…
Infatti io sono dell’idea che i ragazzi dovrebbero imparare ad allenarsi anche alle 11 del mattino. Non basta più dire “Ho fatto un bell’allenamento perché alle 8 era duro e barrato”. Il fatto è che bisogna imparare sempre di più a sciare sul sale, perché queste sono le condizioni che si incontrano. La Gran Risa di una volta, quella di Blardone, quella del ghiaccio verde, difficilmente ci sarà ancora.

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.