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I consigli di Hastafisio: esercizi con carattere generale

Riprendiamo la rubrica dedicata all’allenamento, intitolata “I Consigli di Hastafisio” intrapresa lo scorso inverno, con un argomento basilare: gli esercizi con carattere generale. Chi scrive è Alberto Ravioli, uno dei tecnici del noto centro di Asti.

Si tratta, dunque, di un approfondimento sui princìpi dell’allenamento sportivo e la sua funzione insostituibile di processo educativo orientato alla performance e alla prevenzione.

L’allenamento sportivo è un processo pedagogico-educativo complesso, bioeticamente fondato, che si sviluppa in lunghi archi di tempo, possibilmente a partire dall’infanzia. Si completa con l’organizzazione sistematica dell’esercizio fisico. Che va ripetuto in quantità, con intensità e con grado di efficacia tali da produrre carichi sempre diversificati.

Ma progressivamente crescenti, che stimolino i processi biologici di aggiustamento, di adattamento e di supercompensazione dell’organismo. E che e favoriscano altresì l’incremento delle capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell’atleta.

Questo, al fine di accrescerne, consolidarne ed esaltarne ragionevolmente il rendimento in competizione.

Questa definizione di allenamento del professore Pasquale Bellotti ancora oggi è tra le poche che meglio riescono nel difficile intento di rendere questo spinoso e articolato concetto di più ampia comprensione.

A richiamare l’attenzione sono certamente il fondamento BIOETICO dell’allenamento e la necessità di una distribuzione del nostro impegno nel TEMPO.

Ma anche il suo completamento nella forma di un compito fisico metodicamente ORGANIZZATO e rivolto alla ricerca del risultato mediante la somministrazione di carichi e tipologie di esercizi differenti.

Per esercizi fisici con carattere generale si intendono quelli che hanno una debole connessione con il gesto di gara, ma non per questo sono da considerarsi di poca importanza.

L’atleta professionista quanto l’amatore ricevono gli stimoli necessari per lo sviluppo della propria condizione fisica. Come? Con la giusta alternanza e il dovuto monitoraggio di carichi di lavoro e cicli di allenamento dell’apparato cardirespiratorio, della forza e del sistema neuromuscolare. E modificano, tra le altre cose, sensibilmente il rischio di infortuni.

Per l’accrescimento di ciascuna qualità, sono perciò fondamentali l’avvicendamento di esercitazioni pratiche.

Corsa/sprint, arrampicata, andature pre-atletiche, sollevamenti, balzi, lanci. Oltre all’utilizzo del maggior numero di strumenti (bici, pattini, pesi, elastici, etc).

Tommaso Sala

Tommaso Sala durante la fase di recupero dopo l’incidente, nella palestra Hastafisio

CHE TIPOLOGIA DI ESERCIZI PREFERIRE?
Se possibile evita di standardizzare, punta su esercizi funzionali, ovvero quelli che esaltano il movimento nella sua naturalità e sono finalizzati a uno scopo motorio.

 

QUALITÀ O QUANTITÀ?
Entrambe! In una prima fase, è senza dubbio consigliabile puntare sulla qualità del movimento e solo successivamente aumentarne il dosaggio in termini di volume e intensità.

Ecco perché almeno inizialmente e fin dall’età dello sviluppo potrà rivelarsi molto utile l’occhio di un esperto. Mediante test di screening validati potrà valutare come ci muoviamo e aiutarci a individuare le eventuali aree critiche meritevoli di un approfondimento in ottica preventiva.

NEL MIO ALLENAMENTO SOLO ESERCIZI CON CARATTERE GENERALE?
Indipendentemente dallo sport che pratichi, è sempre consigliato diversificare le esercitazioni.

Utilizzare differenti carichi di allenamento che includano esercitazioni sia generali, sia speciali, sia di gara è uno dei princìpi più importanti dell’allenamento.

Nella prossima puntata approfondiremo la sezione dedicata agli esercizi con carattere speciale.


HASTAFISIO è un centro di Recupero e Rieducazione Funzionale di I° livello e di Medicina dello Sport. Dopo 19 anni di attività è considerato un punto di riferimento per gli sportivi della montagna.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.