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I Magnifici 7 dell’Esercito premiati nel Castello Generale Cantore di Aosta

Aosta trattiene il respiro e poi si lascia attraversare da un’onda di emozione che sale dalle valli, si arrampica sulle pietre antiche e trova voce nei racconti di chi ha trasformato il sacrificio in medaglia. Otto atleti, otto storie intrecciate alla neve, al vento, al silenzio delle partenze all’alba. Volti segnati dalla fatica e illuminati da qualcosa che va oltre il risultato: una dedizione assoluta, quasi viscerale.

Nel Palazzo Regionale, lo sguardo del territorio incontra quello dei suoi campioni. Le parole scorrono lente, dense, cariche di immagini: il battito prima del cancelletto, il gelo che stringe i muscoli, il tempo che si sospende nell’istante decisivo. Il Tenente Colonnello Patrick Farcoz guida questo racconto corale, come un direttore d’orchestra che conosce ogni singola nota. Ogni voce aggiunge profondità: cadute, rinunce, risalite. E poi quella linea sottile che separa il sogno dalla realtà, attraversata con il cuore in gola.

Sentire il calore della gente di Aosta e della Valle ci rende orgogliosi”, confida Lorenzo Sommariva, mentre negli occhi passa un riflesso di quelle discese che sanno di vita. Michela Moioli lascia emergere un sentimento che vibra più forte di qualsiasi podio: “Aver rappresentato l’Italia e l’Esercito ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 ha significato sentirsi parte di una grande famiglia che ci sostiene in ogni istante, permettendoci di dare il massimo anche nei momenti più impegnativi”.

Il saluto del generale Alessio Chiavicchioli, Comandante del Centro Addestramento Alpino

Il racconto si sposta tra le mura del Castello Generale Cantore, dove la sera si veste di luce e memoria. “Stelle di Cristallo” accende una celebrazione che somiglia a un abbraccio collettivo: musica, profumi della tradizione valdostana, applausi che si dilatano tra le sale. Ogni premio consegnato porta con sé una storia fatta di inverni lunghi, allenamenti invisibili, sogni custoditi in silenzio.

Sette medaglie olimpiche, otto atleti sul podio, una stagione che sfiora i sessanta podi complessivi: numeri che raccontano solo una parte di ciò che è accaduto. Dietro, una trama fatta di volti, mani, sguardi. Donne protagoniste, cuore pulsante di una squadra che ha saputo trasformare la fatica in luce.

Flavio Roda sintetizza con lucidità e orgoglio: “Complimenti ai nostri atleti, sono stati grandiosi. Era un’edizione particolare dei Giochi. Dovevamo onorare l’evento e abbiamo fatto al massimo delle possibilità. Per chi verrà dopo sarà una sfida importante: questo percorso nasce da lontano, frutto di anni di lavoro. Una grande promozione per tutti gli sport invernali”.

Nel silenzio che segue gli applausi resta qualcosa di più profondo. Una montagna che educa, forgia, accompagna. Un senso di appartenenza che unisce divisa, neve e anima. Le medaglie brillano, ma il vero riflesso si legge negli occhi di chi ha dato tutto, fino in fondo.

Ecco i magnifici. 7: Verena Hofer BRONZO mix team Slittino; Michela Moioli BRONZO individuale e ARGENTO nel team di Snowboardcross; Marion Oberhofer ORO nel doppio femminile e BRONZO nella mix team di Slittino; Andrea Voetter ORO nel doppio femminile e BRONZO nella mix team di Slittino; Flora Tabanelli BRONZO Big Air Sci Freestyle; Riccardo Lorello BRONZO 5000 mt Pattinaggio pista lunga; Federico Tomasoni ARGENTO Skicross. Naturalmente ha presenziato una larga rappresentanza degli Atleti del Centro Sportivo Esercito degli sport invernali! Un serata che ha coinvolto 34 atleti di cui 18 uomini e 16 donne impegnati in 14 discipline, dagli sport di scivolamento allo sci alpino, dallo snowboard al biathlon.
Il Centro Sportivo Esercito ha chiuso la rassegna olimpica con 7 medaglie (1 oro, 2 argenti e 4 bronzi) e 8 atleti sul podio. Tra i dati più significativi emerge il ruolo centrale delle donne: rappresentando il 47% del contingente, 5 degli 8 medagliati sono donne.  Due Coppe Generali, quattro Coppe di Specialità in Coppa del Mondo, una Overall e una di Specialità in Coppa Europa, due medaglie d’Oro e cinque di bronzo ai Mondiali, ventidue vittorie in Coppa del Mondo e un totale di quasi 60 podi sono i numeri di una stagione da record.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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