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Il tempo e la carica dei maestri della Scuola italiana Sci Pinzolo

Un video per raccontare il tempo che passa e la carica emotiva dei maestri della Scuola Sci Pinzolo in questo periodo di stop forzato. Immagini che spiccano sui social, dove molto è negativo, lamentoso e preoccupato. Loro no, i maestri della nota località trentina si sono ribellati.

O meglio, il discorso che hanno voluto intraprendere suona un po’ così. “Se è vero che il maestro di sci è una delle maggiori icone della montagna, sicuramente un punto di riferimento imprescindibile dello sci, dobbiamo lanciare un messaggio.

Che non può essere fatto di rabbia e impotenza dinnanzi a questo mostro che ci costringe a casa. Ma di carica, allegria e vitalità”. E il video racconta proprio questo per un’idea nata spontaneamente proprio da loro, dai maestri della scuola italiana sci Pinzolo.

Che anche a bocce ferme non si sono salutati con un “ci vediamo alla prossima stagione”. No, perché oltre che maestri della stessa scuola, sono amici di lunga data, seppur quasi tutti molto giovani. Infatti, la mano ispiratrice che ha unito le immagini con professionalità è di Manuel, che si è laureato maestro solo la stagione scorsa. “Abbiano creato un gruppo su whatsapp e ci teniamo quotidianamente in contatto. E proprio via chat abbiamo organizzato la realizzazione del video“. Così racconta proprio Manuel.

La scuola Sci Pinzolo, nata nel 1978, conta una trentina di soci: “28 per la precisione, ma poi nei periodi clou saliamo a 50 anche se ne servirebbero molti di più“. dice il direttore Stefano Maturi. Che poi incalziamo…

Che bel video hanno fatto i tuoi ragazzi!
E non è nemmeno il primo che fanno. Cosa dire… che sono orgoglioso è poco. A parte l’acutezza delle immagini e delle idee mi piace che seppur distanti, cercano di stare insieme. Che si frequentino anche al di fuori del lavoro. Perché si crea quello scambio di esperienze che fa accrescere anche la propria professionalità. 

Tu non ci hai messo becco?
No per carità, non sono buono a fare quelle cose. È proprio una loro iniziativa. Chiedi a Manuel e a Martina, è tutta “colpa” loro!

Manuel Righi è il videomaker della scuola e anche l’addetto ai social…
“Ne abbiamo fatti diversi, sulla sicurezza, a Natale, carnevale… In questo lungo periodo di fermo macchine era davvero difficile pensare di realizzarne uno. Ma poi mi ha chiamato Monica Ferrari: “Manuel non possiamo stare fermi, forse oggi un video si rende utile più che mai“.

E da lì…
E da lì, con un rapido confronto è nata una storia a firma di Monica e il coinvolgimento di Chiara Binelli, Nicole Ceschini e Maddalena Collini. Hanno scritto passaggio dopo passaggio confrontando le idee, ovviamente, anche con gli altri “attori”.

Siete in tanti nel video, è stato difficile ottenere uno standard di qualità uguale per tutti.
Devo dire che abbiamo dovuto rifarne solo un paio. Tutti sono stati bravi, originali e soprattutto naturali. Però ho dovuto imporre qualche regola, soprattutto sui tempi di consegna! Tutti diligenti, tutti promossi!

In totale quanto tempo è passato dall’idea alla messa online?
Una settimana per ricevere i video di tutti e una mezza giornata per sistemarli e montarli.

Nei vari cambi di scena sembra davvero che vi state in qualche modo dando la mano, passandovi quel senso di amicizia che in voi è sempre molto forte.
Siamo legatissimi, anche perché ci conosciamo fin da bambini. Siamo quasi tutti della Val Rendena, a parte una ragazza della Val di Ledro! E poi abbiamo un’età molto giovane, perché è anche questa una filosofia della scuola. Per la verità ci sono anche maestri, come dire, più esperti, e solo per il fatto che ci sopportano, sono insostituibili! Insomma, ci vogliamo tutti un gran bene!

È questo il concetto che avete voluto trasmettere? L’Amicizia?
Quella deve sempre trasparire, ma alla base dell’iniziativa c’è la volontà di regalare un sorriso. Il nostro a chi ci vede, certamente. Ma anche noi ci immaginiamo quello degli altri e ci fa stare bene, o quantomeno meglio. E guarda, probabilmente l’avremmo fatto più o meno simile anche senza coronavirus. Perché troppe volte sui social, specie Facebook, leggiamo proteste o cose negative.

Video a parte, state parlando di come affrontare la prossima stagione
Sinceramente non ci siamo ancora messi lì a discutere. Lo faremo appena si saprà qualcosa di più preciso. Solo così potremmo presentare la nostra offerta.

Siete preoccupati?
Come tutti ma contiamo sul fatto che si tornerà presto alla normalità. Quest’inverno probabilmente ci sarà qualche cliente in meno e soprattutto sciatori italiani. L’insegnamento di per sé non crea una vicinanza stretta. Diciamo che seguiremo le evoluzioni e ci adegueremo. Mantenendo sempre uno spirito di positività. Saremo forse inguaribili ottimisti, ma ti dirò, ci piace esserlo. Comunque, assieme al nostro direttivo sapremo trovare la strategia giusta”.

Il prossimo video?
Con la prima neve!

 

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.