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La delusione di Mattia Casse per la mancata convocazione olimpica

La delusione di Mattia Casse per la mancata convocazione olimpica.
Era evidente che Mattia Casse non la prendesse bene. Pensava di essersi meritato la convocazione alle Olimpiadi di Pechino, ma la direzione agonistica ha preso un’altra decisione, scegliendo Tommaso Sala come settimo atleta della spedizione Azzurra.

Poco fa sul suo account di Instagram scrive questo: “Ho appreso dai social la mia esclusione dai giochi olimpici, sapevo di avere mancato qualche risultato ultimamente ma non credevo che ci si potesse dimenticare cosi velocemente di tutto il lavoro e risultati fatti ad alto livello in questi anni, del rientro dall’ultimo infortunio (comunque dando continuità di risultati).

E avendo seppellito mio papà lo scorso 22 dicembre con Bormio subito subito dove tra l’altra ho fatto 10 in super.

Per i regolamenti avrei forse meritato questa convocazione, per altre questioni evidentemente no. 

Santi social che sanno sempre tutto. In bocca al lupo ai miei compagni bravi. Vi farò sapere se ci rivedremo in Norvegia… Vedremo...”.

Quei social he hanno dato l’occasione a molti, nei commenti, per esternare solidarietà al 31enne velocista Azzurro delle Fiamme Oro.

Questa stagione Mattia ha ottenuto, come miglior risultato, un settimo posto nella discesa della Val Gardena e un nono a inizio stagione nel superG di Beaver Creek. Nella stessa specialità a Bormio, quindi a pochi giorni dalla perdita del papà, si è classificato incredibilmente decimo, come lui stesso ha sottolineato.

Poi sia a Wengen che a Kitzbühel è un po’ crollato di rendimento, e probabilmente proprio a causa di questo calo la direzione ha deciso per Tommaso Sala, che al contrario  arriva dal sesto posto di Kitzbühel e dal settimo di ieri sera a Schladming.

È altrettanto probabile, dal tono delle sue parole, che Mattia si attendesse una comunicazione un po’ più personale e diretta, magari anche motivata da parte della direzione agonistica, invece di apprendere la notizia sui social.  Casse

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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