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La gara che Brignone e Goggia non potranno mai vincere

La gara che Brignone e Goggia non potranno mai vincere… Può esistere a priori? Insomma, la storia ci dice di no. Beh, insomma, in realtà a loro manca ancora il parallelo, ma dopo tutto, è una specialità appena nata. Diamole un po’ di tempo. Ah è vero, c’è anche lo slalom, Ma anche lì forse qualche remota speranza teniamola ancora in vita. Il tempo ce lo dirà.

Eppure una gara che non possono vincere c’è. Ed è quella che si è costruita ieri, su un terreno molto diverso dalla neve. Purtroppo nel mondo social, le loro proverbiali sciabolate non possono essere così efficaci come quelle sferrate da chi in quell’ambiente ci costruisce una carriera. Fede e Sofia sono celebri nel piccolo mondo dello sci.

Dove notoriamente si calzano gli scarponi. E con gli scarponi se pesti il piedino nudo di chi non li ha mai indossati, rischi di subire una vendetta atroce.

La sfida non è sul piano personale e della personalità. Ma su quella dell’audience. E chi è passata da tantissimi programmi televisivi, tra i quali Sky Vivo e Sky Uno, ma anche di X-Factor, Ballando con le Stelle e Tele Ratti non può che godere, sicuramente per un lavoro ben fatto, di tanti applausi. Non entriamo nel merito di quei botta e risposta davvero trash. Se non altro perché non siete all’altezza, non siete abituate, non siete capaci di di parare il carico che vi è caduto addosso.

Non entriamo nemmeno sull’opinione personale differente che evidentemente avete riguardo al dramma che ha già iniziato a decapitare la testa di tanti operatori della montagna. Per pareggiare il conto dovreste essere in possesso di una forza che non avete. Che è ben più pesante di quella centrifuga che dovete continuamente combattere quando schizzate via dalle curva a oltre cento all’ora.

Lasciate perdere perché soccomberete. So benissimo che sapete difendervi. Chi fa il vostro lavoro vive costantemente in un gioco di attacco e difesa. E quando vi manca una sola volta il coraggio sono guai ed è per questo che non capita mai in pista. Ma qui mollate il colpo. Perché ve ne ritorneranno indietro cento volte tanto con gli interessi. Perché in quel campo non ci sono regole e nemmeno reti che possono frenare l’errore.

Fuggite da quel tam, tam, ci penseranno i vostri tifosi a proteggervi e a sostenervi. E sapete benissimo che nel mondo social sono tanti coloro che si occupano di voi come atlete e come persone, per quello che siete e per quello che fate. In ballo non c’è il vostro onore o la vostra onorabilità. Davvero, non vale la pena rodersi il fegato per un semplice Skypass

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).