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Lagazuoi EXPO Dolomiti: la prima ascesa del K2, sessant’anni dopo

Il centro espositivo Lagazuoi EXPO Dolomiti racconta la prima ascesa del K2, sessant’anni dopo, con immagini “da brividi” dai confini del mondo

Un filo teso lega la vetta del K2 alle Dolomiti. Per seguirlo si sale a quota 2.732 metri, tra Cortina e l’Alta Badia. Qui la celebre galleria ha allestito una mostra visitabile fino al 18 ottobre. Con la testimonianza della spedizione che nel 2014 rese omaggio alla prima ascesa del K2.

Il vernissage del 12 settembre, evento inserito nel programma di Cortina tra le Righe, è stata l’occasione per ricordare l’ampezzano Lino Lacedelli. Primo a conquistare la vetta del k2 con Achille Compagnoni, è stato celebrato dai suoi “colleghi”, gli Scoiattoli di Cortina. E dalle Guide Alpine, dal presidente delle Regole d’Ampezzo e dal vice sindaco di Cortina.

Nella stazione di arrivo della Funivia Lagazuoi è stato allestito un doppio reportage. Da un lato il documentario intitolato “K2, un urlo dalla vetta”, prodotto da Sky TG24 con la regia di Daniele Moretti.

In un’altra sala, le immagini del fotografo Matteo Zanga mostrano il viaggio dal campo base alla cima, i paesaggi e i volti dei protagonisti.

Ora è stato il K2 a raggiungere Cortina, e in particolare il Lagazuoi, una delle sue vette più iconiche, tramite le immagini.

Un gruppo di giornalisti è partito da Cortina insieme a una guida alpina, per vivere l’esperienza di raggiungere a piedi Lagazuoi EXPO Dolomiti, a 2.732 metri di altitudine.

Giunti alla meta, si sono riuniti con gli altri partecipanti, personalità di Cortina e non solo che promuovono i valori e la bellezza della montagna.

Una “cordata” che comprendeva il vicesindaco di Cortina Luigi Alverà, il presidente del Consorzio Lagazuoi, Cinque Torri, Giau. Il presidente degli Scoiattoli di Cortina Alessandro Menardi, il presidente delle Regole d’Ampezzo Flavio Lancedelli. E il Presidente della soc. Lagazuoi Marcello Menardi.

I professionisti dell’informazione erano ben rappresentati dal Comitato Media per i Campionati del Mondo di Sci Alpino del 2021, composto dalle migliori firme delle principali testate italiane. Veri partner di visione che hanno creato un osservatorio privilegiato sul grande evento in avvicinamento.

Incontrarsi in una cornice come quella di Lagazuoi EXPO Dolomiti è stata l’occasione per rendere omaggio a Lino Lacedelli. Uno dei protagonisti della prima ascesa al K2, raccontando la spedizione del 2014 “K2, Sessant’anni dopo”: un evento che si pone come ideale sequel di quell’impresa.

L’esposizione racconta, con immagini e testimonianze, un’esperienza vissuta in condizioni estreme. La spedizione intitolata “K2, Sessant’anni dopo”, con cui nel 2014 è stata celebrata la prima ascesa della vetta.

È a partire da quest’impresa che sono stati realizzati “K2, un urlo dalla vetta”, il documentario prodotto da SkyTg24 con la regia di Daniele Moretti. E un’ampia serie di fotografie scattate dal fotografo Matteo Zanga e da Daniele Moretti stesso.

Inaugurando la mostra, Daniele Moretti ha ripercorso le tappe di quest’avventura e le emozioni della spedizione, culminata con il grido di Michele Cucchi, unico italiano in vetta insieme agli alpinisti pakistani. “Siamo in cima!”.

Un commosso ricordo è stato dedicato a Daniele Nardi, l’alpinista che ha realizzato le riprese negli ultimi giorni della spedizione, scomparso nel 2019 sul Nanga Parbat.

“K2, Sessant’anni dopo” non è stata una riproposizione della storica ascesa italiana, ma una sua rilettura.

Il team italiano si è rivelato utile come squadra di supporto per gli otto alpinisti pachistani destinati a compiere l’impresa.

Una prospettiva che rende merito a chi ha sempre giocato un ruolo indispensabile, rimanendo però lontano dai riflettori.

Il coordinamento del progetto è firmato comitato EvK2Cnr e dal suo presidente Agostino Da Polenza. Colui che he ha seguito dal campo base ogni progresso degli alpinisti. Nel ruolo che 60 anni prima era stato di Ardito Desio.

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.