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L’Alto Adige torna sui suoi passi, niente sci dal 18 gennaio!

“Virata di 180°” le aree sciistiche non si aprono, così titola il Dolomiten, per raccontare che l’Alto Adige torna sui suoi passi, dunque niente sci dal 18 gennaio.

Il presidente della provincia Arno Kompatscher aveva infatti firmato un’ordinanza che permetteva alle località di aprire, pur sapendo che si sarebbe trattato di un “traffico” locale non essendoci la possibilità di muoversi tra regioni. Sempre pronto poi a chiudere di nuovo tutto in caso di nuove impennate dei contagi.

Il motivo del dietrofront non sarebbe però legato alla”curva” dei contagi ma ai colori delle regioni e soprattutto al “pericolo ristori”. Probabilmente c’era la speranza che vi fosse la possibilità di spostamento, ma con la colorazione arancione, ma anche gialla, questo non sarà possibile.

Ciò che però preoccupa di più è il dubbio che se l’Alto Adige va da solo, addio ristori! Della serie, “Tieni aperto? Non ti pago“.

Questo ha evidentemente spaventato molto le autorità che al momento preferiscono attendere. Fino a quando? Considerando i continui cambiamenti di rotta è inutile anche ipotizzarlo.

Solo due giorni fa – riporta il Dolomitenl’assessore provinciale al Turismo Arnold Schuler era più che certo riguardo all’apertura degli impianti lunedì 18 gennaio e non aveva dubbi sui pagamenti statali Ristoro se l’Alto Adige fosse andato da solo“.

Lo stesso quotidiano altoatesino di lingua tedesca ieri è uscito con un annuncio abbastanza scioccante: ovvero che salterebbero anche i Mondiali di Cortina. Notizia smentita sia dalla Fis che da Fondazione Cortina2021. Tutto determinato dal fatto che la variante inglese sta prendendo piede. E questo potrebbe determinare un nuovo lockdown semi totale. Non come quello del marzo scorso, ma leggermente più soft. In Alto Adige si sta pensando anche di fermare le categorie più giovani degli atleti di interesse nazionale, di tutti gli sport.

Anche il Trentino ieri aveva ipotizzato di aprire gli impianti ai residenti, come aveva annunciato l’Assessore al turismo Roberto Failoni sulla sua pagina facebook. Cui però ieri sera il Presidente della provincia di Trento  Maurizio Fugatti aveva replicato sempre sul social di Zuckerberg. “Prima di parlare di sci bisogna vedere la classificazione del governo e rimanere gialli, quindi fare annunci mi pare poco serio“. L’Alto Adige torna sui

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.