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L’App MyFisi è un successo, oltre 10mila download!

Arrivano i primi dati sulla rivoluzionaria App “MyFisi” che dal giorno del lancio, primi di novembre, ha già registrato oltre 10mila download, come dire, un successo!
Com’è nata? Che cos’è? A cosa serve?
Lo abbiamo chiesto al suo inventore, Fabrizio Brunozzi, imprenditore informatico.
Come ti è venuta l’idea?
Per pura passione. E passione nasce perché mio figlio Gabriele, 11 anni è uno sciatore. Siamo di Rieti, quindi Centro Italia. All’inizio eravamo con il CLS adesso con il Cab.
Embè?
Avvicinandomi al settore degli sport invernali, mi ero reso conto che a livello informatico esisteva poco o nulla. Soprattutto per l’immane mole di dati che la Federazione gestisce tra gare, sci club e attività sportive in genere.

In pratica tra questa struttura e l’utente non c’era alcun tipo di comunicazione. Per farla breve, mio figlio fa gare, ma io, che non posso seguirlo in ogni occasione, non riesco a tenermi al corrente di tutta la sua attività. Per un genitore è importante.

Perché, negli altri sport come fanno?
Sinceramente non lo so però qualcosa ho fatto quando sono entrato nella commissione tecnica dell’Enduro, dopo un passato di atleta (poi arrivò l’incidente e…). Non esisteva un ranking e sfruttando la mia conoscenza informatica gli ho spiegato come farlo. Ed ora esiste.

Ma allora che ci fa Gabriele sugli sci?
Ho dovuto mantenere una promessa che mi strappò mio padre quando mi disse: «Non passare a tuo figlio quello che non sei riuscito ad essere tu!». Così, abitando a Rieti ho iniziato a portarlo al Terminillo. Tra tanti sport alla fine ha scelto lo sci.

Che piace anche a te
Io non scio, scendo! C’è una bella differenza. A casa mia non ha mai sciato nessuno. Io sì, qualche settimana bianca, passata tra una baita e l’altra a mangiar polenta!

Bene, ora veniamo al dunque. Cosa centri tu con MyFisi?
Per i motivi che dicevo prima, mi son detto, qui bisogna fare qualcosa. Così ho buttato inizialmente giù un progetto informatico. Poi ho preso contatti con Loretta Piroia (segretario generale Fisi ndr). Ho presentato il progetto con una semplice premessa: avvicinare gli appassionati alla Federazione. Questo perché stando nel mondo vero, quello del genitore che segue il figlio nelle gare regionali, mi ero accorto che esisteva un vero e proprio buco tra noi e loro.

L’invito a presentare il progetto è arrivato subito?
Una mia prima mail del 2016 non fu presa in considerazione, ma è normale, non mi conosceva nessuno. E poi chissà quante ne ricevono, mi son detto. Poi sono riuscito a entrare in contatto diretto con Loretta (nella foto qui sotto). E qui è stata la mia fortuna perché mi sono trovato di fronte a una persona di un’intelligenza unica. Aveva intuito subito che la cosa era interessante.

È hai prodotto l’App!
No. Ho posto solo un’unica condizione. L’App non doveva essere prodotta da Fabrizio Brunozzi e dalla sua azienda, ma dalla Fisi. Tutto ciò che faccio per la Fisi, appartiene alla Fisi, non a me.

Ne sarà felice il presidente!
Flavio Roda non ci ha pensato un attimo: quando Loretta ed io gli abbiamo presentato l’App, ha dato il via libera a procedere all’istante. In un mese, senza aiuti esterni, l’ho sviluppata e a fine ottobre l’abbiamo presentata a Skipass.

È piaciuta?
Ad oggi (20 dicembre) siamo a oltre diecimila installazioni tra a Apple e Android. Un numero incredibile se pensiamo che la stagione delle gare è appena iniziata.

Quindi l’App permette di vedere i risultati di ogni gara?
Non solo, ma sono partito proprio da qui. I risultati di Coppa del Mondo si trovano facilmente, ma delle competizioni giovanili, ad esempio, si sa poco o nulla. Per non parlare dei regolamenti, dei calendari, i punti Fisi e Fis, le news. Prima si trovavano in mille posti differenti, ora in uno solo. Il tutto con una semplicità sorprendente. Perché è stata fatta anche per chi non ha molta confidenza con la tecnologia.

L’app è in collegamento con i sistemi Fisi dunque?
L’App lavora da sola e anche il centro meccanografico Fisi non deve fare nulla. Nessun intervento da parte di un tecnico addetto. E tutto è aggiornato in tempo reale perché c’è un refresh ogni 5 minuti.

Stai già pensando a ulteriori ottimizzazioni?
Tra pochissimo entrerà in funzione un’altra funzione. I risultati delle gare in real time. A gennaio faremo alcuni test con il Cab e le Alpi Centrali per il «live» delle gare regionali. Ci pensi? Impensabile, ma così sarà! Angelo Ciminelli e Franco Zecchini, presidenti dei Comitati Cab e Alpi Centrali, sono entusiasti quanto me e collaborano con tanta partecipazione.

Quindi vi sincronizzate con la Ficr?
Abbiamo fatto modificare il software dalla «Plus», l’azienda che fornisce a Ficr il sistema di cronometraggio. Di fatto è una semplice condivisione del dato. Anche in questo caso nessuno deve intervenire manualmente. Il giochino fa tutto da solo, internamente alla Fisi!

Una domanda forse indiscreta ma… Perché l’app non è prodotta dalla tua azienda ma l’hai lasciata alla Fisi?
Per una semplice ragione. Questo è il frutto di una passione non di un’attività lavorativa. La mia azienda va avanti bene (gestione della logistica di Ferrari, Maserati, Brembo, Eurospin, per citarne solo alcune – ndr) e non è certo un’app che può spostare la mia fortuna. Sono un uomo di sport. E lo sport ha bisogno di essere aiutato il più possibile, compatibilmente con i mezzi di cui si dispone.

C’è ancora spazio per aumentare le funzioni dell’App?
Hai voglia! Stiamo valutando di inserire all’interno di MyFisi la formazione di Stf e Coscuma, quindi Istruttori e allenatori. Ma, ripeto, l’app contiene un’infinità di informazioni. Ad esempio abbiamo digitalizzato la tessera Fisi. Per farlo non c’è più alcuno spreco di carta. Mi tessero con lo sci club e la tessera me la ritrovo nell’app. Stesso discorso per l’Agenda dello Sciatore che non è più stampata con un sensibile risparmio di costi e il ringraziamento da parte dell’ambiente!

Hai avuto carta bianca nello sviluppo?
Carta bianca totale. Il presidente Roda mi ha fatto gestire tutto quanto proprio come l’avevo impostata e pensata io, perché ha capito all’istante che tale operazione nasceva solo per il bene della Federazione. E sta funzionando se si pensa anche a un solo dato: c’è una permanenza media sull’app di otto minuti. Chi se ne intende di web potrà ben capire che è tantissimo! Significa che MyFisi è uno strumento utile, completo e di facile utilizzo.

So che è nata una commissione di ricerca e sviluppo in Fisi. Ne sai qualcosa?
Ma dai? Certamente, anche perché l’app è ricerca e con un lavoro di squadra si possono sviluppare tante altre cose. Mi sono ad esempio confrontato con Rinaldi e abbiamo scoperto che è possibile lavorare in maniera scientifica anche per l’alto livello. Ma di questo ne parleremo non prima dell’appuntamento di Bormio.

Skipass 2019 Presentazione App Fisi.
Modena 31710 2019
photo by: MarcoTrovati/Pentaphoto.

Almeno anticipa qual è l’obiettivo
Vedere la coppa sollevata da due braccia colorate di Azzurro. Solo e soltanto questo.

Hai messo in piedi tutto questo pandemonio per seguire meglio tuo figlio, ma non è che ora, con tutti questi impegni, sarà peggio di prima?
Ti dico solo una cosa. L’altra sera mi ha chiamato e io stavo con Innerhofer, Paris, Fill… glieli ho passati e lui è semi svenuto! Per un ragazzino che scia e fa gare, sapere che il babbo stallà, con quelli… è sicuramente al settimo cielo.

E poi anche se sono da un’altra parte mentre lui è in gara, che ci vuole. Apro l’app e so subito com’è andata!

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.