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Lara Colturi e la bionda chiacchierona

Lara Colturi e la bionda chiacchierona
Dani mi piacerebbe scambiare due parole con Lara, è troppo presto?
Ma no, chiamala pure, e poi secondo me ti divertirai. È bionda quindi una chiacchierona!

Lara, sei bionda quindi una chiacchierona!
Ah, si dice così? Forse è un po’ vero, ma sinceramente non me ne accorgo.

Finite le gare ti tocca buttarti sui libri come se non ci fosse un domani! (frequenta il College-Istituto Frejus)
Non me lo ricordare anche tu. Ci pensa già la nonna!

Ti pressa?
Nonna Maria Teresa è un mito. A casa fa tutto!

E nonno Roberto?
Lui è appiccicato a mio fratello Yuri.

Sembri un po’ gelosa…
Yuri il nonno, io la nonna. È la mia prima tifosa. Lo sai che a volte recita anche il rosario quando ho una gara?

Beh, mi sembra funzioni, Vinci sempre!
Quest’anno ho vinto queste venti gare di seguito. Ma perché ho avuto testa. L’anno scorso non l’ho avuta sempre. E quella, lo sai anche tu, fa la differenza. Sono riuscita a equilibrare un po’ tutto con BioTekna.

Calma, calma, cos’è BioTekna? E poi cosa accadeva l’anno scorso?
Ero distratta, non riuscivo a concentrarmi. In partenza mi guardavo intorno quasi a cercare certezze da qualcosa o da qualcuno. Quest’anno invece, hai presente i paraocchi dei cavalli? Come se fossi da sola, io e la neve. Questo grazie a BioTekna che fa un lavoro particolare, un riequilibrio della testa.

Su cosa si basa?
Sulla respirazione e sull’alimentazione. Una specie di risveglio muscolare. Niente di artificioso, ma se segui il programma con scrupolosità, il fisico cresce in maniera ottimale.

Come funziona?
Al mattino prendo il device che mi hanno dato ed eseguo esercizi di respirazione per 5 minuti. Ce ne sono due tipi. Ans controll e bio feedback. Nel primo respiri normalmente ma segui una tempistica che un operatore ti dice in successione. Il secondo è già tutto programmato con ritmi diversi, quanto espirare, quanto inspirare…

Non è un po’ una scocciatura?
All’inizio era abbastanza una rottura. Ma quando ho visto che il gioco funzionava, alla fine è diventata un’abitudine. No, nessuna scocciatura.

Quindi curare l’aspetto mentale lo ritieni fondamentale?
Non lo so se lo è in assoluto. Per me è così. So anche che viene usato da alcuni atleti dell’alto livello. Poi vince anche chi non lo segue. Direi che è un fatto personale.

Fai tutto da sola?
Mamma mi sta dietro non poco. Me lo ricorda e mi sprona, specie nei giorni un po’ storti. Sai quando magari ti alzi col piede sbagliato? E quando non c’è mamma ci pensa nonna.

Ma tua mamma faceva lo stesso?
Non ne ho idea, ma non credo! Mi sembra sia iniziato tutto da quando abbiamo conosciuto una signora che ci aveva consigliato di seguire questo sistema.

Hai ancora 14 anni, ma il tuo approccio all’agonismo sembra quello di una professionista…
Io la vivo come una normalità. Mi piace andare a sciare anche ogni giorno, esattamente come altri ragazzi della mia età giocano a tennis o vanno in bici. Non è un’esagerazione per me, la vivo molto tranquillamente. Che vada sulla neve, in palestra o sui prati per allenarmi non è una forzatura o addirittura un obbligo. Non è una fatica alzarmi presto la mattina e iniziare a mettermi in allenamento.

Ma non senti il bisogno di fare anche altro?
Allora, il mio obiettivo quest’anno era fare queste venti gare nel migliore dei modi. Non mi ero prefissata di vincerle tutte, ma di affrontarle bene. Se intendi dire che mi senta in qualche modo un po’ costretta, la risposta è no. Io ho messo gli sci a 16 mesi, è la passione di famiglia, ci sono nata in questo mondo. E siccome mi piace un sacco cerco di affrontarlo nel migliore dei modi.

Quindi lo sci per te è più divertimento o vittoria?
Io le gare non le vivo per vincerle o per battere le altre. Voglio scendere con le tecniche che ho. Mi misuro con quelle, perché non scio ancora perfetta. Aspetta però, so bene che la perfezione non esiste, ma quando una curva mi riesce bene me ne accorgo. E mi diverto un sacco. Però capita anche il contrario e quando le cose non mi vengono bene sento il desiderio di rifarle fin quando ci riesco. Spesso ci vuole un bel po’ di tempo!

Un vizio di famiglia!
Chiamiamola passione dai. Il nonno l’ha tramandata a mamma e mamma a me e a mio fratello! Se poi ci aggiungiamo il papà, direi che il quadro è perfetto. È tutto divertente.

Quindi lo stress non sai cosa sia?
L’ho conosciuto sì. I primi anni di Fis Children ho patito un po’, soprattutto quei disturbi di stomaco che ti prendono in partenza. Insomma, non riuscivo a capire niente. Il metodo BioTekna mi ha tirato fuori. Ha completamente equilibrato tutto, testa e corpo. Mai più avuto attacchi d’ansia. Si chiamano così?

Sei brava in tutto, ma in quale ti senti più forte?
Non saprei. Non ho una specialità preferita. Slalom, gigante, superG li interpreto con la stessa intensità. Sai, alla fine c’è sempre una curva a destra e una a sinistra. Cambia solo l’ampiezza di curva, quindi i tempismi. Ma la tecnica alla fin fine è sempre quella.

Con la velocità vai d’accordo?
Non mi fa paura. Quando sono andata in Colorado a fare dei camp ci avevano detto che avremmo affrontato un superG, ma in realtà si trattava di una discesa con un salto da trenta metri! Se posso dirti non mi sono accorta di andare troppo veloce. Forse significa che riesco a gestire l’azione anche a certe andature. Ma questo è un aspetto ancora tutto da scoprire. Se però mamma ed io abbiamo lo stesso dna penso che mi troverò abbastanza bene!

Hai tempo di guardarti un po’ di gare di Coppa in TV?
Ovvio! Il mio obiettivo è di finire lì, quindi certo che mi metto a guardare come sciano le migliori. In particolare mi concentro sulla Shiffrin, la numero uno in assoluto. Guardo però anche le gare maschili. Mi metto lì e cerco di capire come sciano. Soprattutto quelle cose che in me non vedo.

Uh… la Coppa del Mondo. Sei cosciente dei passi che devi ancora fare per arrivarci?
Questo è il mio obiettivo e so che se lavorerò duramente prima o poi ci arriverò. E quel giorno sarò molto contenta.

Ti piace la Shiffrin perché vince?
Più che altro mi piace come carattere. Mi ci trovo abbastanza in lei.

Tua mamma è riuscita a presentartela?
Macché. Ho stretto la mano a Hirscher, Ligety, Worley, a tante Azzurre, ma la regina mai! L’ho vista solo un paio di volte da vicino, quando ancora si poteva andare nei parterre delle gare. Sarebbe bellissimo però conoscerla. Sciare come lei poi non ne parliamo!

In cosa ti senti di dover migliorare?
Ah ma vedo che hai tempo da perdere… Un sacco di cose, ma la tecnica la affrontiamo con diverse sfaccettature. Ad esempio con mamma proviamo sempre tante cose nuove. Ti svelo un segreto, ma non dirglielo: quando mi dice di eseguire un esercizio e mi dice che l’ho fatto bene, in realtà non so perché mi è venuto così. Diciamo che sono tutte cose che accrescono le mie sensazioni, poi per il momento e per il mio livello, non mi scontro con difficoltà tecniche insormontabili. Più si cresce, più bisogna curare molto i dettagli. Che poi alla fine, credo facciano la differenza. È per questo che non si finisce mai di imparare.

Fai così anche con il pattinaggio artistico?
Sì, bellissimo. Peccato che col covid quest’anno il pattinaggio si sia fermato per me. Io vado a pattinare in Francia e lì non si poteva far nulla.

Non avrai mica intenzione di mollarlo?
Nessuna intenzione. Mi sto allenando comunque a Torino con il Cus.

Anche lì sei a un livello alto?
Abbastanza. Sono arrivata a fare dei tripli e doppi axel.

Riesci a portare avanti sci e pattinaggio allo stesso modo?
Per ora sì, poi più avanti si vedrà. Già qualche scelta di gare ho dovuto farla e ha prevalso l’importanza della competizione non l’attività sportiva in sé.

Ma rimettiamoci gli sci. Vincendo sempre non è che inizi a stare un po’ sulle scatole a qualche tua compagna di squadra al Golden?
Dipende dal carattere delle ragazze. Mamma a loro dice che io sono un po’ la lepre e le sprona a cercare di imitare quello che faccio. Non esiste invidia però, siamo abbastanza tutti a mici.

Vi frequentate anche al di fuori dello sci?
Eh magari. Hai presente dove abito? Siamo in un paesino isolato dal mondo, per cui per me è un po’ difficile. Ma i contatti ci sono comunque.

 Hai un’amica del cuore?
Non una ma due. Sveva Blanchet, una mia compagna di classe con la quale siamo praticamente cresciuti assieme, dall’asilo fino alle medie. E poi Manuel, anche se poi abbiamo preso la strada di due licei diversi. Se però intendi persone con cui condivido ogni cosa, non è proprio così. Diciamo che ci sono più affezionata. Ma poi ci sono tante altre amiche di tutti i giorni, come qualsiasi ragazza della mia età.

E quando sei a casa, parlate sempre e solo di sci o riuscite a staccare la spina ogni tanto?
I miei genitori con mio nonno parlano solo di tecnica. Quando esagerano però mi faccio sentire. Dopo un po’ rompono anche, eh! E allora lo sci viene accantonato, specie in estate. Dai ogni tanto andiamo anche al mare.

Sei un pesce?
Mi piace nuotare, la spiaggia, il caldo. Tutto. L’ideale per staccare completamente.

E scatterai un sacco di foto da postare su Instagram? Vedo che hai un sacco di seguaci
Ne ho tanti per la popolarità di mamma, non per me. Quanti amici vuoi che abbia una ragazzina di 14 anni? Compagni di scuola e atleti che conosco alle gare. No, non sono una fissata e non passo la giornata col cellulare in mano. Qualche storia, qualche post, direi come tutte. Ma non è che mi metta in posa stile Belen! Sono in giro, vedo un bel panorama, mi fermo, schiaccio e pubblico. Poi se c’è una foto carina che mi fa mio papà la metto sù.

Ti dà fastidio essere sempre citata come la figlia di una medaglia d’oro olimpica?
Nessun fastidio e nessun peso, è sempre un grande piacere. “Sì, sì, sono io” rispondo. È una cosa normale. Sinceramente la vivo come una mamma e un’allenatrice.

Ma ti allena più tua mamma o tuo papà?
Dipende da chi c’è. Papà segue tutti perché l’allenatore della squadra è lui, mamma è un po’ più concentrata su di me. Di fatto mi dicono entrambi le stesse cose, quindi mi allenano entrambi.

Dai non ci credo che allenino allo stesso modo…
In effetti mio papà è più normale, tranquillo diciamo.

Oh santo cielo, e mamma?
È sempre su di giri, una vera fissata della tecnica. Poi lei mi fa anche da preparatrice atletica.

Insomma ce l’hai sempre alle costole!
Mi vuole bene.

Ti fa una testa così anche con l’attrezzatura?
No, per quello c’è papà. Gli sci li prepara lui, però quando trovo materiali nuovi riesco a individuare le differenze perché ho un buon controllo del mio corpo. Per cui alcuni particolari non mi sfuggono. Quello che mi mette, mi mette, poi io gli dico se vanno bene o meno. Comunque non è un argomento per cui divento matta. Io scio e basta.

Ti fanno fare altri sport?
Da piccola facevo trial poi l’ho mollato perché è uno sport da maschiacci. Per divertimento poi gioco un po’ a tennis. Yuri prende anche lezioni.

Com’è il tuo rapporto con tuo fratello?
Bisticciamo sempre, ma ci vogliamo un mondo di bene. Il fatto è che io sono più tranquilla, lui non sta mai fermo, vuole sempre far qualcosa. Ha il diavolo in corpo quel ragazzo. Quando andiamo a sciare assieme, io dopo aver fatto i miei 5 o 6 giri la pianto lì, lui come minimo ne deve fare per forza uno in più.

Sta venendo fuori benino anche lui…
Vince spesso anche lui, sì. Lo vedo bene, per aver nove anni scia alla grande.

Lui è andato al Pinocchio e lo ha vinto, tu hai disertato….
Strada facendo è nato questo gioco delle 20 gare. Le ho fatte bene vincendole tutte di seguito e direi che può anche bastare. Per quanto mi riguarda ho già la mente a Lampedusa. Quello per me è il vero paradiso. Spero si potrà andare prima possibile.

Alessandro, riusciamo a portarla questa ragazza un po’ al mare?
Se ci liberano molto volentieri. Il mare piace a tutta la famiglia!

Se l’è meritato dai, ha fatto una stagione eccezionale! D’altra parte è figlia di una campionessa olimpica.
E come tale deve per forza vincere l’oro anche lei, vero? Speriamo che questa cosa si affievolisca perché purtroppo c’è gente che questi pensieri li ha davvero. Lara ha la sua identità ed è giusto che sia considerata solo come Lara. La mamma quello che ha fatto lo sanno tutti, ma sinceramente sono paragoni che lasciano il tempo che trovano.

Questa continua ricerca verso la precisione è un pallino personale di Lara o è un concetto che comunque tutti devono aver ben presente?
È un tema che affrontiamo con tutti. Lei poi è molto precisa e metodica in allenamento quando cerchiamo il gesto tecnico mirato. In slalom ad esempio, lavoriamo su certe tipologie di movimenti e lei è abbastanza perfezionista. Va alla ricerca dei giusti appoggi e corretti equilibri. La perfezione ce l’ha un po’ come pallino!

In cosa deve migliorare?
Ti metti a trovare il modo migliore per raggiungere il gesto tecnico più efficace ma ti accorgi che questa cosa non arriva mai. E sarà sempre così per chiunque. In superG ha molto margine di miglioramento, specie sulla scorrevolezza, ma è normale a questa età. In slalom è migliorata tantissimo quest’anno anche se ha fatto anche tanta fatica. Quando cresci tutta d’un botto come è successo a lei devi ritrovare da capo gli equilibri. Abbiamo passato due mesi a lavorare quasi esclusivamente sulla centralità, perché, proprio a causa della crescita, tendeva a tenere il peso un po’ troppo sulle code. Il problema era anche la parte alta del corpo. Come la maggior parte delle atlete della sua età, si agitava molto. Adesso c’è e credo che soprattutto in slalom abbia proprio una marcia in più, specie dopo le gare dell’Alpe Cimbra.

Perfezionista in tutto?
Direi proprio di no. Ogni tanto la vedi scendere con gli scarponi chiusi un po’ così, oppure a fine sciata non mette i cat tracks… Ha preso un po’ da Dani, diciamo stile naif! Lanciano, buttano poi tanto ci sono io che sistemo tutto! In realtà è giunto il momento di curare molto anche questo aspetto.

Visto che è cresciuta molto fisicamente che misure di sci sta usando?
Dopo aver fatto l’estate scorsa alcune prove, in qualche gara di slalom ha già usato gli sci da donna Fis, il 156, con un assetto duro e una piastra da alluminio che non credo usino le altre della sua età. Se riesci a stare centrale uno sci del genere riesci a sfruttarlo bene, altrimenti fai molta fatica. Lei ha trovato la giusta posizione e riesce a spingere parecchio.

In gigante invece, col 188, 30metri, fa ancora fatica, quindi utilizza un 25 metri. Poi però dipende anche dai tracciati. In quelli più angolati siamo tornati allo sci dell’anno scorso, il 184, ma quando ci sono spazi più ampi, come al Cimbra, si poteva stare su quelli più lunghi. La cosa bella di Lara è che qualsiasi sci gli metti ai piedi si adatta subito. In superG usa invece il 205

Insomma, non lasciate mai nulla al caso.
Direi di no. Io misuro le distanze delle porte in tutte le gare sia di slalom che di gigante. Poi le consiglio lo sci che dovrebbe usare; ci sale sopra e va!

È difficile gestire un talento del genere?
Sai, noi ce l’abbiamo in casa per cui è normale che lavoriamo tutti per lei e anche per Yuri. A volte è difficile sì, ma come per chiunque. Capita che si stufi a seguire tutta la sua routine. Sveglia presto, fase di riscaldamento muscolare, il programma di BioTekna… Tutti i giorni alla lunga è faticoso. Poi però vede che i risultati arrivano e allora tutto diventa più facile e stimolante. Meno male che l’aiuta anche la nonna, una donna tutta d’un pezzo, non molla niente! Adesso sto un po’ enfatizzando per darti il quadro, però in realtà avviene sempre tutto con naturalezza e semplicità. L’impostazione è già quella dell’atleta, ma non dimentichiamo certo che ha solo 14 anni.

Scusa, ne ha 14 o 15?
Ne ha 14, no scusa 15, è del 2006 quindi ha fatto 15 anni… no aspetta, lei è di novembre. No scusa, deve ancora farli, ne ha 14, fatti 4 mesi fa.

Va beh, questa non la raccontiamo…
È che crescono sti ragazzi e ogni tanto ti perdi… Lei Allievi primo anno e ne ha ancora un altro in questa categoria.

Come farete a motivarla l’anno prossimo se è già davanti a tutte adesso?
Non è la prima a trovarsi un po’ più in là rispetto alla categoria. Di fatto è un anno avanti. Si lavorerà con un po’ di anticipo in virtù della categoria Giovani.

Com’è accaduta questa cosa? D’altra parte si è sempre allenata assieme alle altre del Golden no?
Credo abbia del talento naturale. A volte rimaniamo anche noi stupiti in alcune gare. Come nel superG degli Italiani. In prova era seconda, dietro alla Romele. Poi in gara si è letteralmente trasformata vincendo anche quella. Non è questione di grinta, quando scatta il cronometro trova lo spirito giusto per sciare tecnicamente meglio. In genere è il contrario. Spero che questo aspetto, ancora più importante del talento, l’accompagni sempre. Bisognerà saperlo gestire nel tempo.

A proposito di futuro e fantasticando un po’, cosa accadrà quando dovrà salutarvi trovandosi in squadra?
Conoscendo la mamma, Dani cercherà di essere presente più possibile. Senza invasioni di campo eh, ma troverà il modo. Un po’ gelosetta Dani lo è. Ma lo sono anch’io in verità. Il fatto è che il sistema Italia è abbastanza complicato, credo che andrebbe un po’ perfezionato il progetto sui Giovani. Se non ti qualifichi bene nel GPI non vai in Coppa Europa, eccetera, eccetera. Questa trafila non è proprio il massimo. Perché se poi sbagli due gare sei già vecchio oppure stai a casa perché dovevi dimostrare di più. Insomma ci devono essere troppe combinazioni che devono andare sempre bene.

Nel frattempo Lara sta seguendo un iter che assomiglia abbastanza a quello di una professionista.
Non è proprio così. Diciamo che visto il suo rendimento, stiamo cercando di prepararla ad alcuni meccanismi che se Dio vuole, incontrerà più avanti. È un po’ quello che dicevo prima. Arrivi a 17 anni in un contesto, poi se sei brava fai il salto e ti trovi in un mondo che ha ben poco a che fare con quello dove hai vissuto finora. Questo mondo secondo noi va un po’ preparato, almeno nelle basi. Non pensare però che la vita di Lara sia fatta soltanto di sci, palestra, palestra e sci. Forca e briga con le sue amiche come tutte le ragazze della sua età. La differenza è che Lara è anche un’atleta e come tale sta attenta su alcuni piccoli aspetti, come l’alimentazione. Poi gli sgarri li fa anche lei, non è un’ossessione, la sua pizza e la sua coca cola se le fa anche lei. Lara come tutti gli atleti del Golden team. Guarda caso fino a tre anni fa Lara era proprio piccolina. Da quando segue il programma BioTekna è esplosa. E ti assicuro che mangia come un bue. Funziona con tutti? Non lo so.

Come la prende quando arriva seconda?
Si arrabbia nel primo momento, come è accaduto l’anno scorso alle finali internazionali del Topolino. Ma passato quel quarto d’ora le scivola via tutto. Su questo ha un bel carattere. Reagisce più che altro andando a capire cosa non è andato per il verso giusto. Prima si fa un’analisi sua mentale poi al video cerca le conferme delle sue sensazioni. Ci azzecca quasi sempre. Anche quando va bene, taglia il traguardo e rimane sempre quei 5 secondi ferma per analizzare com’è andata la sua discesa. Anche questa è una cosa tutta sua. 

Come andrà a finire col pattinaggio?
Lei vuole farlo. Ogni tanto la buttiamo lì, ma non ci sente. Il suo sogno è partecipare alle Olimpiadi di sci e di pattinaggio. Comunque le serve molto anche nello sci. Quando si trova su piste con neve  dura, lei ha un passo in più proprio per le sensazioni acquisite sul ghiaccio. Alla fine comunque dipende tutto da lei. Fin quando le piace e riesce a raggiungere i suoi obiettivi, dubito che cambierà idea. Purtroppo il pattinaggio è ben peggio dello sci. Se non ci passi quelle determinate ore non ce la fai. Matematico.

Il piccolo Yuri è come Lara?
Direi di no. È peggio! Yuri è un perfezionista. Se non gli viene il giro bello, teso, come vuole lui, non si ferma. Diciamolo, è un po’ invasato. Anche perché vede la sorella che senza dubbio rappresenta un bel traino. Solo che mentre Lara a otto anni quando sbagliava, faceva spallucce, Yuri invece quasi si deprime e allora la situazione diventa demotivante. Stiamo lavorando perché tiri un po’ il freno.

Abbiamo visto una fotografia che fa una certa impressione. Una piega del genere a quell’età…
Tecnicamente scia bene. Merito anche del nonno-coach, che lo segue dappertutto. Credo anche per sentirsi ancora giovane. Comunque vedremo come sarà il suo percorso. Nei maschi è un po’ più difficile, anche se questa differenza si sta limando sempre di più.

Il nonno è papà di Daniela?
Pilota di aeronautica militare, colui che ha passato la passione dello sci ai figli. Adesso lui e nonna Maria Teresa vivono con noi e meno male, perché la gestione di tutto è piuttosto complicata. La nonna è il caterpillar di casa. Assolutamente insostituibile. Casa e scuola sono nelle sue mani. Sai, Dani in inverno non c’è praticamente mai. Io seguo l’intero club e collaboro anche con un po’ di aziende dello sci. Il nonno si occupa in toto di Yuri. Devi sentirli quando gli parla di fisica.

Di fisica?
Sì, gli fa una testa così. Yuri a nove anni sa già tutto sulle forze, sul movimento eccentrico, forza-peso…

Va beh, qual è quel nonno che non parla di fisica al nipotino! Lara Colturi e la bionda Lara Colturi e la bionda Lara Colturi e la bionda Lara Colturi e la bionda Lara Colturi e la bionda Lara Colturi e la bionda

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.