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Mamma Irene: “Giovanni scia con la forza di due!”

Mamma Irene: “Giovanni scia con la forza di due!”
Domani esordirà ai Mondiali il giovane Giovanni Franzoni che sarà impegnato, oltre che nel gigante parallelo, anche nella combinata e nello slalom gigante.

L’avesse ipotizzato l’anno scorso sarebbe stata quasi una follia solo ipotizzarlo. Invece il 19enne bresciano è stato convocato, dopo l’esordio in Coppa del Mondo in Alta Badia e Adelboden. Come la staranno vivendo in casa Franzoni? Risponde mamma Irene Bettinzoli in Franzoni.

In un anno questo ragazzo vi ha rivoluzionato la vita, state friggendo?
“Non è che voglia sembrare fredda e distaccata, ma la nostra vita è cambiata già da diversi anni. Bene o male è da quando hanno 15 anni che sono, di fatto, via di casa per lo sci”.

Sono?
Sì, sono, perché Giovanni ha un fratello gemello che è arrivato quasi allo stesso livello, ma poi si è fermato e ora studia e fa il maestro di sci. Quindi, diciamo che non sto sentendo il vuoto del nido.

Ora però si trova ai Mondiali di Cortina2021…
Non posso dire che ce lo aspettavamo, per carità, ma vista la determinazione di Giovanni e i passi da gigante che ha fatto nell’ultimo anno, diciamo che poteva anche starci. Dunque la sua convocazione non ci ha colti completamente alla sprovvista.

Non sarà un po’ troppo presto?
Indubbiamente è stata una cosa un po’ accelerata, ma prendiamo le cose come vengono, senza pensare a chissà che. Quello che arriva, arriva.

A casa Giovanni come vive questa situazione?
Con la terra sotto i piedi o se preferisci con la testa sulle spalle. Non è tipo da esaltarsi più di tanto. Non fa salti di gioia quando ottiene buoni risultati, ma non finisce nella disperazione nemmeno quando le cose non vanno per il verso giusto. Anche quando gli altri lo applaudono lui minimizza con un “Non ho fatto niente di buono!”. L’anno scorso il nostro gruppetto di amici ci aveva invitati qui sul lago. Volevano conoscerlo e stringergli la mano, anche per l’ingresso nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. “Ma dove vuoi che vada. Non ho combinato ancora nulla di buono…”

Si chiama umiltà…
Direi che ne ha fin troppa. Non si atteggia mai. Ogni cosa che arriva se la prende per com’è.

Invece mamma e papà come la vivono quando vedono il figlio in tv?
Siamo sereni, niente di pazzesco ma probabilmente non siamo ancora ben consapevoli di ciò che sta accadendo. Lasciamo semplicemente che le cose vadano avanti. Piano piano cercheremo di metabolizzare la situazione.

Nessuno scossone nemmeno quando lo avete visto al cancelleto della Gran Risa?
Sai cos’è…. Questa sorta di groppo allo stomaco – credo tu ti riferisca a questo – io l’ho vissuta di più quando Giovanni era più giovane. Lo seguivo sempre alle gare e allora in quel contesto la vivi con maggiore apprensione. Ricordo al Topolino, al Pinocchio… lì si che mi batteva il cuore a mille. Man mano che poi la sua carriera ha preso corpo, non potendolo seguire personalmente la fibrillazione è un po’ scemata. Però preciso, non siamo blocchi di ghiaccio eh… È sempre molto emozionante, ma preferiamo prendere le cose a piccole dosi. Ci sono diversi ragazzi che sono arrivati fino a lì ma che poi si sono fermati e allora meglio non illudersi. E la stessa cosa la vive mio marito.

Quindi rimane calmo anche papà Osvaldo?
Chi? Mio? Marito? Ma lui è un paracadutista, figuriamoci. Della serie, vai, dacci dentro e porta a casa il risultato. Punto! Dice così perché per lui quello che sta facendo Giovanni è alla fin fine un lavoro. Non cambierebbe frase se facesse l’idraulico o chissà quale altra attività!

E il fratello Alessandro?
Beh, lui gli sta certamente vicino, soprattutto da quando è diventato maestro. Lo incita, lo sprona, lo corregge. Poche parole ma dette al momento giusto. E Giovanni lo ascolta molto.

Alessandro è così?
Sì, quando torna a casa ci confrontiamo. Più che altro cerco di dargli forza morale perché è quello di cui ha maggior bisogno. Sai, si trova già in mezzo ad atleti con qualche anno più, quindi con un minimo di esperienza e ogni tanto si fa condizionare. Ma è sempre stato così fin da piccolo. Ricordo quando eravamo al Pinocchio. In partenza vedeva gli altri scendere prima di lui e mi diceva: “Ma io che ci faccio qui?” Poi andava giù e faceva segnare il miglior tempo. Stessa cosa al Topolino, inscritto da ripescato, ultimo a partire. L’aveva presa quasi sul ridere per poi ritrovarsi sul gradino più alto del podio.

Un po’ quello che è successo in Badia?
Credo di sì. Deve ancora realizzare del tutto che è lì perché il suo livello tecnico raggiunto glielo consente. Poi però vede i top del mondo e tende a farsi condizionare. A Cortina sarà comunque diverso, non ha niente da perdere e sono convinto che affronterà le gare con grande serenità.

Quella sorta di legame che lega i gemelli anche a distanza tu la avverti?
Mah, mi sembra una cosa un po’ così. Se però Giovanni riuscirà ad attingere al mio sostegno ben venga!

Irene secondo te sono in simbiosi?
Altroché se lo sono e assicuro che non è una favola. Sono convinta che quando Giovanni scia, dentro di lui ci sia anche un po’ di Alessandro.

Quando lo avete visto l’ultima volta?
A Folgaria quando hanno fatto le gare di Coppa Europa. Però avevamo avuto una piccola discussione e non ci ha dato retta più di tanto. Anzi, diciamo che ci ha visti ma è andato via dritto! Eh siamo una famiglia un po’ particolare. Ma tutto ok, ci vogliamo un bene dell’anima!

Non vi siete preoccupati dopo la scoppola presa in discesa?
Certo che sì, anche perché ha fatto un volo notevole. È stato a casa un giorno, giusto per metterlo nelle mani del fisiatra, e poi via a far gigante. Per questo non ha reso tanto nelle ultime gare. Non ha problemi articolari, ma hai presente quando si dice: “Mi sento come se mi fosse passato sopra un tir”…

Non potendo essere a Cortina quando vi rivedrete?
E chi lo sa? Dopo i Mondiali incombe la Coppa Europa a Sella Nevea, due discese. Poi i Mondiali juniores e via…

Intanto, domani tutti davanti alla TV…
Certo che sì, televisione in salotto pronta! Ma anche quella in camera. Se Osvaldo inizia a rompere lo mandiamo di là! Mamma Irene Giovanni scia Mamma Irene Giovanni scia Mamma Irene Giovanni scia

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.