Ok, per capire il bilancio 2025 della Fondazione Milano Cortina 2026 raggiungiamo il cancelletto di partenza di unna discesa. A metà pista il cronometro segnala un ritardo pesante, 176,4 milioni di euro di patrimonio netto negativo, dopo una perdita di 39 milioni nell’ultimo esercizio. È un dato reale, rilevante, che fotografa però una gara ancora in corso, perché una parte importante dei ricavi dei Giochi verrà contabilizzata soltanto al termine dell’intero percorso. Il tempo definitivo arriverà con il bilancio 2026, quello che sarà approvato nel 2027. Ecco, quello che sappiamo oggi è l’intertempo.
La situazione della Fondazione Milano Cortina 2026 può essere letta proprio attraverso questa immagine. Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2025 registra una perdita di circa 39 milioni di euro e porta il patrimonio netto a -176,4 milioni. Il numero racconta una situazione finanziaria impegnativa, tuttavia rappresenta una fotografia scattata prima della conclusione della gara economica dei Giochi.
La Fondazione, presieduta da Giovanni Malagò e guidata dall’amministratore delegato Andrea Varnier, spiega infatti che l’organizzazione di un evento olimpico segue una particolare dinamica pluriennale: molti costi vengono sostenuti negli anni che precedono i Giochi, mentre una parte significativa dei ricavi matura e viene contabilizzata successivamente.
È il meccanismo che, tornando alla nostra discesa, vede l’atleta affrontare i primi settori con un certo distacco sapendo che il risultato verrà determinato soltanto sulla linea del traguardo.
Uno degli elementi destinati a incidere maggiormente sul risultato finale riguarda i rapporti con il Comitato olimpico internazionale. La Fondazione indica 452 milioni di dollari relativi agli accordi per i diritti di trasmissione come somme ricevute a titolo di acconto e destinate a essere contabilizzate come ricavi al termine dei Giochi.
Il -176,4 milioni di oggi rappresenta dunque il tempo intermedio. I ricavi ancora da contabilizzare rappresentano una parte del tratto finale della pista. La domanda diventa naturalmente quanto terreno riusciranno a recuperare e quale sarà il tempo registrato sulla linea d’arrivo. Il paragone con lo sci, però, si ferma qui, perché nel bilancio della Fondazione compare anche un altro elemento decisivo: la garanzia pubblica.
La nota integrativa riferisce infatti dell’impegno del Governo a farsi carico di una quota delle risorse necessarie alla copertura dell’intero perimetro del progetto, insieme agli impegni assunti dagli enti territoriali coinvolti.cÈ un passaggio che merita attenzione perché introduce una seconda domanda: se i ricavi finali del CIO rappresentano una componente così importante dell’equilibrio economico della Fondazione, quale sarà esattamente il ruolo delle risorse pubbliche nella chiusura definitiva dei conti?
C’è poi il tema della liquidità, che segue una traiettoria ancora diversa rispetto al patrimonio.cUna Fondazione può presentare un patrimonio netto negativo e, contemporaneamente, avere denaro sufficiente per pagare i propri impegni. Il patrimonio fotografa infatti la situazione contabile complessiva, mentre la liquidità riguarda il momento in cui entrano ed escono concretamente i soldi.
Ed è proprio sui flussi di cassa che la Fondazione ha dovuto intervenire anche nei rapporti con le banche, chiedendo l’estensione di parte dei fidi già disponibili. La motivazione indicata riguarda il temporaneo disallineamento fra le uscite della fase conclusiva dei Giochi e le entrate previste.
Quanto è costata la macchina dei Giochi
Nel 2025 sono stati contabilizzati 83 milioni di euro per servizi e consulenze tecniche, 25 milioni per royalties, 24 milioni per servizi di vigilanza e 18 milioni per consulenze fiscali, amministrative e commerciali.
Il personale ha raggiunto 1.515 persone, con un costo complessivo di circa 33 milioni di euro. Le sedi milanesi hanno comportato circa 25 milioni di euro di affitti, mentre 17,7 milioni sono stati destinati principalmente ai software applicativi collegati alla rete di telecomunicazione. Nel bilancio compare inoltre un compenso di 442.178 euro per l’amministratore delegato Andrea Varnier.
Sul fronte della tecnologia, continua ad avere un peso anche il rapporto con Deloitte: nel 2025 i costi per servizi IT riferiti alla società ammontano a 13,5 milioni di euro, mentre altri 35,4 milioni relativi a deliverable progettuali risultano iscritti nello stato patrimoniale.
Sono numeri che raccontano una macchina organizzativa di dimensioni molto importanti, costruita per accompagnare un evento che ha richiesto anni di preparazione e una struttura progressivamente cresciuta fino alla fase operativa dei Giochi.
Il vero risultato arriverà nel 2027
Il bilancio 2025, quindi, permette di leggere una parte della storia. La Fondazione presenta una perdita di 39 milioni e un patrimonio netto negativo di 176,4 milioni, mentre una parte dei ricavi destinati a incidere sul risultato complessivo deve ancora essere contabilizzata. Il bilancio decisivo sarà quello relativo al 2026, che verrà approvato nel 2027, quando la gara economica di Milano Cortina 2026 potrà finalmente considerarsi conclusa.
A quel punto il cronometro sarà fermo. E si potrà sapere se il recupero previsto dalla Fondazione avrà consentito di riportare i conti in equilibrio, quale sarà stato il peso effettivo delle risorse pubbliche e quale risultato economico avrà lasciato in eredità la grande macchina organizzativa dei Giochi.






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