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Ninna Quario: “Quanto affetto! È la migliore medicina!”

La notizia del giorno, non v’è dubbio, è Ninna Quario, prima colpita, poi guarita dal Covid, 19 e in questo video dice: “Quanto affetto! È la migliore medicina”. Dopo l’articolo pubblicato su Il Giornale, dove Ninna collabora, è stata subissata di telefonate, messaggi, mail, di tutto! E dopo averci mandato questo video di ringraziamento per tutti, l’abbiamo chiamata.

Ninna?
Ci sono, ma non credo che il telefono resisterà ancora per molto

È vecchio?
No, ultimissima generazione, ma per tenerlo in mano ho bisogno di guanti ignifughi?

Tante chiamate…
Pensavo di avere un break telefonico dopo aver concluso la sbornia di chiamate per le coppe di Federica. Ma ora è ricominciato quasi peggio di prima

Beh, ti vogliono bene
Sì, è bellissimo, ma chi immaginava una cosa del genere. Comunque è proprio vero, tutto questo affetto è la migliore medicina. Dopo Plaquenil ovviamente!

Dunque è per questo che quella benedetta intervista a Pinturault non me l’hai ancora mandata…
Ti giuro che ho fatto di tutto perché ciò accadesse. Ma quando l’ho sentito ero in preda ai fumi della febbre alta. Chissà cosa gli ho chiesto. E chissà cosa mi ha risposto… Ho preso degli appunti, ma non riesco a mettere insieme i pezzi.

La calligrafia?
Sembra una ricetta medica

Siamo arrivati al pelo per la chiusura degli articoli per l’ultimo numero. Lì era tutto chiaro
Nascondevo bene il problema che in realtà si è acutizzato quando avevamo quasi chiuso le pagine. Per le didascalie però non assicuro niente. Ma sono certa che siano state ben controllate!

Ora te lo dico, quei colpi ripetuti di tosse mi avevano insospettito…
E te credo! Io non mi ammalo mai. Pensavo si risolvesse con un po’ di tachipirina, ma…

Ma poi Fede ha chiamato l’ambulanza…
Continuava a ripetermelo: “Mamma chiamo, io chiamo, adesso chiamo… 

Dietro a questa maschera terrificante si nasconde Davide quando esce per andare a fare la spesa.

Meno male che prima eravate assieme
Se no non saprei davvero come avrei fatto. La figlia che fa da mamma e la mamma che fa da figlia è un’esperienza impagabile!

E poi la fortuna che Fede ai fornelli se la sa cavare
Non so proprio come faccia a inventarsi tutti quei piatti vegetariani! E prima di posarmeli davanti alla porta, mi enunciava anche ingredienti e procedimento! Peccato che non sia riuscita a gustarmeli in realtà, perché avevo tutt’altro che fame e non sentivo ne gusti ne profumi

Ma quando ti è venuto il sospetto di averlo preso?
Guarda, in vero solo quando ho detto: “ok Fede, chiama l’ambulanza”. Però, forse in maniera inconscia, quando mi chiamavano per intervistare Fede, prima di passarle il mio telefono lo disinfettavo con estrema cura.

Fin quando poi la cosa è venuta fuori…
Eh sì, anche perché le ho chiesto io di andare a comprare il termometro. Pensa, non ce l’avevamo nemmeno in casa, per dirti… Anzi, non di andare a comprarlo ma di farselo portare perché lei era in quarantena da quando è tornata dalla Svezia.


E questa è Federica. Sì, è Fede!

Chissà che preoccupazione!
Davide lo sentivo al telefono perché era a casa di Daniele. Fede mi parlava da fuori la porta. Più che altro si preoccupava del fatto che non mangiavo e non bevevo. In ogni angolo della mia camera c’era una bottiglia d’acqua.

E in tutto questo nonna Adriana?
Nonna Adriana ha 90 anni e oltre a stare benone non è per niente rimbambita. Insomma, le puoi raccontare quello che vuoi ma non la freghi. Caso mai è il contrario. Ha smesso di preoccuparsi quando le ho detto che mi avevano ricoverata.

E in ospedale ad Aosta c’era caos?
Per niente. Ho trovato un’efficienza incredibile e un’assistenza di altissimo livello. Tutti, dal primo all’ultimo, oi una gentilezza squisita. È che non riuscivo a capire con chi stessi parlando, bardati com’erano. Uno mi sembrava un ragazzo ma continuava a ricordarmi delle mie gare, quindi…

Come passavi il tempo?
Appena riuscivo a stare in piedi mi mettevo a pulire ovunque. Mi rifacevo io il letto tre volte al giorno. Cercavo di rimanere impegnata. E poi un po’ di sana lettura.

Cosa?
Ho chiesto consiglio a mio fratello Federico e lui mi ha detto: “I promessi Sposi”

Accidenti a te, con tutti i libri, proprio i Promessi Sposi!!!
Sono arrivata alla rivolta del pane. Quando arriverò alla caccia all’untore vedrò se andare avanti o chiuderlo!

Hai mai avuto paura?
No. Anzi, forse quando abbiamo chiamato l’ambulanza. Mi sembrava di avere un tappo in gola, che non mi faceva respirare. Ma ero comunque in controllo. E poi quando mi hanno dimessa. Mi hanno detto: “si metta sulla lettiga”. Mi sono rifiutata e col mio solito passo spinta, inseguita dai sanitari, ho preso il corridoio. Ma dopo i primi metri ho iniziato a sudare freddo e le forze che venivano meno! Però dai, ormai è passata. Piuttosto mi sono spaventata quando sono salita sulla bilancia! Almeno 4,5 chili se ne sono andati!

Sei una salutista e ami la meditazione, ti ha aiutata in questo brutto momento?
Accidenti se mi ha aiutata. Prima di tutto il pensare positivo e stare dentro se stessi. Quando passi tutto il giorno da sola, quando stai male e non riesci a dormire, la meditazione ti aiuta moltissimo.
Anche Fede sta seguendo questo percorso, meditazione e ipnosi. Ci sono esperti, che la seguono.

Un’atleta come lei sarà come un leone in gabbia in questo periodo…
Fede continua ad allenarsi dal punto di vista atletico. Ma posso dirti che sta realizzando che si può star bene anche senza correre sempre a destra e a sinistra. Anzi, sta apprezzando i lati positivi di non dover fare la valigia per un mese di fila. Stare ferma in un posto, a casa sua. Insomma, i primi giorni era molto nervosa, davvero inquieta. Per dirla alla Fede, era incazzata! Ora è molto più serena.

Le coppe le guarda con gli stessi occhi del primo giorno?
Non le guarda proprio. Le ha tirate fuori dalle custodie per fare quei tre scatti, poi le ha rimesse dentro. Dovrà usarle per qualche intervista tra poco e non vuole correre il rischio di rovinarle.

Se ce la fai avrei un’ultima domanda

Ce la faccio

Quando mi mandi l’intervista a Pinturault?
Oddio, l’intervista! Ho riscritto a Romane sua moglie nonché addetta stampa. Le ho spiegato cos’era successo e rifatto alcune domande ma sono ancora in attesa delle risposte. Vuoi dire che ha paura di beccarselo per telefono?

Ninna è tornata!

 

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.