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Osservati Formia: con Andrea Gabella c’è la multilateralità

Manca poco al raduno atletico degli Osservati a Formia e abbiamo incontrato il tecnico Andrea Gabella alle prese con  la multilateralità.

Dopo sei giorni di navigazione tutto l’equipaggio è affiatato verso un unico obiettivo. Ovvero Fornire il maggior numero di informazioni psicomotorie al folto gruppo dei talenti dello sci alpino italiano riconosciuti con il termine di “osservati”.

I 35 giovani sciatori di alto livello sono suddivisi in quattro gruppi. A rotazione, giorno dopo giorno, vengono istruiti e seguirti dai tecnici federali in diverse attività motorie, suddivise in quattro grandi aree tematiche che sono:

1. Forza Sovraccarichi – area dedicata all’incremento della capacità forza fisica attraverso l’utilizzo di varie tipologie di sovraccarichi, consueti ed inconsueti e relative tecniche di utilizzo.

2. Forza Carico Naturale – area dedicata all’incremento della capacità di forza utilizzando quasi esclusivamente il proprio corpo in contrasto con la forza di gravità terrestre, attraverso la superficie terrena e pareti adiacenti, nonché piccoli strumenti o condizioni naturali.

3. O2 – area dedicata ai sistemi allenanti a prevalente utilizzo del sistemi cardio-circolatorio e polmonare con speciale interesse per i vari metabolismi energetici, finalizzando poi il tutto alle varie discipline della sci alpino.

4.  Abilità – area in cui la qualità del movimento, viene sollecitata attraverso la ricerca di soluzioni motorie e quindi alla massima attivazione delle componenti coordinative, motorie e posturali di base.

In tutte le aree sono presenti i tecnici della FISI e anche i preparatori atletici delle squadre nazionali come Andrea Gabella.

E come ogni nostro appuntamento ecco la presentazione di altri due ragazzi, Caterina Sinigoi e Enrico Giacomelli.


Caterina Sinigoi , classe 2003 di Aurisina, un bel paese in provincia di Trieste, iscritta all’SK Devin, specialista dello slalom e del gigante.

Come hai “preso” la notizia di essere nel gruppo osservati?
Ho visto su “Instagram” pubblicata la notizia della convocazione e i complimenti di alcuni amici. Ho pensato che come scherzo era veramente simpatico! Poi mi sono collegata al link fisi e ho realizzato che la notizia era vera. È stata davvero una magnifica sorpresa perché non rientrava nelle mie aspettative essere convocata già al primo anno fis.

Cosa ne pensi del programma “osservati”?
È un’ottima opportunità per fare gruppo e per confrontarsi tra diversi atleti sotto gli occhi dei tecnici.

E di questo raduno di Formia?
Sono contenta; posso continuare con la preparazione atletica e approfondire la conoscenza e stringere rapporti umani con gli altri atleti del gruppo. Il posto è bello e ben organizzato.

Cosa ti sta interessando di più del programma finora svolto?
Da parecchio tempo sto seguendo un programma di allenamenti quotidiani. Ci sono differenze tra quanto sto facendo a Formia e il mio programma. Mi impegno al massimo e vedo di raccogliere impressioni, sensazioni e ulteriori dati da queste differenze.

Qual è il tuo sogno nel cassetto e quando ti piacerebbe realizzarlo?
Vincere alle olimpiadi e in Coppa del Mondo… Tanto sognare non costa niente!

Hai un allenatore che in particolare ha contribuito a portarti fino a dove sei arrivato oggi?
Il mio allenatore è Ales Sever. Mi allena da 11 anni. Lui mi sprona, mi da le motivazioni e le indicazioni che mi hanno consentito di arrivare fino a qua.

Hai ottenuto vittorie o titoli che ti hanno particolarmente emozionato?
In qualche gara importante ho fatto dei bei piazzamenti. È capitato anche di salire su qualche bel podio. Sono momenti che mi danno carica e che mi fanno pensare che lavorare sodo è l’unica via da percorrere per tentare di arrivare in alto. Ad ogni podio delle gare della passata stagione mi sono emozionata; emozioni forti che mi scollegano il cervello dal cuore.


Enrico Giacomelli, classe 2002 di Bormio (SO), iscritto allo Sci club Bormio, specialista delle discipline veloci

Come hai “preso” la notizia di essere nel gruppo osservati?
Ero abbastanza sorpreso all’inizio, mi ha fatto naturalmente molto piacere.

Cosa ne pensi del programma “osservati”?
il programma osservati è una grande opportunità per chi ne fa parte e mi sta aiutando a migliorare su vari fronti.

E di questo raduno di Formia?
Penso che questo raduno atletico a Formia sia altrettanto importante ai raduni che facciamo normalmente sugli sci, mi ha aiutato a capire gli aspetti della preparazione atletica che più mi servono per andare avanti.

Cosa ti sta interessando di più del programma finora svolto?
Io cerco di prendere il più possibile da ogni esperienza, fin’ora sia in atletica sia sugli sci ho trovato spunti interessanti che ho potuto subito applicare sul campo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto e quando ti piacerebbe realizzarlo?
Il sogno nel cassetto è quello di poter gareggiare e vincere al massimo livello nel mio sport il prima possibile.

Hai un allenatore che in particolare ha contribuito a portarti fino a dove sei arrivato oggi?
Se sono arrivato dove sono ora è grazie a due allenatori in particolare: Marco Antonioli che mi ha sempre seguito nelle categorie minori e Omar Anzi che da sempre mi segue nella preparazione atletica e che da due anni mi segue anche sugli sci.

Hai subito qualche incidente?
🤘Mai avuto incidenti gravi, qualche piccolo infortunio alle spalle che però fortunatamente non mi ha compromesso.

Hai ottenuto vittorie o titoli che ti hanno particolarmente emozionato
Le gare migliori le ho avute quest’anno a Bardonecchia dove ho vinto sia la discesa che il superG aspiranti del circuito GPI Aspiranti under 18.

Ora due parole con Andrea Gabella per scoprire quante cose fa un tecnico poliedrico, o meglio, tuttofare!

Andrea Gabella di Sirmione sul Lago di Garda, ma vive a Cavedago sull’altopiano della Paganella in provincia di Trento. Da 3 anni fa parte dello staff della Squadra Junior Femminile di sci alpino come allenatore e preparatore atletico.

Quale programma stai seguendo per questi ragazzi?
Le prime 2 giornate sono state dedicate a una serie di test e misurazioni alle quali seguiranno giornate dedicate a laboratori di allenamento con tematiche ed ambiti differenti.

All’interno dei quali mi occupo, assieme al mio collega della C e B discipline tecniche Luca Rosi, del laboratorio dedicato all’apprendimento e sviluppo delle abilità. Andando a lavorare sulle capacità coordinative e alla ricerca di quei transfer motori che possono tornare utili alla pratica dello sci alpino.

Proprio durante le due giornate di test, mi sono occupato del test FMS (functional movement screen). È composto da 7 prove di movimenti fondamentali basati su principi propriocettivi. Ecapacità cinestetiche che richiedono un equilibrio tra mobilità e stabilità, incluso il controllo neuromuscolare.

I principali scopi dell’FMS sono il valutare e quantificare la qualità del movimento attraverso la valutazione della mobilità, stabilità e flessibilità. Attribuendo un punteggio che va da 0 a 3 dove lo 0 equivale la comparsa di dolore all’esecuzione del movimento richiesto. 1 all’incapacità di eseguirlo. 2 quando si presentano comportamenti di compensazione. Infine 3 quando io movimento è eseguito correttamente.

Inoltre è possibile riscontrare la presenza di disfunzioni o dolori durante l’esecuzione di un determinato movimento, eventuali asimmetrie ed infine per prevenire infortuni ed avere un movimento più efficiente.

Le prove possono essere raggruppate in 3 categorie:

Test di funzionalità globale (deep squat, hurdle step ed in-line lunge). Nell’esercizio di squat viene valutata la mobilità di spalle, schiena, anche, ginocchia e caviglie e la stabilita di schiena e spalle.

Per quanto riguarda invece il secondo esercizio i parametri presi in considerazione sono la mobilità di anche, ginocchia e caviglie e la stabilità di fianchi e del core per arrivare infine al terzo test, l’affondo, che valuterà invece la mobilità e stabilità del tronco, spalla, anca e caviglia e la stabilità del ginocchio.

Test di mobilità: shoulder stability e leg straight leg raise). In questo secondo gruppo si verificherà la mobilità di spalle, scapole per quanto riguarda il primo esercizio di reaching, mentre nel secondo esercizio la flessibilità degli ischiocrurali.

Test di stabilità ( trunk stability push up e rotary stability) del core.

Ho già partecipato a 2 edizioni di questo Stage, ed i feedback sono assolutamente positivi per moltissimi fattori. Augurando a tutte le atlete ed atleti di far parte molto presto della Nazionale, in queste occasioni abbiamo modo di conoscerli ed instaurare un rapporto lavorativo che va oltre la vita in sci club o comitato. Edi conoscere le loro abitudini in termini di preparazione atletica e soprattutto confrontarci.

Memore dell’esperienza dell’anno scorso durante la quale il ragazzi hanno risposto con assoluto entusiasmo e professionalità alle attività proposte, sono sicuro che quest’anno sarà lo stesso. Colgo l’occasione per ringraziarli e augurar loro un grosso in bocca al lupo per la nuova stagione agonistica.

About the author

Walter Stacco

Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia