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Petra Vlhova si affida alla “scienza” di OrtholabSport

Le vittorie in Coppa del Mondo sono fatte anche di tanti piccoli grandi particolari ed è per questo che Petra Vlhova si affida alla scienza di OrtholabSport. Il team della fuoriclasse slovacca si è infatti rivolto al piccolo laboratorio sui navigli milanesi, nato nel 2006, per ottenere protezioni personalizzate.

Come sappiamo, le protezioni dei moderni sciatori richiamano le armature dei medievali cavalieri . E ne approfittiamo per parlarvene seguendo la regola cavalleresca che suggerisce di iniziare da una giovane donzella….

Dicevamo in apertura che anche i centesimi assumono un’importanza vitale nell’ambito della classifica. Anche ogni particolare, seppur piccolo, può contribuire al miglioramento della prestazione agonistica. E questo abbraccia atleti di qualsiasi livello, perché in agonismo la cura dei dettagli diventa fondamentale.

Se poi questi dettagli riguardano la sicurezza dell’atleta a breve, medio e lungo termine ancor di più, è importante concentrarsi sui dettagli.

L’attenzione ormai è un fattore comune a tutte le componenti del risultato,. Inoltre, l’attuale situazione ci pone estremamente attenti su sicurezza e prevenzione.

Abbiamo parlato delle varie tipologie di protezione che appartengo al “bagaglio” in ogni sciatore e sciatrice agonista e di come queste protezioni siano utili ed indispensabili.

Utili nel momento in cui l’azione tecnica porta al contatto con elementi direzionali (pali) o del percorso (la neve/ghiaccio in primo luogo) .  Indispensabili nel momento in cui la protezione salvaguardia la salute dell’atleta.

Un impatto traumatico in itinere, quindi mentre si sta effettuando il percorso in gara e ancor più nelle molte prove  di allenamento, comporta un istantaneo momento di disattenzione che può provocare quell’attimo di ritardo che comporta :

1.      Un successivo errore tecnico.
2.      Relativo ritardo nella esecuzione e/o percorrenza del percorso.
3.     Un danno fisico all’atleta con tutti gli annessi e connessi del caso.
4.      Questo a sua volta può compromettere le future prestazioni, sia in termini di salute che di gap psicologico legato al trauma subito.

Da aggiungere anche che qualsiasi intervento terapeutico, al giorno d’oggi, non è poi cosi immediato e facile da eseguire. Quindi massima attenzione a ciò!

Nelle “alte sfere” della performance sciistica, significa ricorrere a tecnologie e operatori specializzati nella creazione di adeguate misure di sicurezza. Che, come nel caso di Petra Vhlova, vedono l’utilizzo di dispositivi di protezione innovativi e costruiti su misura (arm e shin guard) e con certificazione internazionale (mascherina protettiva) .

In esclusiva, abbiamo la cronaca fotografica di quanto l’atleta slovacca stia facendo per prepararsi nel miglior modo possibile ai prossimi appuntamenti di Coppa. Con l’ausilio tecnico e tecnologico di una azienda italiana, specializzata nella produzione di supporti e dispositivi di protezione e prevenzione per atleti di ogni disciplina sportiva.

Il massimo per chi non lascia niente al caso e dove la costruzione di un esoscheletro protettivo deve essere, oltre che supporto preventivo e difensivo, anche una vera e seconda pelle con un livello di vestibilità assoluto.

Tutto ciò per non perdere – bensì guadagnare –  quei preziosi pochi centesimi di secondo, che allo stato attuale dello sci alpino, significano importanti posizioni di classifica.

La Corazza di PETRA VLHOVA
Nelle immagini si vede l’opera di costruzione delle protezione che utilizzerà la campionessa slovacca nella prossima edizione della Coppa del Mondo. Così come il plantare inserito all’interno della scarpone (e non solo), costruito attraverso attente valutazioni e analisi di laboratorio, per migliorare la stabilità e propriocezione dell’atleta.

Inoltre c’è anche la mascherina sviluppata seguendo tutte le direttive e normative di prevenzione epidemiologica, nell’ambito dei dispositivi di protezione sanitaria.

Péer entrare di più nel merito, abbiamo intervistato lo Staff della factory italiana in prima linea nello studio, ricerca ed esecuzione high-tech dell’armatura del futuro per lo sci alpino.

Quando è nata, come si è sviluppata, chi tira le file, che servizi fa Ortholab Sport ?

Ortholabspor è nato come piccolo laboratorio sui Navigli milanesi nel 2006. Frutto della passione di Stefano Duchini, tecnico ortopedico con esperienza trentennale. Col tempo, l’esperienza e l’indubbio talento, è avvenuta una radicale trasformazione. E oggi è un centro di alta consulenza e produzione di supporti ortopedici per atleti di tutto il mondo.

Nel corso di questi anni Ortholabsport è diventato sempre più un centro polifunzionale di valutazione sportiva. Ll’offerta per il cliente si amplia costantemente di servizi e prodotti, in primis per il mondo dello sport con tutte le sue diverse discipline.

Il “core business” di Ortholabsport è composto essenzialmente dai plantari personalizzati, che l’azienda sviluppa e produce in svariate tipologie (oltre 20!).
Altro prodotto d’orgoglio sono i tutori e le protezioni per lo sport, che rappresentano l’eccellenza dell’azienda. Parastinchi, mascherine per il

Oggi Ortholabsport è composto da quattro corner di valutazione avanzata per singole discipline sportive. Con sale di valutazione dedicate (Running Lab, Cycling Lab). E un laboratorio specializzato dove vengono ideati e realizzati i prodotti.

È qui che nascono i prodotti Ortholabsport, risultato di un mix vincente di artigianalità e innovazione tecnologica. Prodotti unici e personalizzati, con uno studio costante delle soluzioni più innovative con materiali sempre più leggeri e performanti.

Infine, un negozio, con vetrina su strada, adibito al ritiro dei prodotti ed alla vendita al dettaglio di ausili ortopedici sportivi, scarpe e articoli sportivi dei marchi selezionati privilegiando aziende attente alla ricerca ed alla sperimentazione.

Com’è nato il primo contatto con il team Vhlova?
Il contatto è avvenuto tramite il su allenatore, Livio Magoni. Inizialmente ci ha chiesto di realizzare un set di plantari per la campionessa slovacca, indicandoci precisamente le esigenze dell’atleta.

Per lei abbiamo prodotto, oltre alle solette in fibra di carbonio modellate su misura per gli scarponi da gara e da allenamento, anche plantari post-sport. Frutto della nostra esperienza maturata nello sci e di grande aiuto per un veloce recupero fisico e muscolare.

Com’è nata l’idea del parastinchi?
Da sempre ascoltiamo le esigenze dei campioni ed elaboriamo le relative soluzioni sperimentando nuove tecnologie. E modificando, all’occorrenza, il progetto per adattarlo, proprio come un abito su misura, alle svariate tipologie fisiche e strutturali degli atleti.

Per i top player, pochi decimi di millimetro di differenza in un nostro prodotto, possono significare un incremento, anche minimo, delle performances.

E quando si lavora sui centesimi di secondo è facile intuire che tutto è estremamente importante.
Nel caso dei parastinchi per lo slalom il momento dell’impatto con il palo è di fondamentale importanza. È quindi necessario garantire una risposta costante e identica e, ovviamente, la completa protezione per gli arti coinvolti.

È un servizio che avete dedicato in esclusiva a Petra o è alla mercé di chiunque?
Lo studio sui parastinchi è nato da una precisa richiesta del Team Vlhova. Però abbiamo realizzato ausili simili per tanti altri atleti, italiani e stranieri.
Vale la pena ricordare che da oltre 10 anni siamo partner FISI e sviluppiamo per gli Azzurri molti tutori post-infortunio, necessari per permettere il ritorno in pista nel più breve tempo possibile.

Recentemente abbiamo realizzato, in tempi record, una protezione per Sofia Goggia, infortunata, che le ha consentito di partecipare ad una gara a Sochi in febbraio, ed arrivare

Cos’ha di diverso rispetto a un parastinchi tradizionale?
Prima di tutto parliamo di un prodotto concepito e realizzato su misura. Si parte da un calco di gesso delle gambe in posizione da gara. Sul positivo in gesso viene stratificata la fibra di carbonio, unitamente ad altre fibre aramidiche, posizionando le nervature di rinforzo.

Il prodotto grezzo viene completato con un’imbottitura in diversi materiali “shock-absorbing” e poi rifinito con il posizionamento delle grafiche approvate da Petra in persona.

Vhlova utilizza altre protezioni fatte da voi?
Oltre a plantari e parastinchi abbiamo lavorato alle protezioni degli avambracci costruiti con le medesime tecnologie.

Quante ore lavorative sono servite per realizzarli?
Quando lavoriamo per i top athletes non guardiamo mai l’orologio! Immaginate che per i calchi in gesso della Vhlova, i nostri tecnici ad agosto hanno fatto un viaggetto in Lituania. Dove Petra, con il suo team, stava perfezionando la tecnica sulla pista dell’impianto al coperto (Snow Arena Druskininkai).

La risposta dopo il primo utilizzo è stata subito positiva?
Lavorare con un’atleta top come Vhlova significa ricevere continui feedback sull’assetto. E informazioni precise riguardo il comfort e la performance. Per noi questi dati sono preziosissimi per la crescita del nostro progetto. Ci consentono inoltre, di integrare il risultato della ricerca anche nei prodotti destinati ad atleti di fasce minori.

Quanti prototipi avete realizzato prima di trovare quello giusto?
Abbiamo appena consegnato il terzo set, che comprende tutte le modifiche richieste dopo il primo periodo di utilizzo in allenamento.

Ski World Cup 2019-2020 , Night Slalom Flachau (AUT) 14/01/2020Livio Magoni (ITA) Photo: Gio Auletta / Pentaphoto

Quali sono i vantaggi di un parastinchi così personalizzato?
Come dicevo prima, per un’atleta di questo livello ogni centesimo guadagnato è importante. Quindi anche Ortholabsport, nel suo piccolo, partecipa al lavoro di squadra nella costruzione del campione.

Non è ben chiaro come si chiama il parastinchi. Ortholabsport?
Per la linea di protezioni abbiamo registrato un nuovo marchio: Bugs. Una parola inglese che ci ricorda insetti come lo scarabeo, che è in natura quello munito della corazza più resistente.

Ci siamo quindi ispirati alla natura per concepire delle protezioni estremamente sicure per gli atleti ma che, al contempo, conservassero una vestibilità e un comfort estremi.

Abbiamo deciso quindi di proporre una nuova linea di protezioni per lo sci. Ma anche per altri sport, prodotta sempre con materiali altamente tecnologici, in una vasta gamma di taglie per la massima adattabilità.
Una produzione di serie, dunque, costruita con cura artigianale e frutto della nostra consolidata esperienza nell’ambito delle protezioni sportive.

L’esperienza di lavorare con un atleta di questo livello… Tanta roba?
È sempre bello collaborare con atleti di alto valore sportivo. Con Petra abbiamo incontrato anche una bellissima persona che apprezza il lavoro. E che partecipa attivamente al nostro progetto in compagnia di tutto il suo team, che lei stessa ha selezionato. I frutti della sua serietà professionale e del suo impegno sono evidenti!

About the author

Walter Stacco

Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia