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Reunion a Limone Piemonte dove nacque la Valanga Rosa

Giornatona oggi a Limone Piemonte dove è andata in scena una vera e propria Reunion della Valanga Rosa che qui nacque alla fine degli anni ’70. E voluta anche per celebrare i 40 anni della prima gara di Coppa del Mondo organizzata nella RiservaBianca.

Così, eccola qui, la Valanga Rosa 40 anni dopo, con Claudia Giordani, Daniela Zini, Maria Rosa Quario, Wilma Gatta, Wanda Bieler e Piera Macchi di nuovo assieme al loro “Steu” Stefano Dalmasso. Tutte allo chalet Morel, recentemente rimesso a nuovo, in cima allo stadio dello slalom Armand.

La Valanga Rosa nacque alla fine degli Anni ’70 sotto la guida di Claudia Giordani. E proprio sulle nevi di Limone Piemonte, si formarono le radici, perché qui viveva il capo responsabile tecnico delle donne, Stefano Dalmasso.

Ebbene, Steu riuscì a trasformare un gruppo di giovincelle ancora avare di risultati in uno squadrone protagonista delle classifiche di Coppa del Mondo nelle discipline tecniche, quindi slalom e gigante. Steu non era da solo. A contribuire fortemente all’esplosione della Valanga Rosa ci furono anche i due skimen, prima Cocco Giovanni Collodet e poi Carlo Fiandrino. Anche loro oggi presenti.

Nel dicembre 1979 Limone Piemonte ospitò la sua prima gara di Coppa del Mondo, un gigante vissuto come una incredibile festa dello sport. Per la Valanga Rosa era un po’ correre nel salotto di Casa. Ovviamente si trattava di una pista tecnica, ghiacciata, impegnativa, proprio come piaceva alle nostre ragazze.

Il terzo anno Limone passò dal gigante allo slalom, nello stadio Armand, sempre su pendio ghiacciato. Che nel gennaio 1984 si rivelò fantastico per noi perché si registrò la vittoria di Daniela Zini e il secondo posto di Ninna Quario.

Fino a quel momento fu la migliore prestazione dell’Italsci al femminile,  con Paola Magoni sesta. Il mese successivo Paoletta tornò da Sarajevo con l’oro olimpico conquistato in slalom.

Il ricordo di Ninna: “Per noi Limone era una seconda casa. E tutte la ricordiamo con grandissimo affetto. Incredibile come ci preparavano le piste in via esclusiva! Ai primi di novembre ci allenavamo su al Pancani, ancora oggi pista della Riservabianca.

Non so come facessero, perché stiamo parlando di 40 anni fa , ma per noi – ripeto – facevano un lavoro incredibile. Tutto era magico, cibo compreso perché ci preparavano spesso cene spettacolari . E poi il tifo di tutto il paese anche nelle trasferte lontane.

Alloggiavamo sempre nello stesso hotel, verso il Col di Tenda.  Ognuna di noi aveva praticamente la propria camera personale. Potevamo anche lasciare lì effetti personali.

Oggi qui ci siamo tutte (tranne Paola Magoni) ed è davvero un’emozione grandissima rivivere quel periodo magico. Che tutte noi ricordiamo con tantissimo affetto. Di quelli che non svaniscono mai!

Il fatto che abbiano voluto ritrovarsi ancora una volta tutte assieme, nel posto dove è nato il loro mito, la dice lunga sullo spirito di quei tempi. Un miracolo sportivo nato non soltanto dalla tecnicità che Steu ha saputo trasmettere, ma anche dal cuore.

E oggi, come 40 anni fa, non sono cambiate! per niente!

Applausi alla nuova società degli Impianti di Risalita “Lift” che ha voluto festeggiare l’inizio della nuova gestione proprio con questo evento vissuto da tantissima gente.

Da sinistra, Daniela Zini, Ninna Quario, Giovanni Collodet, Stefano Dalmasso, Carlo Fiandrino, Wilma Gatta, Wanda Bieler, Claudia Giordani e Piera Macchi

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.