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Sci agonistico, regole e responsabilità: a Rovereto il confronto sulla sicurezza

Quanto pesa una decisione presa sulla neve? Molto più di quanto racconti il semplice risultato di una gara. Dietro un atleta che parte ci sono competenze, preparazione, responsabilità e una serie di decisioni che vengono prese molto prima che il cronometro cominci a correre. È stato questo il filo del convegno “Regole federali e prassi nell’attività sciistica agonistica”, organizzato dall’Associazione Roveretana per la Giustizia e svoltosi oggi, 14 settembre, a Rovereto, nella Sala Piave di Trentino Sviluppo.

Ad aprire il pomeriggio sono stati i saluti istituzionali di Roberto Failoni, assessore della Provincia autonoma di Trento all’Artigianato, Commercio, Turismo, Foreste, Caccia e Pesca, e da Giulia Robol, sindaca di Rovereto. Si è partiti dalla presentazione del volume “Sci agonistico e responsabilità”, pubblicato da Lefebvre Giuffrè Editore e nato dal lavoro di più autori. A illustrarlo è stata la professoressa Stefania Rossi, prima che il confronto entrasse nel vivo con la tavola rotonda. Un libro dedicato agli aspetti giuridici e organizzativi dello sport agonistico, che ha fatto da punto di partenza per un confronto nel quale il tema delle responsabilità è stato osservato da prospettive diverse.

A moderare la tavola rotonda è stato l’avvocato Enrico Ballardini. Tra i relatori, Flavio Roda, presidente della FISI, Giacomo Bisconti, direttore tecnico STF e Coscuma FISI, Luigi Borgo, presidente del Collegio Nazionale dei Maestri di Sci, Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale di ITAS, e Mauro Vendruscolo, presidente di Funivia Col Margherita.

Albert Albertini, vice presidente di trentino Sviluppo

Il primo intervento, quello di Luigi Borgo, ha riportato il discorso indietro nel tempo, alla storia stessa della professione. Nel dopoguerra il maestro di sci era spesso il campione che aveva appena smesso di gareggiare e trasferiva nell’insegnamento ciò che aveva imparato sulla neve. Il migliore “in campo” diventava il modello tecnico da trasferire agli altri.

Da allora la figura del tecnico si è trasformata insieme allo sci. La preparazione è diventata più complessa e la responsabilità non può più essere affidata soltanto all’esperienza maturata sciando.

È un punto sul quale Flavio Roda è tornato con particolare forza, ricordando anche gli incidenti di Matteo Franzoso e Matilde Lorenzi. La formazione e la deontologia professionale del tecnico devono avere la sicurezza come riferimento costante. Fare il tecnico sulla neve, ha detto il presidente della FISI, significa affrontare un lavoro difficile, nel quale competenza, passione e responsabilità devono stare insieme. E le regole devono essere conosciute e applicate.

Il Presidente Fisi Flavio Roda e il direttore STF e Coscuma Giacomo Bisconti

Il discorso ha toccato direttamente anche la figura del tracciatore. Una figura che spesso, agli occhi di chi guarda una gara, rimane sullo sfondo e che invece prende decisioni molto concrete: leggere il percorso, valutarlo in relazione alle capacità degli atleti, stabilire un tracciato mantenendo sempre la massima attenzione alla sicurezza.

Il problema diventa ancora più evidente quando si parla di velocità, argomento che ha animato la diacussione. Forte il richiamo sulla necessità di considerare le omologazioni non soltanto per le gare, ma anche per gli allenamenti. La pista sulla quale un atleta prova una discesa o un superG non è una semplice palestra dove tutto è concesso in nome della preparazione. Anche lì esistono condizioni, responsabilità e regole da rispettare.

Giacomo Bisconti, direttore tecnico STF e Coscuma FISI, ha portato il discorso sulla formazione federale. Ha espresso orgoglio per il lavoro dei tecnici e per il percorso che ciascuno deve affrontare, sottolineando quanto la Federazione creda nella formazione e nella sicurezza. La FISI, nella sua definizione, vuole essere una vera “piattaforma di riferimento per tutti i tecnici sportivi”.

Mauro Vendruscolo, presidente Funivia Col Margherita

Una formazione che si intreccia con tutto ciò che accade sulla neve. Mauro Vendruscolo, presidente di Funivia Col Margherita, ha affrontato le responsabilità legate alla gestione degli impianti, sottolineando la necessità di controllare ogni singolo aspetto dell’attività, da quella turistica a quella agonistica.

Anche in questo caso la preparazione del personale diventa decisiva: competenze precise, formazione adeguata e responsabilità definite.

Vendruscolo ha toccato anche il tema delle piccole località, alle prese con un problema demografico che rende più difficile lo sviluppo dello sci. Il sostegno a queste realtà diventa quindi un elemento importante per mantenere vivo e sviluppare il movimento sciistico anche nei territori più piccoli.

Alessandro Molinari, amministratore delegato e direttore generale di ITAS, ha portato nella discussione il punto di vista assicurativo. Gli impianti devono confrontarsi con rischi sempre più articolati, compresi quelli legati agli eventi naturali e alle condizioni climatiche. Il settore assicurativo accompagna l’intero sistema, dagli impianti fino allo sciatore, con la necessità di mettere a disposizione garanzie adeguate ai diversi rischi.

Nella seconda parte della tavola rotonda il confronto si è concentrato ancora di più sull’operatività e sulle competenze dei diversi quadri che lavorano direttamente sulla pista. È la parte meno visibile dell’attività agonistica e, allo stesso tempo, quella nella quale le decisioni diventano immediatamente concrete.

Il risultato è una fotografia dello sci agonistico molto diversa da quella che appare quando si guarda soltanto il cronometro.

L’atleta vede il cancelletto, la pista e il traguardo.

Prima di quel momento sono già state prese decine di decisioni. Alcune sembrano lontane dalla gara, altre sono invisibili. Eppure finiscono tutte nello stesso punto: nei pochi minuti nei quali un atleta scende lungo una pista dando per scontato che tutto ciò che doveva essere fatto prima sia stato fatto bene.

Mauro Soini del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

Il convegno di Rovereto ha messo quindi in relazione mondi che normalmente vengono osservati separatamente: la formazione dei tecnici, le regole federali, il lavoro dei tracciatori, la gestione degli impianti, le responsabilità assicurative. Un sistema nel quale ogni competenza si lega alle altre e nel quale la sicurezza passa dalle regole, ma anche dalla capacità di applicarle nella realtà.

E alla fine rimane una considerazione piuttosto semplice: la sicurezza, nello sci, comincia molto prima del cancelletto.

All’incontro era legato anche un riconoscimento professionale concreto: per gli avvocati iscritti sono stati riconosciuti tre crediti formativi, deliberati dall’Ordine degli Avvocati di Rovereto.

About the author

Walter Stacco

Walter Stacco nato a S.Pellegrino Terme, per passione del padre G.G.F.F. mette gli sci ai piedi all’età di due anni in quel di Foppolo. Compete nei circuiti giovanili. Inizia ad interessarsi di allenamento a 16 anni come aiuto allenatore di nuoto al termine di una precoce ma soddisfacente carriera agonistica.

Conclude con Lode l’Isef all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Vince la borsa di studio del Coni - Università de L’Aquila e partecipa all’esclusivo corso biennale (postumo a quello per Maestro dello Sport) di Specializzazione in Tecnica e Pratica Sportiva presso la Scuola dello Sport Coni - Roma concludendo anch’esso con Lode e menzione dopo discussione di tesi sulla preparazione fisico-atletica.

Svolge il Servizio Militare di Leva come Allievo Agente di PS presso la Scuola Alpina di Moena, aggregato al G.S. F.F.O.O. come preparatore atletico dello Sci Alpino e Nordico.
Ottiene qualifiche come tecnico in diverse discipline sportive olimpiche, contemporaneamente si occupa di Fitness come formatore e di benessere psicofisico come Personal Trainer di personaggi famosi nelle più prestigiose Clinical Beauty Farms.

Titolare di cattedra di Scienze Motorie e Sportive ha iniziato ad insegnare e acquisire esperienza pedagogico-didattica, nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dal 1981. Docente a.c. all’Università di Pavia, dipende dal Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense. Insegna Teoria, Tecnica e Didattica della Attività Motorie e Sportive e Allenamento Funzionale alla Facoltà di Scienze Motorie.

E’ Docente di Teoria e Metodologia dell’Allenamento e Metodi di Preparazione Fisico-Atletica al Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport. Docente al Master Universitario di Iº livello in Educazione Fisica Scolastica. Svolge inoltre attività di ricerca e pubblicazione scientifica. Esperto Nazionale Coni in Preparazione Fisico-Atletica.

Già Metodologo (Sport-Scientist in lingua anglosassone) della Scuola Regionale dello Sport è anche docente nel programma Next del Coni Lombardia. Titolare di rubriche dedicate all’allenamento su prestigiose riviste di settore, allena dal 1978 atleti di alto livello in diverse discipline sportive olimpiche con particolare riguardo alla preparazione fisico-atletica.

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