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Sestriere 2029 e il sogno Mondiale

Oggi a Sestriere si è andati un poco più in profondità della candidatura di Sestriere per il sogno Mondiale 2029. Un progetto ambizioso e soprattutto non campato in aria, come si è sentito da qualche borbottio.

Che sosteneva: ma come è possibile che dopo Cortina 2021 e dopo i Giochi Milano -Cortina2026 ci diano anche i Mondiali nel 2029?

È bene chiarire subito una cosa. Le stazioni invernali di tutto il mondo non si tagliano più le vene per ospitare un Mondiale. Non c’è la fila. proprio per niente.I costi, le beghe politiche, il popolo che si ribella, etc.

In seconda battuta le regole Fis dicono che un paese può ospitare i Mondiali a distanza di almeno 8 anni dall’ultima volta. E 2029 meno 2021 fa guarda caso 8.

Certo, anche i Giochi hanno un peso ma è più un condizionamento della mente che altro. Oggi quello che conta sono i progetti e la copertura sicura dei costi che una località deve sostenere per rientrare negli standard richiesti dalla Fis.

Ci saranno altri incontri più precisi sotto questo punto di vista, ma alla conferenza stampa di oggi a Sestriere c’erano tutti, o quasi, ma non mancava nessuna istituzione.

La Regione non si è tirata indietro. La Società Impianti nemmeno. Il Comune che ha come Sindaco Gianni Poncet, manger di Torino 2006, figuriamoci. E poi c’è un tesoretto olimpico ancora a disposizione. Proprio così.

Da Torino 2006 sono avanzati dei soldi destinati alle varie località per sistemare piste e impianti. Sestriere li ha usato in piccola parte per mettere a posto la parte alta della pista Banchetta, per questioni di sicurezza.

I lavori da fare sono tanti, ma tutti necessari e soprattutto volti a migliorare le infrastrutture della stazione.

Nel progetto, ad esempio, c’è la medal plaza. Una struttura con un mega parcheggio sotterraneo, e sopra una sala conferenza che diventa anche centro direzionale per eventi di grandi dimensioni.

Poi c’è il rinnovamento di impianti di risalita e un perfezionamento della pista Banchetta per le prove veloci.

In previsione anche l’ammodernamento tecnologico della cablatura delle piste con fibre ottiche. Il tutto per favorire cronometraggi e riprese televisive. Quindi c’è la parte turistica: rifacimento di hotel esistenti e nuove strutture ricettive. E così pure per l’area commerciale e dei servizi. Insomma tanta roba.

La strada comunque è ancora molto lunga. Un’operazione utile anche per rimanere nel giro della Coppa del Mondo. La previsione di un Mondiale garantirebbe al Colle la certezza di poterla ospitare almeno un anno sì, un anno no.

Degna di nota è una considerazione. Non ci sarebbe stata alcuna necessità di proporre la candidatura per la rassegna iridata se Torino avesse detto sì alle Olimpiadi del 2026. Sappiamo però bene come sono andate le cose…

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.