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Squadra C, Giovanni Franzoni, il nuovo che avanza!

Dopo Ilaria Ghisalberti che ha aperto le presentazioni degli atleti della squadra C è la volta di Giovanni Franzoni, il nuovo che avanza, un giovane atleta senza dubbio di ottime potenzialità. Giovanni ci ha dato diverse occasioni, finora, per parlare di lui. Ha fatto notevoli progressi e al suo primo anno in Coppa Europa è riuscito già a salire sul secondo gradino del podio, nella combinata di Sella Nevea. E ora dinnanzi a sé ha i Mondiali Junior prossimi a Narvik.

Cogliamo questa occasione e prendiamo a esempio Fronzi per vedere come un giovane atleta sa districarsi con il mondo dello studio. Per questo abbiamo inviato la nostra Laura Cazzaniga allo Ski College Veneto di Falcade, dove ha intervistato Eddy Gaspari, il “tutor” scolastico della scuola.

Chi è Giovanni Franzoni?
Giovanni è un ottimo atleta, iscritto allo ski college fino all’anno scorso. E siamo davvero contenti abbia costruito qui la sua prima esperienza

Non frequenta più? Dovrebbe fare la maturità o sbaglio?
Giusto, ma l’anno scorso è stato arruolato nelle Fiamme Gialle e poi, entrato in Squadra C, quindi l’abbiamo perso. In realtà gli studi proseguono presso la Scuola Follador De Rossi di Agordo, un liceo tradizionale con cui lo ski college ha una convenzione.

Eddy Gaspari, tutor dello Ski College Veneto di Falcade

Che tipo era quando era qui caratterialmente?
Ah, un tipo molto tranquillo. Apparentemente sembra poco ansioso, ma più che altro mi sembra un ragazzo ben organizzato. Sempre sul pezzo, sia per la scuola che per lo sport. Dal punto di vista educazione e rispetto, direi 10 e lode. Ha sempre avuto un ottimo approccio con tutti quelli che hanno lavorato con lui. E credo di poter parlare anche a nome degli insegnanti

Ma a scuola come se la cavava?
Questa la so bene perché sono stato il suo tutor negli ultimi suoi anni. È un ragazzo impegnatissimo. Il fatto di andare così bene a livello agonistico credo che lo porti ad avere una mente pronta anche per affrontare lo studio, superando bene le numerose assenze obbligate per via delle gare.

Voti?
Se non ricordo male non ha mai preso un debito. Quindi, bene!

Ma non fa fatica in nessuna materia?
Di preciso non lo so, ma sono certo di una cosa, Giovanni quando studia, riesce.


Insomma, un ragazzo modello?
Ti racconto questa. L’anno scorso, verso la fine della stagione agonistica, quindi periodo caldissimo per giovani come lui, ero uscito un sabato a mezzogiorno per andare a pranzo. E lo vedo salire a piedi davanti alla scuola per andare in convitto. Mi sono alquanto stupito, perché ero convinto fosse da qualche parte a fare una gara. Gli chiedo: “Giò, ma cosa fai qui?“. La sua risposta: “Eddy, c’era brutto tempo, hanno annullato l’allenamento e avendo un paio d’ore libere sono andato ad Agordo a fammi interrogare in storia! Capisci quanto impegno e quanto dispendio di energie devono mettere questi ragazzi?

Anche perché se non sbaglio, se il rendimento scolastico non è apprezzabile, viene limitata l’attività sportiva…
Assolutamente, è una nostra regola. Il ragazzo deve andare bene nello studio e anche ottenere buoni risultati sportivi. I genitori sanno che altirmenti gli allievi vengono fermati.

E Giovanni…
Mai!

Quest’anno ha la maturità dunque
Esatto. Io l’ho lasciato alla fine del quarto anno. Ho sentito anche sua mamma e mi ha detto che hanno dovuto costruire un progrmama capillare perché quest’anno le assenze saranno senz’altro aumentate.

Quindi genitori presenti
Ho parlato con la mamma in un paio di occasioni e so per certo che lo seguono molto e sono convinti che senza studio non si va da nessuna parte.

Ma una giornata tipo qui da voi com’è?
Nel caso di Giovanni, al mattino, ovviamente va a scuola, quindi sveglia presto, bus per andare ad Agordo. Poi esce un’ora prima per andare ad allenarsi. Quindi pranzo anticipato in mensa e poi via in skiroom per cambiarsi. Pulmino, allenatore e via a sciare in pista. Alle 17 si rientra qui, merenda, doccia e un paio d’ore di studio.

Pesantuccio a lungo andare..
Considera che so per certo che Giovanni continuava poi a studiare anche dopo cena

Cosa vorresti dirgli ora?
Non sono pochi i ragazzi che fanno questa vita. Ma sono pochi quello che riescono ad arrivare a questi livelli, sia nello studio che nello sport. Giovanni è un esempio di quello che ama ottenere questa scuola. Quindi non posso che augurargli il meglio.

È anche proprio un bel giovanotto. Chissà quante gli corrono dietro…
Per carità, fammi stare lontano da queste cose. Se mi ci mettesi potrei scrivere la sceneggiatura di una soap opera! Poi Giovanni è un ragazzo tendenzialmente timido e riservato. Non è certo uno sciupafemmine. Comunque, dai, non farmi dire. Anzi, ti dico… no comment!

Vuoi lanciargli un ultimo messaggio?
Giovanni è un vero piacere vedere dove sei arrivato finora senza perdere quell’umiltà che ti ha sempre contraddistinto.

Eddy Gaspari e la nostra inviata Laura Cazzaniga, dinnanzi allo Ski College Veneto di Falcade (2 marzo 2020)

 

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.