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Stelvio Azzurro, i primi 12 giorni di Marta Rossetti

E la prima è fatta: dallo Stelvio Azzurro, la slalomista Marta Rossetti traccia un bilancio dei primi 12 giorni di allenamento. L’espressione è come quella di una bimba che ha appena sbranato un toblerone! E senza ombra di dubbio la Leonessa bresciana di Puegnago sul Garda, è entusiasta del lavoro svolto.
Dice Marta: “Abbiamo diviso i 12 giorni di lavoro tra slalom e gigante e ho apprezzato che abbiamo svolto parecchio esercizio tra le porte larghe”.

Per la ripresa dell’azione sulla neve, tanti esercizi propedeutici: “In effetti non abbiamo fatto tracciati, ma lavorato con pali nani e ciuffetti a bassa velocità”.

Anche perché il tempo non è che abbia dato una grossa mano. “Ha nevicato tanto, quindi abbiamo trovato parecchio brutto tempo, ma le condizioni di organizzazione sono state top“.

Soprattutto gli impianti: “Ovviamente nessuna coda. E ci hanno aperto quando lo chiedevamo noi grazie a una disponibilità incredibile!”

Infine i ringraziamenti: “Impossibile non farli alla Federazione per questa organizzazione impeccabile. Ma anche al Gruppo sportivo della Polizia ea  tutti i miei sponsor tecnici. Come Energiapura che mi ha fornito dispositivi di protezione certificati per proteggermi e rispettare le norme di sicurezza anti Covid19 . Torneremo sugli sci a fine mese per un’altra breve sessione”. Stelvio Azzurro Marta Rossetti

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.