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Stelvio Azzurro: Marta Bassino in attesa degli “sci lunghi”

Dallo Stelvio Azzurro arriva la voce di una Marta Bassino molto positiva e in attesa degli sci lunghi. La 24enne di Borgo San Damazzo (CN) continua a lavorare con profitto sul ghiacciaio del Passo dello Stelvio. La piemontese, quinta nella classifica finale di Coppa del mondo femminile, ad appena 20 punti dalla quarta posizione di Corinne Suter, è pronta per un’ulteriore salto di qualità.

È stato bellissimo tornare sulla neve, rivedere le compagne di squadra e avere il ghiacciaio dello Stelvio completamente a nostra disposizione – racconta -. Abbiamo avuto occasione di recuperare in parte il tempo perduto e impostare il lavoro per i prossimi mesi.

Sei podi con la mia prima vittoria in cinque differenti discipline sono un ottimo punto di partenza per la stagione che sta per nascere. Adesso lavoro per alzare l’asticella, a cominciare dalla preparazione atletica. Provare anche qualcosina di nuovo per portare avanti il mio progetto e metterlo in pratica.

I programmi di allenamento non sono ancora definiti del tutto a causa della difficoltà dovute al coronavirus. La base di partenza rimane sempre il gigante, proverò anche gli sci lunghi per migliorare su alcuni aspetti che ho ben chiari in mente.

L’obiettivo è consolidare quanto ottenuto l’anno passato e crescere ulteriormente“. Stelvio Azzurro Marta Bassino

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.