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Tesserati e arruolati, alle Fiamme Oro adesso funziona così…

Tesserati e arruolati, alle Fiamme Oro adesso funziona così…
Con l’incarico affidato a Luca Demanicor coordinatore del Centro Nazionale Sport Alpini del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, sono cambiate diverse cose.

Dopo la maturità scientifica e una laurea non ancora conquistata per pochi esami, Luca, 36 anni, oggi Assistente Capo, si è arruolato come atleta di sci di fondo. «Però non sono andato avanti molto a far gare, perché, lo ammetto, sono uno di quegli atleti che consideravano l’ingresso in Polizia come un traguardo e non solo una grande opportunità».

Luca Demanicor, coordinatore del Centro Nazionale Sport Alpini del Gruppo Sportivo Fiamme Oro

Uscito dal Gruppo Sportivo è rimasto nell’ambiente del nordico come tecnico e Skiman collaborando con aziende del settore, anche dell’abbigliamento. In quegli anni diventa istruttore di roccia, sci alpinismo oltre che di sci. «Poi Igor Cigolla e Diego Della Sega (da poco uscito) mi hanno chiesto la disponibilità di tornare per dare una mano in ufficio. Ed eccomi qua, dal momento che il presidente Montini, due anni fa, mi ha chiesto di prendere in mano il Gruppo Sportivo, ereditandolo da Cigolla, andato in pensione».

Mattia Casse

E hai cambiato diverse cose…
Strategie soprattutto, come ad esempio l’allontanamento di alcune categorie di atleti per fascia di età. Questo ha bisogno di essere spiegato. Soprattutto perché il contesto genitore-figlio, la fa da padrona e le scelte prese secondo logica non sempre vengono comprese.
Primo aspetto: ci siamo trovati in un carenza di tecnici. Così abbiamo deciso di puntare tutto su giovani atleti e giovani tecnici. Questo ha dato il via a un vero e proprio turnover che ha ringiovanito l’organico in continuo ampliamento. Non sono più di certo le Fiamme Oro del 2005 quando sono arrivato io da atleta. Eravamo in 25 arruolati, oggi arriviamo a più di settanta seppur con più discipline che si sono aggiunte.

Filippo Della Vite

Cosa intendi per Giovani?
I gruppi sportivi, uno dopo l’altro, hanno iniziato ad abbassare l’età dell’arruolamento a 17 anni, dando vita a una concorrenza sana e costruttiva. Situazione che ha creato più posti a concorso, dunque non parliamo soltanto di atleti forti, almeno qui alle Fiamme oro.

Facciamo un esempio
All’ultimo concorso è entrata Beatrice Sola, 18 anni, ottima atleta, ma anche un Maximillian Ranzi (Campione italiano Giovani in discesa) che ha due anni in più, ma c’è riuscito attraverso il concorso, con le sue gambe, senza pressioni o tesseramento preventivo.

Tommaso Sala

A proposito, come funziona il tesseramento?
Ci siano concentrati su tesseramenti mirati, dunque non vogliamo dare giacchette in giro. Beatrice Sola ad esempio, non è stata affatto tesserata con noi eppure oggi si trova qui. Dunque noi non fidelizziamo i ragazzi. Non è così determinante tesserarli da giovanissimi così intanto li tieni sotto il tuo cappello per poi facilitarne l’arruolamento se i risultati vanno bene. Confido di più nella collaborazione da intraprendere con sci club e comitati, piuttosto che vestirli con i nostri colori già a 14, 15 anni. Lo abbiamo fatto anche noi, ma credo sia meglio adottare una nuova strategia. Ad esempio dare qualche nostro tecnico alle stesse società, quale supporto.

Invece l’età massima per entrare qual è?
Puntiamo sulla fascia 20-21 piuttosto che 23-24. Una scelta forse impopolare ma se parliamo in termini di sport ad alto livello credo sia opportuno puntare di più sui giovani. Ora, noi abbiamo in mente solo lo sci alpino dove la situazione è abbastanza sotto controllo, ma nelle altre discipline i giovani mancano! Stessa situazione a livello di tecnici. Ecco, a tal proposito ritengo sia più interessante intraprendere la strada del coach, piuttosto che rimanere parcheggiati nel parco atleti, quando si è capito chiaramente che il fatidico salto nell’eccellenza non può più avvenire.

Roberta Melesi

Invitate i più “anziani” a lasciare il posto ai giovani?
Partiamo dal presupposto che qui investiamo soldi pubblici che arrivano, dunque, dai contribuenti. Capirai che dobbiamo sempre tenere alta l’asticella e dare un servizio a chi lo merita e dimostra un determinato impegno. Se mancano questi due elementi fondamentali siamo costretti ad allontanare il ragazzo. Non è cattiveria o presa di posizione, ma è accaduto seppur raramente.

Esiste un vero e proprio regolamento in proposito?
No, si tratta, come dire, di deontologia o se vuoi regole di comportamento. Ad ogni modo dalla prossima stagione cambierà tutto con l’approvazione del nuovo regolamento interno della Sezione Giovanile. Saranno i Comitati che ci forniranno i nomi da tesserare. Noi andiamo a “pescare” in un bacino frutto di un lavoro enorme, ma quasi mai valorizzato, fondamentalmente da volontari, ovvero sci club e Comitati. I corpi militari sono solo un anello della catena. Grande e importante quanto vuoi, ma senza il lavoro che fanno gli sci club non esisteremmo probabilmente nemmeno noi, almeno con questo format. Poi se noi vogliamo tesserare qualche atleta lo faremo, ma di base sarà compito dei Comitati.

Marta Rossetti e Martina Peterlini

È un netto cambio di rotta!
Non ci piace il tesseramento precoce. Appena c’è un ragazzino che vince qualche gara, scatta un’altra competizione: chi è più lesto a mettergli addosso la giacchetta. Ecco, lo ribadisco fino alla nausea, io sono contro alle giacchette date in giro in questo modo. Il tesseramento avviene solo quando si è creata una certa fidelizzazione col ragazzo. Un nostro intervento troppo anticipato non fa altro che interferire nel lavoro delle società e dei comitati.

Non scatterà poi una lotta tra Comitati?
Non possiamo certo garantire di prendere un atleta per ogni comitato. Questo no, ma sono convinto che la necessità di allargare i numeri del settore giovanile sia basilare. Noi abbiamo sempre lavorato su numeri fissi, credo sia ora, invece, di andare incontro alla domanda. Se un anno ce ne sono pochi, non è la fine del mondo.

Nadia Delago

Oggi quanti arruolati hanno le Fiamme Oro?
Quest’anno, il covid, provocando limitazioni di attività e spostamenti vari, li ha abbassati molto. Considerando tutte le discipline invernali sono 24, contro i 49 della stagione precedente. Per lo sci alpino ne abbiamo 21, 17 arruolati e 4 tesserati. Sono da poco entrati Giulia Tintorri, Sofia Vadagnini, Gian Marco Paci e Stefano Pizzato.


I giovani Gian Marco Paci e Giulia Tintorri, entrambi tesserati

Qual è il privilegio di essere tesserato per la Polizia piuttosto che per uno sci club?
Quello di vivere in una specie di centro federale dove mangi, dormi, ti alleni, vieni seguito sotto il profilo fisioterapico e medico e vivi all’interno di un ambiente dove non esiste solo la tua disciplina sportiva, per cui hai più possibilità di accrescere le tue esperienze. In pratica è quasi come fossi arruolato. La differenza è che non prendi lo stipendio. Senza contare che siamo a Moena, esci dal portone e infili gli sci!

Lo stipendio di un atleta è interessante?
Né più né meno quello di un poliziotto. Lo stipendio base è di 1.500 euro.

I più giovani capiscono l’importanza di entrare a far parte di un Gruppo Sportivo militare?
È un’arma a doppio taglio. Qualcuno lo vede come un traguardo raggiunto e questo non va bene perché gli stimoli si indeboliscono. Chi non si fa abbagliare da questo accresce un senso di appartenenza importante. Un esempio eclatante è quello di Karoline Pichler. Si è sentita molto protetta nei momenti di maggior difficoltà. La differenza è proprio questa, non sentirsi abbandonati quando le cose non girano per il verso giusto. Poi dipende sempre dal carattere della persona. Chi non apprezza l’idea di fare il professionista qui dura poco.

Karoline Pichler

L’arruolamento sportivo per concorso come funziona?
Per le Fiamme oro viene indetto un concorso speciale due volte l’anno. Lo sci alpino viene diviso in specialità tecniche e veloci. Emergono dati che disegnano la realtà del livello degli atleti. L’inverno scorso per i più giovani sono mancate le competizioni internazionali per cui questo termometro è stato un po’ ballerino. In una situazione di normalità se vedi che un atleta ha ottenuto una posizione di vertice in occasioni tipo Olimpiadi giovanili o Eyof, lo consideri. Tali dati vengono affiancati al curriculum di ognuno vidimato dalla Fisi e valutato dal nostro ufficio concorsi. Poi noi stessi possiamo anche segnalare alcuni ragazzi, ma a differenza di altri Gruppi Sportivi da noi non c’è un giudizio tecnico o un punteggio per l‘eventuale segnalazione. Quindi a Roma c’è una prima valutazione medica, una seconda seduta psico attitudinale (Minnesota) e il colloquio con lo psicologo, necessario perché, pur essendo sportivo il loro percorso, si ritroveranno comunque in mano una pistola. Mettendo insieme tutti i dati si crea una classifica.

C’è un numero limite?

No, tutto dipende da considerazioni che vengono fatte da parte del coordinamento del nostro ufficio con il Presidente delle Fiamme oro. L’organico massimo è di 400 unità tra atleti e tecnici considerando tutte le discipline olimpiche, oltre 50, sia estive che invernali. Il numero di posti a concorso, dunque, è determinato dalle cessazioni del servizio di chi decide di smettere. Sotto questo punto di vista lo sci è molto ben voluto dal nostro presidente, Dirigente Superiore Francesco Montini, primo perché ci presentiamo sempre con numeri alti, 70 di quei 400 sono nostri, secondo perché un grande appassionato di sci alpino!

Vivien Insam

Quando l’attività agonistica termina, che strada prendono i ragazzi? Rimangono o vanno via?
Negli ultimi due anni se ne sono andati via soltanto due! Quasi tutti, dunque, rimangono in Polizia, vedi Valentina Vezzali. La stessa Polizia tiene molto all’impiego degli atleti. Nello specifico, alle Fiamme oro o fai l’atleta o il tecnico. Ma per fare il tecnico occorre una particolare attitudine. Non è automatico che quando finisci di far gare diventi allenatore. La preparazione tecnica non basta, occorre una certa esperienza. Se ti capita di dover seguire uno Zuccarini uscito dalla Nazionale, non puoi metterlo in mano a un ragazzotto. Un altro esempio, Andrea Ballerin. È certamente predisposto ad allenare, ma credo sia importante che faccia un po’ di gavetta.

Come e dove la fa?
Prima di tutto frequentando tutti i corsi per maestro di sci e allenatore. Poi un anno senz’altro qui da noi, quindi al seguito delle squadre nazionali.

Filippo Della Vite e Matteo Bendotti

Gli atleti hanno molti impegni in caserma?
Ricordando che gli atleti non sono più militari, cioè non hanno più le stellette, devono comunque aggiornarsi professionalmente per l’attività di tiro, due volte all’anno, e tematiche legate alla comunicazione, gestione pratiche federali, aspetti assicurativi, ordine pubblico, tecniche operative. Tutto concentrato, per cui non un impegno gravoso. Chi è in nazionale poi, qui in caserma non viene quasi mai, ma fa riferimento ai vari distaccamenti. L’impegno fondamentale è per i nuovi arruolati, quando l’atleta viene preso in forza, ma si cerca sempre di non sovrapporsi ai programmi agonistici, considerando i calendari.


Federico Liberatore

E per chi decide di continuare a studiare?
Sono tanti i ragazzi iscritti alle università. Noi mettiamo a disposizione circa 150 ore all’anno per seguire lezioni o dare esami senza perdere giorni di servizio.

Giulio Zuccarini

Per chi vince ci sono meriti sportivi?
Certo che sì. Si chiamano ricompense. La lode e l’encomio solenne, riconoscimenti che fanno curriculum. Poi una medaglia olimpica o mondiale, una Coppa del mondo prevede anche un passaggio di grado, dunque la carriera sportiva può aiutare a salire la scala gerarchica.

Posso fare una domanda scomoda?
Sono quelle che preferisco


Gian Maria Illariuzzi

I corpi militari influenzano le scelte per l’ingresso nelle squadre?
Confido in un ambiente sano e auspico che questo, se mai è avvenuto negli anni, possa sparire. A volte alcuni criteri di valutazione non vengono applicati. Capita che gli atleti mi riportino situazioni un po’ al limite. Una mancata convocazione può far scattare una specie di nevrosi per cui ci deve essere per forza del male sotto. Personalmente preferisco pensare che non sia così, confidando nella piena serietà dei tecnici. Sarò sempre il primo a battermi perché queste cose non avvengano. Sinceramente, prove tangibili in mano non ne ho mai avute. Rimane poi un fatto, le persone hanno un passato che rimane dentro e simpatie che possono condizionare.


Marco Abbruzzese

Il centro di Moena quanti atleti può ospitare?
Attualmente l’offerta è di 60 posti letto, numero che può aumentare in casi di emergenza o calamità. Il Centro Addestramento Alpino, dipende direttamente da Roma dall’ufficio Coordinamento Attività Gruppi Sportivi. Le altre attività sono invece dirette dal Primo Dirigente della Polizia di Stato, Dott. Stefano Valeri, che è anche vice Presidente Vicario del Gruppo Sportivo Fiamme oro. Il soccorso in pista invece, dipende dalla Questura. Collaboriamo ma sono due settori nettamente divisi.

Pietro Canzio

Potete contare su apparecchiature all’avanguardia?
Stiamo cambiando l’intero parco macchine. La palestra è super attrezzata e anche molto sfruttata da tanti Azzurri che si trovano nei dintorni ad allenarsi. Stiamo anche lavorando per creare uno spazio all’esterno, stile calcistico.

Beatrice Sala e Maximilian Ranzi, sono stati arruolati pochi mesi fa

Gestite direttamente anche le attrezzature tecniche?
Altroché, abbiamo la bellezza di 11 ditte che ci supportano. Non finirò mai di sottolineare il grande lavoro che fa Michel Davare nello sci alpino, mentre io mi dedico a tutte le altre discipline. Selezioniamo i materiali e per questo c’è una nuova figura, Dino Vanzetta. Dall’anno scorso siamo partner di Trentino Sviluppo in ambito tecnologia e per la partecipazione di eventi.


La fassana Sofia Vadagnini (campionessa italiana Aspiranti in superG) e il veneto Stefano Pizzato, entrambi tesserati Tesserati arruolati Fiamme oro Tesserati arruolati Fiamme oro Tesserati arruolati Fiamme oro


La squadra dello sci alpino

DE MANINCOR Luca Coordinatore di settore
ALLENATORI COSTA Enrico, DAVARE Michel e BALLERIN Andrea


ATLETI ARRUOLATI ABBRUZZESE Marco, BENDOTTI Matteo, CANZIO Pietro, CASSE Mattia, DELAGO Nadia, DELLAVITE Filippo, ILLARIUZZI Gian Maria, INSAM Vivien, LIBERATORE Federico, MELESI Roberta, PETERLINI Martina, PICHLER Karoline, ROSSETTI Marta, RANZI Maximillian, SALA Tommaso, SOLA Beatrice, ZUCCARINI Giulio


ATLETI TESSERATI TINTORRI Giulia, PACI Gian Marco, PIZZATO Stefano, VADAGNINI Sofia


Le altre discipline

FONDO ARRUOLATI PELLEGRINO Federico, NOECKLER Dietmar, ARMELLINI Mattia, COMARELLA Anna, DAPRA’ Simone, FERRARI Matteo, TICCO’ Giovanni
FONDO TESSERATI BALMETTI Mauro, FISMONDI Maria, HELLWEGER Michael, HUTTER Sara, LAURENT Nadine, SERAFINI Alex, VARESCO Giacomo


BIATHLON ARRUOLATI SANFILIPPO Federica, CAPPELLARI Daniele, BARALE Marco, BETEMPS Nicolò
BIATHLON TESSERATI, CARPELLA Fabiana, DAZIANO Thomas, ZENI Elia


SALTO E COMBINATA NORDICA ARRUOLATI
INSAM Alex, COSTA Samuel, KOSTNER Aaron, SIEFF Annika


BOB ARRUOLATI: Bilotti Lorenzo


PATTINAGGIO PISTA LUNGA ARRUOLATI: BOSA David, TUMOLERO Nicola, BETTI Francesco, BONAZZA Noemi, PEERI Laura
PATTINAGGIO PISTA LUNGA TESSERATI: PERGHER Serena. ROSANELLI Nicky


SHORT TRACK ARRUOLATI: DOTTI Tommnaso, SIGHEL Arianna, BOTTER GOMEZ  Nicole, CONFORTOLA Elisa, IORRIATTI Gloria, NADALINI Thomas
SHORT TRACK TESSERATI: Filippi Katia


PATTINAGGIO DI FIGURA ARRUOLATI: DELLAMONICA Nicole, GUARISE Matteo, FRANGIPANI Gabriele, GRASSL Daniel
PATTINAGGIO DI FIGURA TESSERATI: BARISON Tommaso, GUTMANN Lara Naki, PIREDDA Marina, TORNAGHI Alessia


CURLING TESSERATI: CASAGRANDE Daniele, COSTANTINI Stefania, PIFFER Simone, RETORNAZ Joel Thierry e RAMNEI Angela


 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.