Venerdì alla Sosat il comitato provinciale incontra l’Associazione Antropologica Trentina: Guadagnini e il dottor Martini spiegano la derapata di Simoncelli e Blardone e la tiger line d’oro di Sofia Goggia
Gli antropologi studiano l’uomo, le sue abitudini e i suoi riti. Domani, venerdì 16 ottobre, nella sala della Sosat di Trento, osserveranno da vicino una specie molto particolare: quella che misura la vita in centesimi di secondo. L’Associazione Antropologica Trentina ospita il Comitato Trentino della FISI per una serata intitolata “Sul filo dei centesimi”, un viaggio dentro lo sci di vertice raccontato da chi lo vive dall’interno.
Ad aprire sarà il presidente del Comitato Mauro Bonvecchio, con la carta d’identità della Federsci provinciale: 88 sci club, circa novemila tesserati e un movimento che dai pali snodati dei bambini arriva fino ai cancelletti di Coppa del Mondo. Bonvecchio illustrerà finalità e obiettivi del comitato, poi passerà la parola a uno dei suoi ambasciatori.
Matteo Guadagnini, tecnico della Val di Fiemme, ha accompagnato i suoi atleti azzurri a due medaglie olimpiche e quattro iridate. Al suo fianco siederà il dottor Giorgio Martini, che leggerà lo sci alpino con gli occhi della medicina e della scienza. Il suo racconto partirà dai muscoli, salirà fino alla testa e scenderà infine nel piatto, perché anche un campione si allena a tavola.
Due i casi di studio sul tavolo. Il primo riporta ai primi anni Duemila e alla “derapata” di Davide Simoncelli e Max Blardone. Per un maestro di sci è il difetto da correggere al primo giorno di corso, una sbandata del piede a valle. I due gigantisti la trasformarono in un’arma di precisione e nel 2010 formavano la squadra più forte del mondo. Il secondo caso porta a Pyeongchang 2018 e alla tiger line, la traiettoria strategica scelta come fa un predatore con la preda. Su quella linea Sofia Goggia volò verso l’oro olimpico della discesa, bruciando tutte le avversarie.
La serata alla Sosat (via Malpaga 17 -Trento – 2° Piano – H 19.30) promette di svelare cosa accade dentro quei centesimi, fra intuizioni tecniche, fisiologia e coraggio, davanti a un pubblico abituato a studiare le tribù di tutto il mondo.






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