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Venturato, Pizzato e Palamara e i test delle mie brame!

Nuova analisi di allenamento by Walter Stacco con le giovani atlete Emma Venturato e Gaia Palamara del Druscié Cortina e Lucia Pizzato (Fiamme Oro) e i loro test… delle mie brame. Tutto questo perché in questa estate viviamo quanto pensato nel periodo precedente e scopriamo come lo sci alpino affronta la nuova stagione con una maggiore volontà di ricerca e rinnovamento.

Dunque, test delle mie brame… Cos’è? una favola?

Lucia Pizzato (Polizia) e un tecnico di Move Different di PDV

Nel 1937 usciva nelle sale cinematografiche Snow White and the Seven Dwarfs, il primo grande lungometraggio di animazione creato in rodovetro, (in lingua inglese cel).

Ovvero, un particolare foglio trasparente in acetato di cellulosa sul quale il disegno dell’animatore prende forma, attraverso sequenze statiche che in successione creano movimento.

Il cartone-animato in questione è “Biancaneve e i sette nani” basato sull’omonima fiaba dei Fratelli Grimm. In tale film la strega cattiva citava spesso la ormai nota frase: “Specchio, specchio delle mie brame: chi è la più bella del reame?” . Ma che tradotta correttamente sarebbe : “Specchio, servo delle mie brame: chi è la più bella del reame?”.

Gaia Palamara durante i test

Ora cosa centra tutto questo con lo sci di alta prestazione?… a parte Snow White?

Nel 1944 sulla rivista internazionale di evidenza scientifica Acta Physiologica Scandinavica, apparve uno studio a firma O. Boje, in cui si affrontava il movimento umano non solo riferito a un risultato metabolico, ma come lo stesso fosse equamente in rapporto con le nozioni relative alla meccanica newtoniana…

Emma Venturato del Druscié si sottopone all’analisi di alcuni test che misurano la forza

In poche parole si misero le basi su un fenomeno che fino a quel momento era sfuggito. Come l’efficienza di un movimento umano potesse anche dipendere da fattori meccanici e non solo fisiologici.

Da quel momento si aprì un mondo che ci vede tutti e tutt’oggi impegnati in prima linea per scoprire le dinamiche che portano al movimento perfetto. O per lo meno, più performante.

Tutto ciò trasuda anche in questa estate nel mondo dello sci alpino. Che ha visto, nel periodo di lockdown, un momento di intensa riflessione e confronto tra le varie componenti professionali che si occupano di sci ad alta prestazione. E che sfocia in questi giorni in una nuova volontà di confronto e ricerca.

I tecnici di Move Different spiegano a Mauro Baldo e alle atlete i test che saranno realizzati

Si è parlato di ricerca di miglioramento della sciata agonistica attraverso il gesto tecnico gestito dalla didattica, dell’importanza della preparazione atletico-fisica anche attraverso dinamiche coordinative e non solo condizionali.

Si è parlato di funzionalità del gesto e ricerca dello stesso, quindi di moderni sistemi per identificare, negli schemi posturali di base, le probabili origini di errori tecnici. Poi si è parlato di crescita giovanile e di quanto il “pianeta Children” sia ormai l’anticamera – forse troppo esasperata-  delle Nazionali (?).

SciareMag era ed è in prima linea e molti hanno rivisto le nostre pillole video in cui, per primi e attraverso i ricercatori dell’Università di Pavia e lo staff tecnico di Move Different di Vicenza, abbiamo elaborato una serie di test. In cui la variabile fondamentale ed esclusiva, era effettuare una batteria di test in ambito normale (senza scarponi) e in ambito direttamente tecnico (con scarponi).

Test tra l’altro, sappiamo e ne abbiamo prova che quanto da noi elaborato, sia in via di emulazione. Se non addirittura maldestramente clonato, in vari lidi.

Il test diventa lo specchio al quale chiedere indicazioni sulle capacità motorie dell’atleta (specialmente se in via di formazione). Come poterle sviluppare in abilità e quindi migliorare la prestazione in gara.

Inizialmente le batterie di test si basavano esclusivamente su una efficienza fisica, la forza per esempio, mentre ora, a questi indispensabili parametri di valutazione, si associano anche altre istanze, fondamentali per l’analisi e miglioramento tecnico dello sciatore.

Al Move Different di Vicenza si stanno provando da più di un anno, col nostro supporto scientifico. Test che poi verranno trasferiti a tutti i centri che possiedono strumenti e dispositivi atti a “scoprire” segrete dinamiche. Quelle che contraddistinguono il gesto e ne scoprono le peculiarità.

Agire sugli appoggi, differenziando gli stessi tra mono e bipodalici. Vedere come i risultati del test cambiano tra senza scarponi e calzando gli stessi, favoriscono il tecnico nel capire del perché si commettono con costanza alcuni errori. Oppure migliorare il gesto.

In questo contesto, valutare la gestione dell’equilibrio, come lo stesso muta tra indossare o no gli scarponi, denota quanto lo scarpone può essere e se è utilizzato come supporto o strumento dinamico delle forze.

Nel primo caso si ha “solo un mero utilizzo dello stesso”. Nel secondo lo scarpone diviene mezzo per il trasferimento volontario e dinamico delle forze impresse dallo sciatore. E di conseguenza, come lo stesso, ne sfrutta le potenzialità sulla “piattaforma sci”.

Oppure scoprire il perché strutturale del soggetto che impone il trasferimento non omogeneo delle forze. Differenziando le caratteristiche tecniche che portano a eseguire una direzione curva in modo migliore o peggiore rispetto all’altra.

Lo “specchio/test” delle mie brame può anche essere utile per scoprire come e con quali peculiarità lo sciatore gestisce la centralità. Sia sul piano frontale che sagittale e pure gli interventi di rotazione sull’asse sagittale e trasversale, così importanti nelle sciate agonistiche.

In queste poche righe appare chiaro quanto, anche nello sci ci sia trasformazione ed evoluzione nella ricerca di valori che esprimano potenzialità e peculiarità degli atleti. Specialmente se talenti di giovane età.

Continua in questo modo quanto nel 1944 O. Boje scopri con il suo “nuovo modo” di vedere ed interpretare i test.

Nel nostro caso, con lo Sci Club Drusciè di Cortina abbiamo rivisto Ludovica Loda ed Emma Venturato con le quali iniziò il percorso più di un anno fa. E con le quali si sono condivise le valutazioni nel tempo.

A loro, Mauro Baldo ha affiancato le giovani “osservate” Lucia Pizzato e Gaia Palamara. Entrambe saranno presenti anche al raduno di Formia dal 27 luglio al 5 agosto. E tutto il “Pink Youth Team” del Drusciè come da “servizio” fotografico.


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About the author

Walter Stacco

Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia