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Verena Stuffer (Carabinieri), rappresentante atleti in Fis, si propone anche per “Casa Fisi”

Verena Stuffer (Carabinieri), responsabile atleti in Fis, si propone anche per “Casa Fisi”
15 anni di Coppa del Mondo (2003-2018) con dieci top ten raccolte tra discesa e superG, specialità dove ha mancato il podio per soli 7 centesimi a Cortina nel 2014. Tre partecipazioni ai Mondiali, una alle olimpiadi (11°a Sochi). Due successi in Coppa Europa e tre titoli italiani. Velocista pura, naturalmente gardenese, ma in tutta la sua carriera di atleta è stata anche abile a slalomeggiare tra una lunga serie di infortuni. Nel 2018 ha annunciato il suo ritiro con un’ultima frase: “Il futuro? Vorrei dare una mano allo sci italiano“.

Ecco, questa è Verena Stuffer, classe 84 in forze all’Arma dei Carabinieri. Non si è ricordata tutta d’un colpo dopo 4 anni di quella dichiarazione. Il fatto è che è andata ben oltre, diventando rappresentante atleti per la Fis appena nel 2019: “Tra poco ci saranno le nuove nomine e spero di essere confermata anche per il prossimo quadriennio. Avverrà in occasione dei Mondiali di Courchevel/Meribel 2023. Comunque, gli sci non li ho per niente appesi, le mie belle curve continuo a farle!”.

Non contenta, Verena si è candidata come consigliere atleta per le imminenti elezioni Fisi.

Della serie la Fis non mi basta, vorrei di più?
Questo in ogni caso a prescindere dalla Fis o la Fisi, perché lo spirito che ti regala lo sport è proprio questo, mai sedersi, mai accontentarsi. Riguardo alla domanda stretta, i due ruoli possono assomigliarsi ma non credo siano proprio la stessa cosa. In verità lo presumo, perché non ho un’idea chiara di come si articoli tale ruolo in casa nostra. L’esperienza maturata in ambito internazionale credo possa comunque rivelarsi utile alla Fisi.

Cosa ti ha insegnato finora l’impegno in Fis?
Innanzitutto ho scoperto come funziona la macchina… Da atleta certe cose non le vedi e non le immagini nemmeno, diciamo pure che non ti interessano e non hai il tempo per metterci il naso. In questi 4 anni sono entrata in contatto con una realtà molto interessante perché mi sono ritrovata proprio in mezzo tra gli atleti e l’apparato Fis..

Riporti a chi di dovere le lamentele degli atleti?
Lamentele ma soprattutto proposte. Si tratta di richiesta di informazioni specifiche. Negli ultimi due anni si è concentrato molto sul covid. Poi arrivano indicazioni per migliorare situazioni riscontrate nelle località di gara o nel calendario. Si parla spesso anche di premi! Laddove, il tuo allenatore non può aiutarti perché non ne ha competenza o facoltà, puoi entrare in contatto con me per avere risposte. Ecco, sicuramente questo è uno degli aspetti che mi interesserebbe prendere a cuore anche in Fisi. Non mi risulta che oggi funzioni così. Magari per lo sci alpino sì, in qualche caso, ma gli atleti delle discipline di minor interesse ho l’impressione che debbano cavarsela un po’ da soli.

L’allegria e la positività è una delle prerogative caratteriali di Serena!

Aspetti che arrivi una mail o un messaggio o li contatti anche tu direttamente?
Funziona in entrambe le direzioni. La Fis ci tiene molto a sentire il parere degli atleti. Per questo, quando necessario, invio dei questionari a tutti. Da lì emergono situazioni varie da me filtrate e poi valutate nelle varie Commissioni per poi passare al Consiglio. Molti cambiamenti di regolamenti e calendari sono determinati proprio da queste necessità. E funziona perché c’è molta partecipazione, in aumento stagione dopo stagione. Segnale evidente che la direzione presa è quella giusta.

Ti porta via molto tempo?
Non è il tempo a determinare il lavoro da svolgere, ma la qualità e la passione che ci metti. Un’atleta mi può contattare in qualsiasi momento per cui, diciamo che il filo diretto è costantemente aperto. Esiste anche un rapporto umano quindi non si può circoscrivere tale attività in un orario da ufficio. Poi dipende fin dove ti senti di spingerti. Puoi scegliere, ad esempio, di partecipare, durante ai meeting Fis, a diversi gruppi di lavoro, come per esempio quello dedicato agli infortuni. Di base poi ogni cosa si risolve digitalmente con riunioni e confronti online.

L’abbraccio coi tifosi (Cortina 2017)

Insomma, vorresti accadesse la stessa cosa in Fisi…
Dire “vorrei” è eccessivo, diciamo semplicemente che mi piacerebbe avere un ruolo per essere vicina agli atleti di casa nostra. Dal campo arrivano sempre le informazioni giuste per contribuire a migliorare il sistema, considerando però che non esiste soltanto la Coppa del Mondo, dove l’attenzione è sempre massima. È chiaro che, per questo genere di comunicazione, bisognerebbe creare una maggiore interazione nell’intera filiera: sci club, comitati, corpi sportivi, squadre nazionali.

E la scuola…
Altro grande tema troppo spesso sottovalutato. Chi fa sport deve anche poter studiare e viceversa. E ho l’impressione che più il tempo passa più la problematica aumenti, perché la morfologia sociale si modifica anno dopo anno. Io la prima superiore l’ho fatta nella scuola sportiva a Malles, ma gli altri quattro in un normalissimo Istituto Tecnico a Ortisei, riuscendo a gestire bene studio e attività sportiva. Probabilmente oggi incontrerei difficoltà se non frequentassi anch’io l’Istituto Tecnico “Raetia” con indirizzo “Sport”, dove Lidia Bernardi ha costruito un sistema fantastico. So che si candida anche lei (consigliere laica) e credo che la sua presenza nel consiglio potrebbe rivelarsi strategica ed estremamente utile. Poi il tema è effettivamente gigantesco che dovrebbe partire addirittura dalle elementari. Ma qui mi fermo perché è necessaria una competenza assoluta per potere esprimere opinioni e soluzioni.

Verena Stuffer a Bormio nel 2008

La tua è una candidatura nativa o te l’hanno chiesto?
È totalmente una mia iniziativa, poi chiaramente chi mi è vicino non si è risparmiato per sostenermi e spronarmi a prendere la decisione definitiva. Cosa vuoi, il nostro ambiente non è così grande, il mio impegno in Fis è noto a tutti per cui con l’avvicinarsi delle elezioni è stato anche abbastanza normale affrontare il discorso. Non ti ho detto, faccio anche parte della Commissione Atleti di Milano-Cortina 2026. Lì sì, mi hanno chiesto!

Questo interesse per le problematiche degli atleti l’hai sempre avuta a cuore anche quando correvi?
Per niente, non ci avevo proprio mai pensato. Sai chi me lo ha proposto? Dada Merighetti. Quel posto ce l’aveva lei, ma non poteva più portarlo avanti. Non ci ho pensato su troppo e mi ci sono buttata dentro senza sapere bene a cosa andassi incontro. Sai che l’intuito è una prerogativa femminile!

Verena oggi: è sempre uguale!

Il lavoro al centro sportivo Carabinieri, la Fis, Milano-Cortina, forse la Fisi, ma come fai a seguire tutto?
Sono una gardenese! Scherzi a parte, sono attività compatibili altrimenti non mi ci metterei nemmeno. Il mio comandante Davide Carrara è stato il primo forse a dirmi di provarci, anche perché al Centro Sportivo non si parla soltanto di allenamenti e gare. La cultura dello sport e delle diverse discipline è sempre in primo piano e questo tipo di attività ne fa parte.Verena Stuffer (Carabinieri) rappresentante Verena Stuffer (Carabinieri) rappresentante

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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