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Wildspitzbahn Pitztal, un’onda di ghiaccio

Wildspitzbahn è la nuova cabinovia a Pitztal la cui stazione di arrivo sembra onda di ghiaccio. Per la precisione la chiamano «Schneewächte», la parola in lingua tedesca per indicare la forma della cresta di neve levigata dal vento.

La«Wildspitzbahn» porta ai 3440 m della sommità dell’area sciistica su ghiacciaio più alta dell’Austria.

L’area sciistica nella conca del «Pitztal Glacier», nel Tirolo Austriaco, a poca distanza dal Brennero, offre la possibilità di sciare su neve naturale da inizio ottobre a fine maggio.

Su una ski area costituita da piste molto varie che regalano anche pendenze importanti rispetto a quanto comunemente si può avere su ghiacciaio. (E, per esperienza fatta, a differenza di altri ghiacciai si scia anche se c’è vento forte o nebbia! – ndr).

L’ascesa avviene attraverso un percorso quasi dantesco. Dalla base della montagna, nel piccolo abitato di Mandarfen, si sale con una ripida funicolare interamente in galleria.

Si chiama Gletscherexpress, sino a rivedere la luce nella pancia del ghiacciaio dove a farci da Virgilio è stato proprio il Direttore Tecnico degli impianti, Reinhold Streng.

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Il record nazionale di altezza della stazione di arrivo non è l’unica particolarità di questa spettacolare cabinovia.

La stazione di partenza, infatti, non è costruita su terreno roccioso stabile, ma su uno strato di ghiaccio e permafrost. Questo ha richiesto l’ideazione di un sistema che permette all’edificio di adeguarsi ai cambiamenti di livello dovuti alla variazione dello spessore del ghiaccio stesso.

La nuova cabinovia sostituisce un impianto rimasto in funzione dal 1988 al 2012. La capacità di questo impianto era ormai totalmente insufficiente. Ne serviva una nuova!

L’idea è stata quella di creare il Caffè Pasticceria più alto e panoramico dell’Austria dando a tutti la possibilità di accedervi senza vincoli o barriere architettoniche. (NDR: la pasticceria viene effettivamente prodotta fresca sul luogo ed è di ottima qualità).

Gli architetti della Hutter & Partner sono riusciti a inserire tutte queste funzioni in una forma morbida e flessuosa, potremmo dire una onda di ghiaccio. Suggerita dalla natura stessa del luogo appoggiando il tutto su un cucuzzolo di dimensioni appena sufficienti ad ancorare le fondazioni.

La scelta del colore del rivestimento esterno ha completato la suggestione.

Tutta la struttura è realizzata in acciaio e vetro che permette alla luce naturale di avvolgere tutti gli spazi interni. Dal bar pasticceria alle terrazze panoramiche interne ed esterne.

Se poi siete particolarmente religiosi o romantici c’è anche un piccolo spazio per le funzioni sacre che è stato già utilizzato per celebrare più di un matrimonio.

Dalla terrazza panoramica che esce a sbalzo dal fabbricato si può raggiungere uno splendido punto di osservazione a 360° da cui si possono ammirare ben 1311 diverse vette di Austria, Germania e Italia.

(c) Daniel Zangerl

Realizzare tutto ciò non è stato semplice, un paio di numeri per dare l’idea. I pannelli di rivestimento della facciata sono più di 400 singoli pezzi uno diverso dall’altro. E nel complesso, il trasporto del materiale ha richiesto più di 700 voli di diversi elicotteri.

Di particolare interesse anche il sistema di fondazioni della stazione di partenza.

Grazie infatti, al disaccoppiamento tra le fondazioni delle strutture di sostegno degli elementi meccanici e quelle delle sovrastrutture murarie il fabbricato di grandi dimensioni può adattarsi e compensare gli assestamenti del sottosuolo.

La stazione di valle ospita il deposito delle cabine, mentre i motori e gli elementi meccanici sono a monte.

La portata massima dell’impianto realizzato da Doppelmayr è di 2185 p/h grazie all’impiego di 61 cabine da 8 posti riscaldate e dotate di supporti per gli sci interni.

Uno sforzo, anche economico, grandissimo da parte della società degli impianti compensato da un risultato di grande qualità. Che si coniuga perfettamente con lo spirito della stazione.

C’è grande attenzione per la sostenibilità, molta parte della corrente elettrica impiegata viene prodotta attraverso un sistema di pannelli fotovoltaici. Che sono ottimamente integrati in un fronte della montagna e grazie all’energia recuperata dall’azionamento della funicolare.

Inoltre, come mezzi di servizio, vengono impiegate motoslitte elettriche, che vengono ricaricate grazie proprio all’energia prodotta dai pannelli.

LA SCHEDA
Società impianti Pitztaler Gletscherbahn GmbH
Anno di realizzazione: 2017
Quota stazione di partenza: 2849 m
Quota stazione di arrivo: 3440 m
Dislivello: 591 m
Portata oraria impianto: 2185 persone ora
Velocità di trasporto massima: 6 m/s
Numero massimo di cabine in linea: 61
Lunghezza fune: 4200 m
Tipologia impianto: cabinovia monofune agganciamento automatico 8 persone
Principali materiali impiegati: acciaio e carpenterie metalliche, cemento armato, vetro e polimeri

Il Direttore Tecnico Reinhold Streng insieme al nostro inviato Andrea Bagnoli

Team di progetto
Progettazione architettonica: Hutter & Partner
Ditte realizzatrici (principali) Impianti a fune: Doppelmayr

About the author

Andrea Bagnoli

Andrea Bagnoli

Nato a Varese nel 1970, si è laureato in architettura presso il Politecnico di Milano nel 1995. Dal 1998 è architetto occupandosi principalmente di edilizia residenziale e di servizio. Da sempre grande appassionato di sci e di montagna, oltre che di architettura e di tecnologia, sta svolgendo una ricerca sul tema delle architetture e delle strutture di servizio all’utilizzo sportivo della montagna, quindi sostenibilità, accessibilità, rapporto tra i manufatti e il contesto ambientale in cui sono inseriti, gestione consapevole delle risorse ambientali ed energetiche, qualità architettonica degli interventi e ovviamente … funzionalità per lo sciatore.