Professione Montagna
Gennaio / Febbraio 2020

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Due situazioni completamente opposte tra Alpi e Appennini hanno aperto la stagione invernale 2019/20. Su tutto l’arco alpino le abbondantissime nevicate di novembre hanno creato un ambiente naturale incantevole e le condizioni ideali per consentire alle stazioni sciistiche di registrare numeri record per quanto riguarda primi ingressi e passaggi agli impianti di risalita tra l’apertura e il 6 gennaio ; al contrario, nello stesso periodo cruciale per i bilanci delle società impinatistiche, le stazioni invernali degli Appennini hanno scontato dapprima nevicate inconsistenti e subito dopo pioggia e vento caldo che le ha terribilmente penalizzate inchidandole a forti passivi rispetto alla stagione precedente. È questo il quadro decisamente schizofrenico che fotografa il servizio di apertura del numero 153 di «professione Montagna» (gennaio/febbraio 2020) sperando che il prosieguo della stagione possa riequilibrare la situazione.

Una visita speciale è stata dedicata alla sede centrale di Bartholet a Flums (Svizzera). Il costruttore elvetico di impianti a fune si sta rilanciando in Europa e nel mondo dopo un periodo di assestamento organizzativo interno e ha promosso oltre ad un potenziamento degli impianti produttivi alcune iniziative importanti come una Academy dedicata alla formazione e alla specializzazione del personale che dovrà gestire la funzionalità degli impianti.  L’occasione è stata utile anche per vedere e descrivere da vicino una nuova telecabina e una nuova seggiovia a sei posti che la Bartholet ha recentemente installato a Flumserberg, nel Canton San Gallo e ad Arosa nei Grigioni caratterizzandoli con quello stile che si aggiunge alla esperienza e alla affidabilità di un marchio che ha una solida tradizione costruttiva sulle spalle

Nel primo numero del 2020 pM dedica poi un amplissimo spazio ad un tris di studi corroborati da valutazioni statistiche di ineccepibile fondatezza scientifica. Il primo è lo studio previsionale condotto dall’agenzia JFC per Skipass Panorama Turismo su questa stagione invernale sulla scorta delle indagini condotte presso oltre sessanta stazioni invernali italiane.  Esce il quadro di un fenomento (il turismo invernale) ancora saldamente fondato sulla pratica dello sci ma che sta evolvendo con la domanda sempre più esigente di nuove e diverse attrazioni complementari, dall’enogastronomia al folklore, dalle possibilità del doposci all’arte e alla cultura.  Il secondo studio condotto dal professor Andrea Macchiavelli dell’Università di Bergamo colloca il turismo invernale nel quadro del più ampio discorso del turismo montano. Il terzo studio è dedicato all’impiantistica dell’Alto Adige, estrapolato dall’enorme lavoro statistico che l’Ufficio Funivie dell’ Istituto Provinciale di Statistica della Provincia Autonoma di Bolzano ha realizzato per  la sua 31° edizione aggiornando i suoi dati al 2018. In una sconfinata miniera di numeri si può delineare l’evoluzione dell’attività impiantistica in Alto Adige, decisamente una delle più organizzate e avanzate non solo in Italia ma nel mondo intero.

La panoramica tra le più importanti aziende operanti nel mondo della montagna bianca si concentra in questo numero sulla Prinoth e su Kässbohrer per quanto riguarda le novità nel settore dei battipista, sui marchi Technoalpin, Sufag (del gruppo MND) e Demaclenko per quanto riguarda l’innevamento tecnico e sui nuovi impianti realizzati in Italia e in Germania da Leitner. Altri nuovi impianti sono ricordati nella rubrica Panorama dove si parla anche della prima cabinovia a 10 posti Bartholet in Italia installata a Prato Nevoso e  delle nuove stazioni delle cabinovie Olang di Doppelmayr a Plan de Corones.

Nell’ultima parte del numero, un servizio sul tema della sicurezza in pista che coinvolge un rapporto indispensabile tra i gestori delle areee sciabili e i produttori dei materiali e delle installazioni necessarie sulle sfondo di una legge (la n. 363 del 2003) che presenta ancora numerose lacune normative. Spazio anche al cambio nel comando del Centro Addestramento Alpino di Moena che gestisce il servizio di sicurezza e soccorso in 53 località sciistiche italiane, con il dottor Stefano Valeri  che ha preso il posto del dottor Vittorio Zamparelli. E infine il consueto appuntamento con l’Osservario Legale dell’avvocato maestro di sci Marco Del Zotto che si concentra su un tema non secondario nella gestione della sicurezza sui percorsi di piste battute come la possibilità di accumuli nevosi dovuti alla produzione di neve programmata, accumuli che possono provocare incidenti e sui quali già si sono impostate leggi regionali e cause in tribunale.

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Professione Montagna – Gennaio / Febbraio 2020

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