Professione Montagna
Mag-Giu 2023

6,00

STAI ACQUISTANDO UNA COPIA DIGITALE


Da oltre trent’anni raggiunge puntuale ogni due mesi oltre 5.000 lettori qualificati nei diversi settori della gestione e conduzione di un centro di turismo montano.

Professione Montagna tratta tutti gli argomenti riferiti agli interessi professionali ed imprenditoriali delle categorie alle quali si rivolge.

Le rubriche fisse su tutti gli argomenti più importanti, gli “speciali di approfondimento” su ogni numero e i puntuali reportages sulle fiere di settore ed i principali convegni, fanno di Professione Montagna la rivista leader del settore.

COD: EDI_D_PM_170 Categoria: Tag: ,

Descrizione

Professione Montagna Mag-Giu 2023

Il numero 170 (maggio/giugno 2023) di «professione Montagna», organo ufficiale dell’ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) si apre con gli editoriali di Roberto Della Torre e del presidente di ANEF Valeria Ghezzi. Nel primo si fa un bilancio della stagione invernale 2022/23, per certi aspetti sorprendente se si pensa alle incertezze e ai dubbi con cui era stata iniziata relativamente, in particolare, alle incognite meteorologiche, ai costi energetici, alla disponibilità delle risorse idriche, all’aumento del costo della vita che avrebbe potuto incidere sulla risposta dell’utenza anche a fronte del leggero rialzo dei prezzi degli skipass.  E invece, pur considerando la variegata situazione dei territoriali per quanto riguarda l’innevamento naturale che non è stato nel complesso particolarmente abbondante, si può dire che questa stagione si è chiusa con un bilancio estremamente positivo.  L’innevamento tecnico ha sopperito ottimamente, come ormai fa da anni, alla scarsità di neve naturale garantendo la sciabilità dei comprensori; il popolo dello sci ha dimostrato che la sua passione per questo sport e per l’aria aperta della montagna non si spegne mai ed è  pienamente disposto ad assorbire anche i lievi rialzi dei prezzi a cui le società impiantistiche sono state costrette per  tamponare gli aumenti dei costi energetici che, a loro volta, non hanno condizionato in maniera così pesante l’attività come si sarebbe temuto. Il risultato è stato che numerose località hanno registrato perfino aumenti percentuali a due cifre negli accessi agli impianti e quasi tutte si sono riallineate, in molti casi migliorando, ai dati delle stagioni precedenti l’esplosione della pandemia. Ha contribuito fortemente ad un esito tanto positivo il ritorno dell’utenza straniera, non più frenata dalle restrizioni dettate dall’emergenza pandemica.
Valeria Ghezzi invece ha affrontato ancora una volta con toni accorati l’opposizione che il movimento ambientalista muove contro il modello del turismo invernale trainato dalla pratica dello sci. Il presidente di ANEF ribadisce ancora una volta che l’ambiente montano è un valore comune da tutelare ma non solo, è la cornice dentro la quale vivono quelle comunità e quelle economie montane che senza l’attività delle società di gestione dei comprensori sciistici finirebbero per deperire, depauperando tutta la filiera che dalla pratica dello sci alpino e dall’attività degli impiantisti dipende. La signora Ghezzi lancia un appello a tutti gli operatori professionali della montagna bianca perché si faccia fronte comune per contrastare una campagna d’opinione che spesso assume i toni dell’aggressione ideologica non sempre sostenuta da argomentazioni razionali e fondate.

Nella sua veste di organo ufficiale dell’ANEF, «professione Montagna» ha avviato una serie di incontri con le realtà regionali dell’Associazione che rappresenta la grande maggioranza degli impiantisti italiani.  In questo numero della rivista è la volta dell’Emilia Romagna dove la maggioranza delle società impiantistiche è rientrate nei ranghi dell’ANEF dopo aver sostenuto, nel 2014, la scissione di Federfuni. Un «ritorno a casa» di cui parla Luciano Magnani, presidente del Consorzio del Cimone, uno dei tre più importanti comprensori sciistici emiliani insieme a Corno alle Scale e a Cerreto Laghi.

Nel tradizionale appuntamento del «Forum» con il quale, attraverso la diffusione di alcune domande, viene sondata l’opinione dei responsabili delle società impiantistiche, è stato chiesto di fare un bilancio della stagione 2022/23. Le risposte ricevute sono state praticamente tutte concordi: si è chiusa una stagione invernale dagli esiti quasi sorprendenti se si pensa alle incognite che gravavano all’inizio. Come ormai da molti anni l’innevamento tecnico è stato protagonista nel supportare l’attività impiantistica a fronte di precipitazioni naturali non abbondantissime e i consuntivi parlano di risultati, nei calcoli di ingressi e fatturati, in certi casi addirittura record, comunque in linea con i numeri delle stagioni ante-Covid. Sono tornati in massa gli stranieri e si è confermata la forza di un movimento che conta sulla passione di un popolo di veri appassionati.

È stato presentato ufficialmente lo «Studio propedeutico e preliminare alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche» che le società Monterosa SpA e Cervino SpA avevano commissionato allo studio Montecno di Bolzano su indicazione della Regione Valle d’Aosta. Al suo interno si trovano le ipotesi di intervento tecnico per consentire la risalita dalla Val d’Ayas al Colle superiore delle Cime Bianche lungo il vallone sopra Champoluc saldando l’anello mancante di un carosello con pochi eguali al mondo esteso la piemontese Valsesia e il comprensorio svizzero di Zermatt. Tocca ora alla Regione valutare i contenuti dello studio e …decidere.

Il gruppo HTI (High Technology Industries) che ha sede a Vipiteno e controlla numerosi marchi protagonisti sul mercato delle tecnologie invernali (Leitner, Prinoth, Demaclenko) e di altri settori industriali può festeggiare. Lasciate alle spalle le difficoltà procurate dalla crisi pandemica, il bilancio del 2022 del gruppo altoatesino fa registrare i numeri migliori di sempre: grazie anche alle nuove acquisizioni e al «boom» negli Stati Uniti il fatturato sale a 1,3 miliardi di Euro superando di 247 milioni il livello pre-Covid. Aumentano anche gli investimenti in ricerca e sviluppo. Il presidente Anton Seeber afferma che si è trattato di «una crescita all’insegna di quattro valori: innovazione, diversificazione, internazionalizzazione e sostenibilità»

Nella galleria delle aziende produttrici di tecnologie, macchine e attrezzature per la gestione dell’area sciabile ci sono diverse presenze e altrettante novità:
LEITNER: ad Axamer Lizum, località austriacaa un tiro di schioppo da Innsbruck che ha ospitato le gare di sci alpino durante i Giochi invernali del 1964 e del 1976, è entrata in funzione la nuova cabinovia di Leitner che sostituisce tre vecchie seggiovie ormai superate per i tempi. Il nuovo impianto, azionato dal sistema LEITNER DirectDrive, migliora nettamente il servizio riducendo nello stesso tempo l’impatto ambientale con una logica di progetto che ha usato il criterio della ristrutturazione per le stazioni, ha semplificato l’ascesa alla sommità del comprensorio riducendo il numero dei sostegni e ha ridotto tempi di percorrenza.
CCM: l’azienda piemontese guidata da Michele e Stefano Finotello continua nel suo percorso di crescita restando ancorata alla proposta produttiva dell’ammorsamento fisso per sciovie e seggiovie di assoluta affidabilità. Nuove macchine di tecnologia avanzata tra gli stabilimenti di Pianezza e Bricherasio; nuovo il Direttore Commerciale per consolidare la presenza sul mercato; nuovi gli impegni previsti nel biennio tra Italia e Francia.
DOPPELMAYR: a Londra il Luton DART (Direct Air-Rail Transit) è entrato in funzione con il «people mover» automatizzato che collega la stazione ferroviaria Luton Airport Parkway con lo scalo aeroportuale che si trova 50 km a nord della capitale britannica. Gli argani di trazione, i carrelli e le meccaniche di linea di tutto il sistema sono stati progettati e realizzati negli stabilimenti italiani di Lana (Bolzano).
MND: il gruppo industriale francese ha vinto la gara d’appalto internazionale per lo sviluppo della località di Chimgan in Uzbekistan grazie alla sua proposta completa in tutti i settori operativi di una stazione sciistica. I contratti di fornitura di infrastrutture e attrezzature per lo sviluppo del resort montano «quattro stagioni» nel Parco Nazionale di Ugam-Chatkal valgono un importo totale di 100 milioni di euro.
BARTHOLET: l’azienda elvetica di Flums entrata nell’orbita dell’holding italiana HTI sta consolidando la sua presenza operativa in Cina e in India con una serie di importanti progetti, dalle due cabinovie nelle regioni dello Shandong e nella provincia dello Jiangxi alla nuova funivia per il trasporto urbano nella metropoli indiana di Varanasi.
DEMACLENKO: all’Interalpin di Innsbruck ha suscitato grande interesse «The Ghost», l’ultima novità senza precedenti proposta dall’azienda di Vipiteno per il mercato dell’innevamento: un sistema evolutivo della nuova E-Tower prevede la possibilità di riporre nel pozzetto il generatore che, montato su un dispositivo di sollevamento idraulico, può «emergere» quando deve entrare in funzione e «nascondersi» quando non è utilizzato.
TECHNOALPIN: con B.E.A.T, il nuovo piano di servizi e lavori di manutenzione messo a punto dall’azienda di Bolzano, l’anno viene suddiviso in quattro fasi, ciascuna delle quali prevede diversi interventi. Nei mesi da giugno ad agosto si svolge la fase 2 denominata «Equipment». Questo periodo è dedicato all’acquisto preventivo delle parti di ricambio necessarie e all’esecuzione dei lavori di manutenzione e riparazione.

Per la sezione «Motori sulla neve»:
KÄSSBOHRER: con il motore MAN a 6 cilindri, il nuovo PistenBully 800 presentato al mondo ad Interalpin fornisce massime performances anche in situazioni estreme ma ha la capacità di esprimere la sua grande potenza a un basso regime di giri consentendo una notevole riduzione dei consumi energetici. Per questo si può allineare sul fronte della difesa ambientali accanto alle altre proposte dell’azienda tedesca come SNOWsat, ProAcademy e il carburante pulito HVO che, insieme, consentono una maggiore efficienza, un minore consumo di risorse e di emissioni di CO2.
PRINOTH: il marchio di battipista del gruppo HTI è più che mai concentrato sui suoi nuovi modelli realizzati all’insegna della sostenibilità ambientale, con i propulsori a idrogeno ed elettrici che puntano ad abbattere le emissioni di CO2 e a preparare un futuro di attività a impatto zero. È questo uno dei traguardi più importanti di una lunga storia cominciata nel 1962 quando Ernst Prinoth…

La rubrica «Panorama» ospita due interventi da altrettante località altoatesine.
Alla «Plose» è entrata in funzione la nuova cabinovia Leitner con cabine Evo da 10 posti in grado di trasportare fino a 2.400 persone all’ora lungo i 2,6 chilometri del percorso previsto. Con il nuovo impianto la società impiantistica Plose Ski SpA ha voluto prevedere inoltre la possibilità di trasporto di biciclette e «mountaincarts». E così a differenza del passato, bici e carts non viaggeranno più all’interno delle cabine, ma saranno agganciate all’esterno.
A «Merano 2000» la nuova Cabinovia Naifjoch di Doppelmayr sostituisce l’obsoleta seggiovia Piffing a 3 posti ad ammorsamento fisso. La Cabinovia è realizzata su un tracciato leggermente modificato e presenta una nuova stazione intermedia sul Giogo Naifjoch, sul cui tetto si trova il punto panoramico, chiamato VISTA. L’impianto di risalita è attivo tutto l’anno con due sistemi diversi, adattati alle particolari esigenze stagionali del comprensorio. In inverno, 37 scabine da 10 posti, conducono gli sciatori dalla zona Piffinger Köpfl (Pivigna), nel cuore del comprensorio sciistico in poco più di 6 minuti.

Tra il 19 al 21 aprile il mondo delle tecnologie alpine si è ritrovato a Innsbruck decretando il successo di Interalpin, la fiera che si conferma più che mai piattaforma leader del settore. Dimenticato il Covid e tornati alla normalità di rapporti e relazioni, l’affluenza dei visitatori professionali provenienti da oltre 50 Nazioni ha toccato numeri record. «Decisori» di tutti i continenti hanno siglato importanti contratti commerciali sullo sfondo di un panorama internazionale che promette notevoli sviluppi per il futuro ma senza dimenticare problematiche impellenti come la sostenibilità ambientale.
Con un ampio servizio fotografico realizzato tra gli stands della fiera abbiamo documentato la presenza di «personaggi e interpreti» di aziende italiane e che operano sul mercato italiano colti «in presenza» in questa edizione di Interalpin.

Ski Rental Summit, il «laboratorio di ricerca» attivato da Prowinter e coordinato da Alfredo Tradati ha organizzato a Bolzano la sesta edizione del forum che monitora e valuta l’evoluzione di un settore ormai fondamentale nel sistema di accoglienza delle stazioni sciistiche. Quest’anno, sullo sfondo dei risultati di una stagione molto positiva, il focus dell’indagine si è concentrato su tre temi: le criticità che interessano la forza lavoro, le assicurazioni, i rapporti con le aziende produttrici dell’attrezzatura tecnica.
Neveplast, l’azienda bergamasca guidata da Niccolò Bertocchi che opera nel settore delle piste da sci artificiali, lavora con un materiale (la plastica) che viene spesso demonizzato ma continua a svolgere un ruolo fondamentale e insostituibile in molti settori. L’importante è gestire i processi produttivi con procedure eco-sostenibili, utilizzando fonti rinnovabili e materie prime secondarie che riducano l’impatto ambientale. Una «politica green» che ha ottenuto importanti certificazioni…

Per la sezione «Servizi alla clientela»:
FUNITEK: la nuova cabinovia di Doppelmayr entrata in funzione lo scorso dicembre a Merano 2000 è movimentata dall’azione di un motore elettrico gestito dai sistemi di automazione e controllo sviluppati dall’azienda di Montecchio Maggiore (Vicenza). Ecco i segreti tecnici di soluzioni che garantiscono la massima efficienza dell’impianto e un monitoraggio continuo di tutte le funzioni operative.
SUNKID: ad Interalpin l’azienda austriaca di Imst ha presentato nei suoi stands tutta la varietà di una vasta produzione che interessa la mobilità (i nastri trasportatori), gli allestimenti e le occasioni di divertimento per gli ospiti delle località di montagna, in un’ottica che comprenda sia il soggiorno invernale che estivo. Una serie di novità con due anteprime…

Per la sezione «Enti e Associazioni»:
OITAF: dal 17 al 20 giugno 2024 si svolgerà a Vancouver (Canada) il simposio che l’Organizzazione Internazionale Trasporti a Fune organizza ogni sei anni a partire dal 1963. Il comitato direttivo ha emanato le norme e i tempi per poter intervenire durante le giornate di lavoro seguendo il filo di alcune tematiche riguardanti il presente e il futuro dell’impiantistica funiviaria. Si tratta di presentare delle «memorie» che saranno valutate da un «comitato di lettura» che deciderà l’ammissibilità al Congresso delle successive elaborazioni.
CONFINDUSTRIA ALBERGHI: l’appuntamento che Cortina d’Ampezzo vivrà con le Olimpiadi invernali del 2026 è stato lo spunto per il convegno che si è svolto a Belluno in aprile organizzato da Confindustria Belluno Dolomiti, Confindustria Alberghi, Luiss Business School in collaborazione con Cushman & Wakefield e LBS Alumni. L’evento è stato il primo a far incontrare il comparto alberghiero con il mondo della finanza per valutare con quali iniziative e con quali investimenti sarà possibile garantire il rilancio e lo sviluppo del turismo in montagna.

Durante il convegno dedicato a Tommaso Agudio che il Ce.Do.S.T.A.F (Centro Documentale per la Storia dei Trasporti A Fune) ha organizzato in febbraio a Leini, uno dei molti relatori ha tratteggiato l’evoluzione economica e sociale che lo sci, gli impianti a fune e il turismo invernale hanno prodotto in Val Susa. In «History» viene pubblicato il suo intervento su un «caso» emblematico in cui si può riconoscere lo stesso provvido destino di molti altri territori montani tra le Alpi e gli Appennini.

Nel suo «Osservatorio legale», interviene come sempre l’avvocato e maestro di sci Marco Del Zotto. Questa volta trattando un tema molto importante per i comprensori sciistici come le norme sulla sicurezza. L’abrogazione della precedente legge nr. 363 del 2003 e l’introduzione delle nuove norme riguardanti la sicurezza nella pratica dell’attività sciatoria disegnano un quadro di riferimento in cui viene sottolineata la rilevanza della responsabilità personale dello sciatore relativamente alle capacità tecniche e ai comportamenti in pista. Ai gestori resta l’onere della responsabilità oggettiva nella preparazione dei percorsi e nella puntuale informazione all’utenza.