Tecnica

Maestri, tecnici e Istruttori, vi siete allenati?

Con l’apertura dei ghiacciai numerosi atleti si sono riversati sui ghiacciai, ma maestri, tecnici e istruttori nazionali si sono allenati per ridare il via alle rispettive attività?

Prima di rispondere alla domanda decisamente insolita, una considerazione. Col Solstizio d’Estate potremmo dire che la prossima stagione sciistica 2020-21 ha ufficialmente aperto i battenti, per lo meno per quelle fasce di sciatori che vivono lo sci nella libertà, ma anche nell’impegno agonistico.

In un mese la panoramica e le prospettive determinate dall’incertezza causata dai noti eventi socio-sanitari, aveva posto in dubbio una qualsiasi prospettiva di rimettere gli scarponi ai piedi. Ora, col sole d’estate si riprende a sciare.

Negli ultimi interventi di Senza Scarponi abbiamo cercato di “non mollare mai la presa (di spigolo)” e di vedere come e cosa fare per giungere nelle migliori condizioni funzionali alla ripresa dell’azione tecnica sulla neve.

Abbiamo descritto attività e obiettivi, delle fasce di età/attività più interessate a mantenere un livello di preparazione fisica elevato. In quanto, alla ripresa, dovevano trovarsi nella migliore condizione psicofisica per affrontare al meglio le prime discese e “archi” di curva.

Quindi ci siamo concentrati su coloro che, praticando lo sci agonistico, non potevano permettersi pause o momenti di calma assoluta.

Ma c’è un’altra categoria di sciatori, che fa della “curva perfetta” , “dell’arco migliore” e della scorrevolezza, la propria principale attività di impegno e interesse.

Stiamo parlando di quegli sciatori attivi che vivono lo sci sicuramente da appassionati, ma che hanno fatto della loro passione, la loro professione. Ovvero dei Maestri di sci, ma ancor più degli Allenatori e Istruttori Nazionali.

Non sorge mai il pensiero, ma queste figure, importantissime per il nostro sport, vivono lo sci professionalmente e in un modo o nell’altro, devono essere sempre e fisicamente attivi. Questo per poter svolgere nel miglior modo possibile il duro lavoro che gli compete.

Maestri che devono insegnare, allenatori che devono comunque essere in grado di sciare e correggere. E Istruttori, che devono dimostrare la massima espressione tecnica dello sci ai loro discernenti. Che sono i maestri e anche gli allenatori… Se non, come abbiamo visto nelle varie webcam del periodo scorso, dimostrare e correggere la perfetta tecnica esecutiva, anche agli atleti ai vertici delle classifiche mondiali.

Per poter essere professionisti nello sci bisogna essere professionali anche nella vita di tutti i giorni. E cercare di essere e avere sempre una condizione psico-fisica in grado di permettere e sostenere le prove che il loro ruolo richiede.

Inoltre, seppur dimostrate, insegnare e correggere sono funzioni che richiedono una eccellente preparazione fisica, c’è ance da dire che “i pro” non sono in realtà atleti. Quindi non vivono quello status in cui l’allenamento è la principale funzione dell’essere.

Maestri, allenatori e istruttori sono impegnati, lavorativamente e socialmente, su più fronti. Quindi, impegnarsi nell’allenamento funzionale, richiede una grande volontà nel trovare tempi e luoghi per allenarsi. Oltre che a svolgere una vita densa di impegni, a cui tutti gli “adulti” sono corrisposti a supplire.

Senza Scarponi scrive generalmente dell’allenamento funzionale dei giovani atleti, ma seppur non più giovanissimi, i “pro”, devono sostenere prove da atleta. E naturalmente il loro allenamento deve avere come obiettivo, una serie di esercitazioni che consentano di mantenere allenate tutte le principali capacità abitualmente richieste dallo sci alpino di alta prestazione.

Il periodo di lockdown ha sicuramente rappresentato un punto focale nella vita di tutti. E anche di coloro che, ben consapevoli dell’importante ruolo che possiedono all’interno del nostro mondo, hanno dovuto trovare soluzioni, anche “casereccie”, per allenarsi. Ed essere pronti ad indossare gli sci e svolgere la loro professione, con la maggior efficacia possibile.

Naturalmente ognuno ha vissuto questo periodo nell’ambito delle proprie possibilità di creare situazioni di allenamento. C’è chi vive in montagna e ha potuto sfruttare spazi più che sufficienti per potersi allenare.

Oppure chi possiede una piccola palestra casalinga. Ma c’è chi si è dovuto “inventare” esercizi in un piccolo appartamento cittadino, pur sapendo che il ruolo che ricopre nello sci, non gli permette di non allenarsi.

Quindi quali sono i punti cardine su cui concentrarsi e su cui si possono essere concentrati i nostri invidiati (per abilità sciistiche) “pro”?

Naturalmente gli arti inferiori sono la zona a cui dedicare maggior interesse se si scia. E quindi cercare di stimolare forza, resistenza ma anche dinamicità, equilibrio nelle condizioni in cui ciò era possibile farlo.

Le scale di casa diventano attrezzi per effettuare affondi e mantenere allenate le gambe, ma anche attenzione a tutto l’apparato del “core” e pure la parte alta del tronco. Utilizzando magari, come attrezzi, l’arredamento.

I più fortunati, sfruttando la possibilità della palestra in casa o avendo a disposizione gli spazi chiusi di una struttura idonea, hanno potuto approfittare di tali opportunità con esercitazioni più consone al concetto di preparazione fisico-atletica.

E associare il classico bilanciere a esercizi per la forza, velocità e dinamicità del gesto. Anche con qualche difficile gesto di equilibrio…

E appena si è potuta mettere la “testa fuori”, via con la bike per fare resistenza e stare all’aria aperta in previsione delle prime risalite sul ghiaccio.

Nelle foto due “pro” d’eccezione, Camilla Alfieri, istruttrice, ex atleta di Coppa del Mondo. Che si è inventata di tutto e di più per mantenere una forma fisica richiesta per il ruolo d’eccellenza che ricopre.

E Andrea Fontanella ex atleta e ora allenatore e preparatore atletico. E in quanto tale non deve lasciare niente al caso per poter svolgere la sua funzione di “pro” nello sci alpino.

About the author

Walter Stacco

Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia