Turismo

Allarme rosso per il mare d’inverno

Il “Pensiero quotidiano di un maestro di sci” di oggi si intitola: “Allarme rosso per il mare d’inverno”

Aspettiamo, aspettiamo. Di sapere. Sapere quando il CTS si pronuncerà, dirà finalmente la sua sulle linee guida da seguire. Questa storia del Comitato ha davvero stancato, per tempi e modi.

I tempi purtroppo li conosciamo, da gennaio, da quando le società degli impianti avevano richiesto, attraverso la conferenza Stato Regione, un rinvio alle aperture. Così da essere pronte ad applicare le eventuali nuove regole di sicurezza richieste dal CTS.

I modi, sono quelli di una mancata spiegazione scientifica che comprovi effettivamente la possibilità di contagi sulle piste da sci, al netto delle restrizioni per alberghi, bar e ristoranti.

Davanti a questo “muro”, ecco la panacea dei ristori, la bacchetta magica destinata a risolvere i problemi di un turismo bianco ormai ridotto all’anno zero.

Se ne è parlato e se ne parlerà ancora in questo nuovo scostamento di bilancio, approvato oggi alle Camere. Peccato che le cifre al momento messe a disposizione, oltre a non essere mai arrivate (se non in minima parte), non soddisfino per niente le diverse categorie di lavoratori della montagna, ivi comprese le società degli impianti, gli albergatori, i gestori di bar, ristoranti e rifugi sulle piste, le cui proteste sono lì da vedere.

Nella prossima conferenza Stato Regioni gli “Assessori della Montagna” si faranno carico di chiedere al Governo altri e più soldi per i ristori.

Alcune Regioni alpine hanno dato voto favorevole per evitare una crisi di Governo pur di ottenere garanzie in merito, ovviamente nella speranza di ricevere più di quanto al momento promesso.

Saranno accontentate per comprovata… lealtà? Vedremo, quanto alle valutazioni del CTS, campa cavallo.

Mi viene in mente quello che diceva Giulio Andreotti: “A pensar male si fa peccato ma quasi sempre si indovina“.

E lo dico perché il turismo del mare ha già iniziato a farsi sentire in previsione delle prossime vacanze di Pasqua, lamentando l’impossibilità di offrire adeguati servizi con queste attuali restrizioni in vigore.

Vuoi vedere che per quei giorni di festa il Governo annuncerà un “via libera”, magari contingentato, così da accontentare gli “amici del mare”? Il permesso di andare in crociera, già l’abbiamo.

È peccato pensare che per Pasqua otterremo anche noi la possibilità di aprire gli impianti, insieme a quelli balneari? Considerando le date, per molte stazioni sarà comunque troppo tardi. Potremo però sempre goderci il mare, in cartolina, perché di soldi da spendere non ne avremo.

Walter Galli
P.S. Ieri ho citato Pontedilegno-Tonale che non molla: se ha l’okay apre ai turisti. Vorrei ricordare l’impegno di tutte quelle altre località italiane che permettono agli atleti dello sci alpino di allenarsi e, pur tra mille difficoltà, continuano a organizzare gare. Questa è la montagna che piace e per la quale non bisogna arrendersi. Neppure in tempo di COVID. Allarme rosso per il

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.