Turismo

Federfuni: “Il green pass danneggia le piccole stazioni”

Federfuni: “Il green pass danneggerebbe le piccole stazioni. Che sia almeno differenziato”.
Se Anef, Dolomiti Superski e alcune Regioni (recentemente la Valle d’Aosta) sono favorevoli all’impiego del geen pass per l’utilizzo degli impianti di risalita, la posizione di Federfuni, non va propriamente in questa direzione.

La contrapposizione non è in realtà assoluta. Lo è come principio, ma possibilista qualora fosse differenziato. Spieghiamo. L’eccezione che rileva l’associazione guidata da presidente Andrea Formento, è abbastanza polemica nei confronti delle stazioni più famose poiché tale provvedimento andrebbe a loro favore ma a discapito di realtà più piccole.

Ci sono stazioni, e sono la maggior parte, dove non vi sono impianti a cabine chiuse o seggiovie con cupole – si legge nel comunicato. O dove la loro importanza è minore rispetto alle altre tipologie funiviarie  aperte.

E allora ci domandiamo come mai dobbiamo subire l’applicazione di strumenti particolari per il nostro settore per arrivare a ottenere una capienza maggiore per le stazioni che presentano un maggior numero impianti di quel tipo e che  necessitano di capienze maggiori.

È un assurdo anche legislativo che la nostra attività che viene svolta all’aperto abbia una penalizzazione rispetto alle altre pratiche sportive e sociali svolte in ambienti aperti. La montagna è principalmente senso di libertà, ricerca di luoghi dove poter approfittare di ampi spazi aperti, dove svolgere attività nella più completa libertà e rispetto degli altri.

Crediamo che l’obbligo della mascherina sia già una precauzione importante al fine di prevenire lo svilupparsi della pandemia viste le particolari e favorevoli situazioni ambientali, dove viene svolta l’attività sciistica e riteniamo che sia invece da valutare attentamente l’attuale imposizione del distanziamento anche negli accessi agli impianti ed alle biglietterie, pur nella consapevolezza di una particolare attenzione a tale uso, da parte dei nostri dipendenti e delle forze dell’ordine presenti in stazione, nei casi in cui tali situazioni si sviluppino all’interno di locali chiusi o anche parzialmente chiusi.

Il nostro settore ha bisogno di essere valutato come un altro qualsiasi settore turistico, come un normale stabilimento balneare o come un normale trasporto pubblico, utilizzando le norme già previste per tali situazioni valutando anche il fatto che già lo sciatore nello svolgere la propria attività è dotato di un abbigliamento che favorisce la limitazione della circolazione del virus se non lo elimina completamente.

Siamo quindi favorevoli a valutare attentamente – conclude il comunicato Federfuni – un uso differenziato del green pass senza che questo penalizzi un settore, che si è dimostrato a oggi immune dallo sviluppare focolai. E che ha necessità di vedere confermate le regole già approvate dal CTS, con le eventuali modifiche specifiche e non generali, per dare sicurezza a tutti gli imprenditori del la Montagna della apertura per la stagione 2021/22. Federfuni: Il green pass

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.