Turismo

In Val di Fassa scatta l’operazione “Chi dai troes” per la tutela di 350 km di sentieri

In Val di Fassa scatta l’operazione “Chi dai troes” per la tutela di 350 km di sentieri.
“Chi dai troes” (quelli dei sentieri, in ladino), dodici persone tra guide alpine, boscaioli e operai, dal 9 maggio al 18 settembre in Val di Fassa, si occupano del ripristino e della manutenzione di circa 350 km di tracciati escursionistici.

Il gruppo, diviso in un paio di squadre (due persona per ciascuna, a turno), rappresenta la parte operativa del progetto “Sa Mont” (In montagna, in ladino). Messo a punto dall’Apt Val di Fassa, nasce in collaborazione con i comuni e le frazioni valligiane, Sat e il Comun general de Fascia.

Dopo l’avvio nel 2021, quest’estate l’attività è ricominciata anche con incontri formativi da parte della Sat per “Chi dai troes”. Iniziativa indicata in modo da adottare sul territorio pratiche corrette e condivise.

«L’estate scorsa – spiega Nicolò Weiss, product manager dell’Apt di Fassa e coordinatore di “Sa Mont” – abbiamo raggiunto un accordo con la Sat, che è responsabile dei sentieri, ma che necessita di supporto nel monitoraggio della rete dei percorsi fassani, affidato, fino a qualche tempo fa, solo ai suoi volontari.

Così, tra giugno e settembre 2021, siamo intervenuti con quattro persone, specie lungo gli itinerari più battuti, dove, oltre a rimuovere sassi e piante e a ripristinare qualche tratto investito da frane, sono stati raccolti diversi rifiuti: mascherine, fazzoletti di carta, escrementi di animali».

Negli ultimi anni, l’aumento di chi, a piedi o in mtb, si muove sugli itinerari in quota, sommato ai danni provocati dai forti temporali, impone un controllo costante degli itinerari. «È indispensabile, un po’ come, d’inverno, battere le piste da sci piste», sottolinea Weiss.

Per questo Apt di Fassa, con il sostegno dei comuni ladini, investe oltre 100.000 euro in “Sa Mont”.

L’operazione prevede due fasi. Il ripristino, tra maggio e giugno, e la manutenzione, tra luglio e settembre.

In questo periodo le squadre di “Chi dai troes” sono impegnate sui tracciati fino a 2100 metri, dopodiché in quelli a quote elevate, monitorando i più frequentati anche un paio di volte la settimana.

«Le squadre lavorano tutti i giorni così da creare un coordinamento efficiente con società d’impianti, rifugisti e polizia municipale,

per eventuali chiusure tempestive dei sentieri».

Un’attività che regala soddisfazioni a “Chi dai troes”, come sostiene Daniele Iori, boscaiolo di professione, di nuovo a prendersi cura dei sentieri fassani, dopo l’esperienza del 2021.

«Sistemiamo canalette, spostiamo pietre e piante, ripariamo scalini e capita che gli escursionisti ci ringraziano, specie quando ci vedono raccogliere l’immondizia. E fa piacere».

Se Daniele con Marco Verra, Giacomo Iori e Roberto Riz si concentrano sui sentieri dell’alta Fassa, per quelli della bassa valle ci sono le guide alpine Fabio Giongo, Alberto Felicetti. Antonio Bonet, Cristian Dallapozza, Maurizio Davarda, Riccardo Dezulian. Cesare Pastore e John Vaia.

«Lavoriamo volentieri per “Sa Mont” – dice Giongo, direttore della Scuola di Alpinismo Dolomiti. Unendo la nostra attività di manutenzione straordinaria delle vie ferrate a quella dei sentieri.

Siamo consapevoli dell’importanza di quest’attività, sia per ragioni di sicurezza, sia di cura e d’immagine del territorio». In Val di Fassa scatta In Val di Fassa scatta

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

Add Comment

Click here to post a comment