Turismo

La Thuile chiama “Vedette” la nuova telecabina sul Monte Bianco

Settantaquattro cabine da dieci posti, 400 metri di dislivello e una stazione d’arrivo disegnata come un forte del Seicento. Apertura a dicembre: a bordo principianti, esperti, pedoni e d’estate i biker

Sulle creste sopra La Thuile i soldati del Seicento tenevano gli occhi socchiusi contro il riverbero della neve, pronti a dare l’allarme al primo movimento sul sentiero che sale dalla Francia. Tre secoli più tardi quello sguardo lungo torna lassù, con un casco da sci al posto dell’elmetto e i bastoncini al posto del fucile. Funivie Piccolo San Bernardo ha svelato il nome della telecabina che entrerà in servizio a dicembre 2026: Vedette. Il pay off, in inglese, chiarisce subito le intenzioni: «The Front Line of Mont Blanc».

Le cifre raccontano un impianto robusto: 74 cabine da dieci persone ciascuna, 400 metri di dislivello. Vedette manda in pensione due seggiovie triposto, La Combe, palestra di chi muove i primi passi, e Chaz Dura, riservata alle gambe più allenate. La stazione intermedia nella zona di Les Suches cambia la giornata ai principianti: si scende lì, sulle piste facili, e i bambini salutano per sempre l’ansia della seduta che arriva alle spalle. Gli esperti invece puntano dritti alla cima, più in fretta e al riparo dal vento.

Lassù si apre un panorama a 360 gradi. Il Monte Bianco occupa la scena di fronte, poi lo sguardo scivola sul ghiacciaio del Rutor fino al massiccio del Rosa e alla piramide del Cervino. La cabina accoglie anche i pedoni: chi arriva con gli scarponcini da passeggio sale in quota insieme a chi ha gli sci ai piedi. D’estate toccherà ai biker, con nuovi percorsi pensati anche per chi pedala da poco.

Il territorio di La Thuile è punteggiato di fortificazioni che coprono quattro secoli, dalle guerre franco-piemontesi del 1600 e del 1700 alla Seconda guerra mondiale. La più iconica è il Fort de la Redoute, sul versante francese del comprensorio, al Col de la Traversette. Proprio da lì nasce l’architettura della stazione d’arrivo e del ristorante adiacente: un forte contemporaneo, quasi un’immagine riflessa della Redoute a breve distanza in linea d’aria, con colori neutri presi in prestito dalla roccia su cui poggia. Il ristorante con terrazza panoramica aprirà a dicembre 2027.

Il nome nasce dalla stessa storia. Nei forti, a guardare lontano erano le vedette. Le Vedette del Rutor sono inoltre due cime che svettano dal ghiacciaio e si vedono dall’arrivo della telecabina. In francese la parola diventa anche sinonimo di star del cinema e della TV, così l’impianto si candida a primattore del comprensorio. Lo stesso termine si legge in italiano, francese e inglese, le tre lingue che si sentono in coda alle casse di La Thuile.

«Se il nome è la sintesi, il pay off è la promessa», spiegano da Funivie Piccolo San Bernardo. Al cinema si ottiene la prima fila, in un forte si conquista la prima linea: Vedette porta le persone davanti al massiccio, nel punto esatto dove le cose accadono. Linea è anche il tracciato della cabina che sale, la cresta su cui si sbarca, il profilo del paesaggio. Una parola sola per tenere insieme geografia, storia e impianto. Le sentinelle di questo inverno avranno lo skipass al collo.

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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