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L’inglese Icon sempre più vicina all’acquisizione della Sestriere Spa

L’inglese Icon sempre più vicina all’acquisizione della Sestriere Spa.
Dopo le prime trattative di inizio anno si sarebbe ormai prossimi all’accordo definitivo secondo il quale il fondo britannico di private equity Icon Infrastructure diventa proprietaria della Sestriere Spa. Proprio nelle ultime ore sarebbe stato firmato un preliminare tra i 100 e i 110 milioni di euro. Il condizionale è d’obbligo fino a quando le due società non ufficializzeranno l’avvenuto accordo.

La proprietà della Vialattea, con piste, impianti e alcune strutture ricettive, appartiene a due azionisti, Giovanni Brasso che possiede il 65% della società tramite la Publi Gest e ad Alessandro Perron Cabus con la ABC srl.

Rilevarono il pacchetto completo per la cifra di circa 30 milioni dalla famiglia Agnelli nel 2006, nell’anno delle Olimpiadi di Torino, quando il gruppo automobilistico era sotto la gestione di Sergio Marchionne.

Secondo il quotidiano online valsusino Lagenda, l’accordo, dopo la firma del preliminare, dovrebbe concludersi entro febbraio. Giovanni Brasso rimarrebbe “timoniere” ancora per due stagioni, uno in più degli altri dirigenti.

Icon è una società d’investimento indipendente focalizzato sull’acquisizione di asset infrastrutturali in Europa e in Nord America, con circa 4,3 miliardi di euro di asset in gestione.

Da sottolineare che il 7 maggio 2020, quindi in piena pandemia, la società di Brasso e Perron Cabus, che possiede 24 impianti, si era assicurata con la firma di una convenzione, la gestione dei 16 impianti appartenenti a privati, fino al 2040, rilasciando loro una cifra annuale.

Questo è uno degli aspetti che avrebbe convinti più di altri la Icon a procedere con le trattative

peraltro intraprese ma poi fallite nel corso di questi 16 anni, anche da altre società. La icon avrebbe già previsto un piano di rimodernamento degli impianti e una strategia di rilancio ben precisa. Agire, cioè, come ha già operato con risultati decisamente positivi nelle “sue” grandi stazioni del Nord America, Vail, Aspen e Calgary.

Il bilancio della Sestriere Spa alla fine della stagione 2020 era decisamente in salute, con ricavi netti per 25,7 milioni di euro. Quindi in lieve perdita rispetto a quelle del 2019 (26,4 milioni). Con un ebitda di 9,5 milioni (da 9,2 milioni) e liquidità netta per 2,7 milioni (da un debito finanziario netto di 3,3 milioni).

Il comprensorio della Vialattea comprende, oltre alla ben nota Sestriere, anche Sauze d’Oulx, Oulx, Sansicario, Cesana, Pragelato, Claviere e la francese Montgenèvre. Per un totale di 249 piste (7 verdi, 80 blu, 120 rosse e 42 nere) e 70 impianti di risalita. L’inglese Icon sempre più

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.