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Luciano Magnani e il Cimone, dai maestri agli impianti

Luciano Magnani e il Cimone, dai maestri agli impianti.
Per 18 anni attraverso le pagine della nostra rivista abbiamo parlato di lui come Presidente Nazionale dei maestri di sci. Ora, dopo 30 anni di direttore della Scuola Sci Sestola ha cambiato ruolo. Da quattro anni, infatti, ha assunto la carica di Presidente del consorzio Cimone. Ovvero, una delle stazioni più importanti dell’Appennino con i suoi 50 km di piste 20 impianti di risalita e oltre 150 maestri di sci.
E con disponibilità di 7,000 posti letto e ristoranti di alto livello. D’altronde siamo nel cuore dell’Emilia Romagna. Non è così difficile intuire di chi stiamo parlando!  Si Luciano Magnani, sestolese doc.
Della serie le sfide non finiscono mia, come ti stai trovando con questo nuovo incarico?
Prima parte della risposta: gestire impianti da sci e relative piste è una esperienza assolutamente unica. Ha la capacità di plasmare e formare i caratteri delle persone. Chi è capace di mandare avanti una situazione del genere, stai tranquillo che potrebbe andare a gestire qualsiasi altro tipo di azienda a livello industriale!
Dopo ogni quadriennio è opportuno fare un bilancio…
Prima una cosa bella: ho avuto subito la fortuna di fare una stagione record! Ora una un po’ meno felice: ho avuto la sfortuna di fare i due anni peggiori dalla nascita del consorzio dovuti alla pandemia e posso assicurare che non sono stati bei momenti.
Cos’hai escogitato per rimanere in piedi?
Non possedendo l bacchetta magica, non ho potuto far altro che affidarmi alle tante relazioni costruite in tanti anni. Pertanto, sono contento di approfittare di questo spazio perché mi dà la possibilità di ringraziare pubblicamente e con tutto il mio cuore, tutte le aziende che operano nel settore neve! Grazie al loro credito e a una pazienza infinita, hanno concesso fiducia all’intero comparto neve. Se tante stazioni hanno potuto riaprire questa stagione è solo grazie a questi importanti gesti di stima. E   il consorzio Cimone sicuramente fa parte di queste.
Sono bastati i ristori?
Un mio caro amico mi ripete spesso: “Lucianone, l’importante è essere ancora qua!”. Quindi sapersi accontentare e fare tesoro anche delle piccole cose e sicuramente sfruttare al massimo la classica testardaggine montanara! Andare avanti per 19 mesi senza vedere neppure un euro di incasso a causa della chiusura degli impianti, non lo augurerei nemmeno al io peggior nemico!
Qualche aiuto è arrivato…
Devo ammettere che il Governo, per la prima volta nella storia, ha stanziato importanti contributi per tutto il mondo della neve a partire dai maestri di sci e alle società impianti. Una piccola ma importante boccata di ossigeno, senza la quale, forse saremmo qui seduti davanti agli impianti fermi al palo!
Dunque, l’esperienza che maturo giorno dopo giorno mi fa crescere professionalmente. Vuoi per il ruolo istituzionale nel mondo dei maestri che ho assunto per tanti anni, vuoi per la mia posizione di imprenditore turistico e da qualche anno quello di Presidente del Consorzio, finisco per essere uno dei punti di riferimento del territorio. Dunque il senso si responsabilità aumenta sempre di più. È complicato ma sicuramente non mi annoio!
Ecco, parlami della tua quotidianità
La prima cosa che faccio quando mi alzo al mattino presto è guardare il cielo. Il nostro lavoro è strettamente legato alle condizioni meteo, non ce n’è! E questa è la difficoltà maggiore, perché rende la gestione di tutta la macchina molto complicata nella sua programmazione. Moltiplicalo per 120 giorni…
E in estate?
La solfa cambia poco, anche perché è proprio nei mesi da giugno a settembre che dai il via ai lavori per la stagione invernale.
Tante difficoltà, eppure sei sempre lì…
Se devo fare un bilancio della mia vita non posso che ritenermi soddisfatto. Insomma, considerando la mia zona di provenienza, è segno di grande soddisfazione aver rappresentato la categoria dei maestri per tanti anni. E poi quei trent’anni passati a dirigere la scuola sci. E ora gli impianti. Già, adesso vedremo se anche con questo importante ruolo riuscirò a ottenere buoni risultati e a vincere una sfida che mi appassiona e mi coinvolge sempre di più.
Se sempre stato molto combattivo, con qualche capello grigio in più ti sei ammorbidito?
In effetti il mio carattere mi ha portato a essere abbastanza perentorio in alcune occasioni. Diciamo che i 18 anni di presidenza Colnaz mi hanno portato a creare davvero tante relazioni. Quindi, potendomi confrontare spesso con grandi professionisti, ho potuto allargare molto la mia visione delle cose, con umiltà e concretezza. Diciamo che rispetto a vent’anni fa riesco ad affrontare ogni questione con meno impulsività ma, con più strategia e determinazione.
Intanto la stagione non è per niente finita

Per questo invito tutti a raggiungerci sulle piste del Cimone

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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