Castello di Fiemme si accende il 2 agosto. Alle 21, sul palco del Teatro Centro Polifunzionale, la Marcialonga incorona la sua venticinquesima Soreghina, un quarto di secolo di luce dolomitica racchiuso in un volto nuovo. La leggenda dolomitica narra di una principessa la cui vita dipendeva dal sole: il brand trentino trasforma quel mito in una ragazza reale, ogni anno diversa, sempre giovane, sempre legata alle Valli di Fiemme e Fassa.
Il mondo corre altrove, distratto da mode che durano una stagione. La Soreghina abita quella stanza di montagna, ferma tra larici che ad agosto tengono ancora il verde pieno e rododendri aggrappati agli ultimi giorni di fioritura. Custode di un rito che altrove sparirebbe già alla terza edizione, porta con sé il profumo di resina e fieno appena tagliato, il sapore di polenta e mirtilli che accompagna ogni festa di paese, la luce dorata che a fine luglio scivola tra le Pale di San Martino e accende le facciate di Castello di Fiemme.
Difendere una tradizione richiede fatica quanto costruirla. “La montagna regala luce a chi sa aspettarla”, recita un vecchio detto ladino, e la Soreghina nasce proprio da quell’attesa: il sole che ogni giorno decide se donare vita alla principessa della leggenda. Marcialonga sceglie ogni anno la fatica, preferisce la ragazza vera alla mascotte usa e getta, preferisce la radice alla novità che invecchia in fretta.
Nei colori delle bandiere issate lungo il tracciato, negli odori di legna bruciata che escono dai comignoli delle baite, nei racconti tramandati di famiglia in famiglia, la tradizione pianta radici salde. “Chi vive la montagna, vive il tempo lento”, recita un altro adagio popolare delle valli: la Marcialonga, con la sua Soreghina, incarna esattamente questo tempo lento, fatto di gesti ripetuti con cura, stagione dopo stagione. Ecco la vera partita della Figlia del Sol: dare corpo, faccia, voce a una passione che il tempo prova a spegnere e che le Valli di Fiemme e Fassa tengono invece accesa, generazione dopo generazione.
Età tra i 18 e i 30 anni, radici in una delle due valli: due soli requisiti aprono la porta alla candidatura. Il mandato di Pamela Croce volge al termine, la Marcialonga Running Coop del 5 settembre incombe sul calendario, e la macchina organizzativa accelera verso la serata di agosto. Pubblico e giuria valuteranno dal vivo le aspiranti Soreghina, in un contesto pensato per il divertimento puro.

Le parole delle ambasciatrici che hanno preceduto la nuova elezione restituiscono il peso reale del ruolo.
Pamela Croce, ventiquattresima Soreghina, racconta: “Amo la Marcialonga e i valori che trasmette. Unisce tutti, dagli amatori fino agli atleti professionisti, in eventi davvero unici.”
Sofia Franzoni, sua predecessora, rilancia con: “Mettermi a disposizione degli altri è ciò che mi rende felice, e non c’è nulla che si possa paragonare a Marcialonga.”
Silvia Zorzi, ventesima Soreghina, guarda indietro con affetto: “È stata un’esperienza incredibile. Mi sono sentita subito parte del mondo Marcialonga, conoscendo in un anno tantissime persone accomunate dall’amore per lo sport.”
Gessica Defrancesco, eletta nel 2015, rievoca ancora l’adrenalina: “Ho apprezzato tutto, dalle amicizie con gli atleti, ai volontari, al pubblico. Se ci ripenso sento ancora la scarica di adrenalina nel premiare i vincitori all’arrivo.”
Il filo che lega ogni testimonianza porta fino al 2002, anno di nascita della tradizione.
Carlotta Nemela, fassana, prima Soreghina della storia, ricorda l’esordio assoluto: “Fu speciale. Era qualcosa di nuovo, da cui nessuno sapeva bene cosa aspettarsi ma che si rivelò fantastico. Sono ricordi preziosi, fu un’esperienza che mi arricchì molto.”
Entusiasmo puro, emozione condivisa: il filo rosso che attraversa venticinque candidature diverse, ventiquattro ragazze già passate, una nuova pronta a raccogliere il testimone. Il ruolo supera però la semplice fascia da indossare per fotografie di rito. Alla Soreghina spetta la premiazione dei vincitori nei tre appuntamenti annuali di Marcialonga, la presenza alle conferenze stampa, il lavoro quotidiano di promozione sul territorio, un anno intero al servizio del brand.
Alla vincitrice della serata di Castello di Fiemme va il gioiello tradizionale, dono della Magnifica Comunità di Fiemme, accompagnato da un premio in denaro da 250 euro offerto da ITAS. Le candidature rimangono aperte fino a lunedì 27 luglio: CV o lettera di presentazione all’indirizzo barbara.vanzo@marcialonga.it, oppure una chiamata o un messaggio WhatsApp al numero 335 6766094 per ogni informazione utile.
Venticinque anni di “Figlia del Sol” attendono la loro erede. Castello di Fiemme, il 2 agosto, apre il sipario sulla storia che continua.






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