Equitazione Malga Pellizzano
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Equitazione, sentirsi un re

Montare a cavallo, che si tratti di ippica o equitazione, fa sentire come un re. Questo a patto di raggiungere un buon livello di empatia con l’animale, cosa che non avviene sempre al primo tentativo.

Diceva Peter Brown, un famoso fantino, «Cavalcare trasforma vorrei in posso». E in effetti è proprio così: montare a cavallo può cambiare la vita, anche se è difficile da credere finché non salirete in sella. A vederla da spettatore, l’equitazione è uno sport come un altro, forse anche un po’ noioso, per chi la passione non ce l’ha nel sangue.

L’equitazione è uno sport che fa lavorare molti muscoli: gambe e addominali, che si attivano anche solo per rimanere in sella, glutei, per seguire il cavallo nelle sue andature, braccia, per dire al quadrupede in che direzione andare e fermarlo, o quantomeno per tirargli su la testa quando non ne vuol sapere di smettere di brucare l’erba.

Equitazione, uno sport non solo fisico

All’aspetto fisico se ne affianca uno mentale. A differenza di qualsiasi altro sport, in sella ogni decisione va a buon fine solo se si riesce a comunicarla al «partner». Non basta dirgli cose si vuole fare con due comandi imparati poco prima, per obbligarlo a stare ai vostri ordini. Il cavallo ha una sua testa e ragiona secondo schemi a noi, spesso, sconosciuti. Quando si è in sella, è tutto un lavoro di fermezza e gentilezza, di fiducia reciproca. Quando si riesce nei propri intenti, cioè, appunto, a ottenere una sorta di collaborazione dell’equino, la sensazione è indescrivibile: un mix di sicurezza interiore ed euforia, perché dal «vorrei» siamo passati al «posso», proprio come diceva Peter Brown. Per non parlare poi di quel senso di potere che si prova a stare a due metri di altezza che fa sentire chi c’è sopra un re. Oppure alla sensazione di libertà quando si è lanciati al galoppo su un prato o ancora meglio su una spiaggia al tramonto.

Tante discipline, un’unica emozione

Poco importa quale delle numerosissime discipline dell’equitazione sia stata scelta: che sia la monta inglese o quella americana, nelle sue varie sfaccettature, le sensazioni saranno le stesse. Potrete preferire il salto ostacoli alle corse in campagna, una passeggiata tranquilla durante una vacanza a un’intera settimana a migliorare la tecnica in giro per il mondo. Sarete accomunati dalle stesse emozioni.

L’equitazione si può praticare dai 4 anni fino a un’età avanzata (la regina Elisabetta monta ancora a 93 anni!). L’importante è affidarsi sempre a mani esperte e a guide sicure, per cui centri riconosciuti dalla Federazione Italiana Sport Equestri o dalle associazioni di settore, come la Fitetrec- Ante per il turismo equestre. Munitevi di cap (il casco da equitazione, spesso a disposizione di chi monta le prime volte nei maneggi con scuole o possibilità di passeggiate), guanti, pantaloni e stivali, per non soffrire troppo a causa degli sfregamenti di redini, sella e staffili sulla pelle. Ma non sarà certo un abbigliamento non adatto a impedirvi di salire su un cavallo. Gli ostacoli da superare sono ben altri, paura in primis.

Se volete un consiglio, vale la pena provare. Almeno una volta nella vita. E, se sarete così fortunati da non incappare in cavalli disobbedienti o terrificanti postumi, in sella ci risalirete, più e più volte.

 

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Valentina Schenone