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Quickshift la maschera MTB ventilata

Julbo ha presentato Quickshift la maschera MTB ventilata. Il nuovo prodotto nasce dall’esperienza dell’azienda francese nella ricerca di soluzioni contro l’appannamento delle lenti. Sviluppata grazie alla collaborazione diretta con gli atleti Julbo della galassia mountain bike.

Preziosi i feedback degli atleti francesi Jérôme Clementz, Fabien Barel e François Bailly-Maître e dell’americano Jimmy Smith. La nuova maschera Quickshift per la mountain bike e l’enduro è stata sviluppata con il sistema SwitchAir. Due inserti nell’area inferiore della montatura possono essere rimossi durante le fasi di salita, aumentando così la ventilazione proprio quando il corpo emette maggiore vapore acqueo. Poi possono essere facilmente rimessi al loro posto, grazie a un sistema magnetico, prima della discesa.

Quickshift la maschera MTB ventilata è dotata di una doppia lente cilindrica frameless che permette un campo visivo molto ampio e che presenta, internamente, un trattamento anti-appannamento, ulteriore garanzia di visibilità ottimale.

Realizzata con uno strato di morbida schiuma per appoggiarsi in modo delicato sul viso, si adatta a tutti i tipi di casco grazie alla fascia elastica regolabile. La fascia presenta inoltre una striscia interna in silicone, per massima tenuta.

La lente è intercambiabile ed è di tipologia Spectron, in policarbonato e di categoria 0 o di categoria 2. La lente Spectron 0 è chiarissima, quasi trasparente e quindi adatta anche all’uso in condizioni di scarsa visibilità, come in inverno o in notturna. La Spectron di categoria 2 ha un tasso di trasmissione dello spettro della luce visibile del 25%, per giorni dalla media luminosità.

Prezzo consigliato al pubblico – a partire da: 99,95 euro

Per maggiori informazioni: www.julbo.com

About the author

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi è milanese di nascita e di cuore, rigorosamente a strisce rossonere. Ama lo sport in generale e da ragazzo si è cimentato in diverse discipline. Discreto tennista e giocatore di pallone, è rimasto folgorato dalle palline con le fossette in tarda età, o meglio, troppo tardi per ambire a farne una carriera ma sufficientemente presto per poter provare il brivido e la tensione dell’handicap a una cifra. La passione lo ha portato a fare del golf un lavoro e oggi, oltre a essere nel corpo di redazione della rivista Golf & Turismo, è prima firma di Quotidiano Sportivo e ospite fisso nella trasmissione televisiva Buca 9. Quando la neve copre i fairway prende gli sci, sua altra grande passione, e gira per le Alpi “costretto” dal suo ruolo di responsabile del turismo per la Rivista Sciare. È un duro lavoro, ma qualcuno le deve pur fare...